Campo Cecina, 2 febbraio 1992
Il 2 febbraio 1992 Alessandro “Sandro” Marcucci perse la vita in seguito alla precipitazione del velivolo sul quale stava svolgendo una missione di avvistamento antincendio a Campo Cecina, nel territorio di Carrara. Con lui viaggiava Silvio Lorenzini, che morì circa trenta giorni dopo per le conseguenze riportate.
Nel 2012 l’Associazione Antimafie “Rita Atria” raccolse fotografie, documenti, verbali e materiali tecnici chiedendo che la vicenda venisse nuovamente esaminata e che fosse valutata la riapertura delle indagini.
Questa pagina conserva e rende consultabile il materiale storico prodotto dall’Associazione. Le ipotesi, le contestazioni e le ricostruzioni qui sintetizzate sono quelle formulate nei documenti dell’Associazione e non vengono presentate come accertamenti giudiziari definitivi.
Indice della pagina
La richiesta di riapertura delle indagini
Nei documenti depositati nel 2012 l’Associazione contesta la ricostruzione secondo la quale l’incidente sarebbe stato determinato da una condotta di volo errata del pilota.
L’esposto sostiene che alcuni elementi fotografici, documentali e testimoniali avrebbero meritato ulteriori approfondimenti e formula l’ipotesi di una possibile causa dolosa dell’evento.
L’Associazione richiama inoltre la figura di Sandro Marcucci, già ufficiale pilota dell’Aeronautica con il grado di Tenente Colonnello, ricordandone l’esperienza professionale e il rapporto personale con alcuni componenti dell’Associazione.
I principali punti contestati nell’esposto
La dinamica dell’impatto
L’esposto contesta la ricostruzione della dinamica della caduta e dell’impatto al suolo. L’Associazione richiama in particolare la posizione e le deformazioni del carrello anteriore, sostenendo che le fotografie disponibili sarebbero compatibili con una sequenza diversa da quella descritta nella relazione tecnica.
La posizione di Silvio Lorenzini
Secondo la ricostruzione proposta dall’Associazione, alcuni elementi presenti nelle fotografie e nelle testimonianze renderebbero problematica l’ipotesi che Lorenzini si sia trascinato autonomamente fuori dal relitto dopo l’impatto.
L’esposto prospetta invece la possibilità che il passeggero sia stato espulso dal velivolo durante le ultime fasi della caduta.
L’incendio
Un ulteriore punto riguarda la collocazione temporale dell’incendio. L’Associazione sostiene che alcuni elementi fotografici sarebbero difficili da conciliare con un rogo sviluppatosi soltanto dopo l’impatto finale e ipotizza che il fuoco possa essersi sviluppato quando il velivolo era ancora in volo.
Le criticità attribuite alla Commissione d’inchiesta
L’esposto evidenzia che la Commissione visitò il luogo dell’incidente il giorno successivo, quando il relitto e il corpo di Marcucci erano già stati rimossi.
Viene inoltre contestata la mancata disponibilità, per la Commissione, di parte del materiale fotografico e vengono richiamati reperti e testimonianze che, secondo l’Associazione, non sarebbero stati adeguatamente approfonditi.
Le quote di volo e l’attività antincendio
Una parte dell’esposto contesta anche l’affermazione secondo cui il velivolo avrebbe operato al di sotto delle quote minime previste per il normale volo VFR.
A sostegno di questa contestazione l’Associazione allegò documentazione relativa alle missioni antincendio e al traffico aereo operativo.
Tra i materiali conservati figurano una descrizione di missione AIB, le direttive AIB del 2011 e del 2012 e il manuale dell’Aeronautica Militare Il traffico aereo operativo, edizione 2001.
Nota documentale. Questi testi sono successivi all’incidente del 1992. Vengono quindi presentati per il ruolo che ebbero nell’argomentazione dell’esposto del 2012, non come prova autonoma delle norme effettivamente vigenti il giorno dell’incidente.
L’esame sul corpo di Sandro Marcucci
L’Associazione sottolinea che non venne eseguita un’autopsia completa sul corpo di Marcucci, ma un esame esterno. Nell’esposto si chiede di valutare se eventuali ulteriori accertamenti possano fornire elementi utili sulle cause della morte e sulla natura dell’incendio.
La restituzione dei rottami del velivolo
Il documento ricostruisce la tempistica del dissequestro e della restituzione dei rottami all’operatore aeronautico, sostenendo che tale scelta avrebbe impedito successivi accertamenti tecnici sui materiali.
L’incidente probatorio di Silvio Lorenzini
L’esposto analizza il verbale dell’interrogatorio reso da Lorenzini durante il ricovero ospedaliero, rilevando le difficili condizioni psicofisiche del paziente e alcune incongruenze tra le dichiarazioni verbalizzate e altri elementi documentali.
La morte di Silvio Lorenzini
Il documento richiama le circostanze della morte di Lorenzini, avvenuta circa trenta giorni dopo l’incidente, e segnala che anche in questo caso non venne eseguita un’autopsia.
L’ipotesi sulle modalità dell’eventuale esplosione
Nell’esposto l’Associazione dichiara di avere formulato ipotesi sulle modalità di un possibile innesco, ma sceglie espressamente di non svilupparle nel documento, per non presentare ricostruzioni ritenute non sufficientemente dimostrate.
L’esposto al Consiglio Superiore della Magistratura
La parte finale ricostruisce il percorso di un precedente esposto presentato da Mario Ciancarella e destinato al Consiglio Superiore della Magistratura.
Le conclusioni dell’Associazione
Con l’esposto del 2012 l’Associazione Antimafie “Rita Atria” chiedeva alla Procura di Massa di riaprire le indagini giudiziarie relative alla morte di Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini, ritenendo che il materiale raccolto meritasse nuovi approfondimenti.