Rita Atria Rita Atria - Testimone di Giustizia - 17 anni - Partanna

Rita Atria


Rita Atria"Rita, non t'immischiare, non fare fesserie" le aveva detto ripetutamente la madre, ma, Rita aveva incontrato Paolo Borsellino, un uomo buono che le sorride dolcemente, e lei parla, parla…racconta fatti. Fa nomi. Indica persone, compreso l'ex sindaco democristiano Culicchia, che ha gestito e governato il dopo terremoto.

"Fimmina lingua longa e amica degli sbirri" disse qualcuno intenzionalmente, e così al suo funerale, di tutto il paese, non andò nessuno. Non andò neppure sua madre, che, disamorata, fredda e distaccata, l'aveva ripudiata e minacciata di morte perché quella figlia così poco allineata, per niente assoggettata, le procurava stizza e preoccupazione. Inoltre, sia a lei che a quella poco di buono di sua nuora, Piera Aiello, che aveva plagiato a picciridda, non perdonava di aver "tradito" l'onore della famiglia.

Si recherà al cimitero parecchi mesi più tardi, e con un martello, dopo aver spaccato il marmo tombale, rompe pure la fotografia della figlia, una foto di Rita appena adolescente. Figlia di un piccolo boss di quartiere facente capo agli Accardo, Rita Atria è nata e cresciuta a Partanna, piccolo comune del Belice, una vasta zona divenuta famosa perché distrutta dal terremoto. Un territorio in cui, in quel periodo, si dice circolasse denaro proveniente dal narcotraffico, e di cui Rita non sopporta le brutture, le vigliaccherie, la tristezza. L'ignavia delle donne. "Una donna sa sempre cosa sta combinando suo marito o suo figlio" ha spiegato Piera Aiello moglie di Nicola Atria, fratello di Rita, e lei condivide con convinzione. Sensibile all'inverosimile, eppur ostinata, caparbia, fin dall'adolescenza dimostra di essere molto dura ed autonoma. Acasa sua, faide, ragionamenti, strategie, vecchi rancori, interessi di ogni tipo, erano all'ordine del giorno, perché, suo padre, don Vito Atria, ufficialmente pastore di mestiere, era un uomo di rispetto che si occupava di qualsiasi problema; per tutti trovava soluzioni; fra tutti, metteva pace, "…per questioni di principio e di prestigio…- sosteneva Rita - senza ricavarne particolari vantaggi economici…" tranne quello di rubare bestiame tranquillamente ed avere buoni rapporti con tutti quelli che contavano.

Cionostante, il 18 novembre dell'85, don Vito Atria, non avendo capito che il tempo è cambiato, e che la droga impone un cambio generazionale, è stato ucciso. Rita innanzi a quel cadavere crivellato di colpi, fra gli urli e gli impegni di rappresaglia dei famigliari, anche se appena dodicenne, dentro di sé, comincia ad rimestare vendetta. Ma la morte del padre le lascia un vuoto.

Rita, allora, riversa tutto il suo affetto e la sua devozione sul fratello Nicola. Ma Nicola era un "pesce piccolo" che col giro della droga, aveva fatto i soldi e conquistato potere. Girava sempre armato e con una grossa moto. Quello con il fratello diventa un rapporto molto intenso, fatto di tenerezza, amicizia, complicità, confidenze. E' Nicola, infatti, che le dice delle persone coinvolte nell'omicidio del padre, del movente; chi comanda in paese, le gerarchie, cosa si muove, chi tira le fila… trasformando così una ragazzina di diciassette anni, in custode di segreti più grandi di lei.

Tutto ciò non le impedisce di innamorarsi e fidanzarsi con Calogero, un giovane del suo paese. Fino al 24 giugno del 91, il giorno in cui anche suo fratello Nicola viene ucciso e sua cognata Piera Aiello che da sempre aveva contestato a quel marito le frequentazioni e i suoi affari, collabora con la giustizia e fa arrestare un sacco di persone. Calogero interrompe il fidanzamento con Rita perché cognata di una pentita e sua madre Giovanna va in escandescenze.

Dopo il trasferimento in località segreta di Piera e dei suoi figli, Rita a Partanna è veramente sola: rinnegata dal fidanzato e dalla mamma, non sa con chi parlare, con chi scambiare due parole.
Sottomettersi come sua madre o ribellarsi?

All'inizio di novembre, ad appena diciassette anni, decide di denunciare il sistema mafioso del suo paese e vendicare così l'assassinio del padre e del fratello. Incontra il giudice Paolo Borsellino, un uomo buono che per lei sarà come un padre, la proteggerà e la sosterrà nella ricerca di giustizia; tenterà qualche approccio per farla riappacificare con la madre.

La ragazzina inizia così una vita clandestina a Roma. Sotto falso nome, per mesi e mesi non vedrà nessuno, e soprattutto non vedrà mai più sua madre. L'unico conforto è il giudice. Ma arriva l'estate del '92 e ammazzano Borsellino, Rita non ce la fa ad andare avanti. Una settimana dopo si uccide[...]
(Graziella Proto - Casablanca)

dopo il 19 luglio 1992



Ora che è morto Borsellino...


Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi.

Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta.


Rita Atria

20 anni in Memoria di Rita... le iniziative

Vent'anni ... la Memoria di Rita Atria Cara Rita, avevi solo 17 anni ma avevi capito tutto...... e avevi deciso da che parte stare, senza se e senza ma... da 18 anni, noi proviamo a fare Memoria della tua storia senza considerarti né una eroina, né una santa... eri solo una ragazza NORMALE che amava vivere senza compromessi e senza catene. 

Grazie Rita... dopo 20 anni a Partanna è nato un Presidio dell'Ass. Antimafie "Rita Atria". Ragazzi che fanno Memoria di te attraverso l'azione quotidiana tentando di risvegliare le coscienze... questo è il nostro modo di ricordarti...

Dal Tema di Rita agli esami di stato del 1992 - dopo la strage di Capaci

"Mi chiedo per quanto tempo ancora si parlerà della sua morte (Falcone, ndr), forse un mese, un Casablanca n.25 Partanna dopo venti annianno, ma in tutto questo tempo solo pochi avranno la forza di continuare a lottare. Giudici, magistrati, collaboratori della giustizia (al tempo i testimoni si chiamavano collaboratori, ndr),pentiti di mafia, oggi più che mai hanno paura, perché sentono dentro di essi che nessuno potrà proteggerli, nessuno se parlano troppo potrà salvarli da qualcosa che chiamano mafia.

Ma in verità dovranno proteggersi unicamente dai loro amici: onorevoli, avvocati, magistrati, uomini e donne che agli occhi altrui hanno un'immagine di alto prestigio sociale e che mai nessuno riuscirà a smascherare. " 

Partanna ieri e oggi... leggi gli articoli su Casablanca... 


Partanna (TP)


Quello che la stampa "ufficiale" non ha raccontato........

 

 


Roma, 26 luglio, ore 19.00 Viale Amelia; vai all'evento su facebook 

Monasterace (RC) 28 luglio: Leggi il documento politico

   

Il nostro concetto di Memoria:

“ricordare non basta. Memoria è un ricordo "attivo" che vuole comprendere i meccanismi, le cause e dunque le ragioni che  determinarono una storia, e sa rileggerle nel presente per capirne le "mutazioni" e le mimetizzazioni nelle forme nuove in cui quella stessa violenza torna e tornerà ad esercitarsi. Forme diverse sempre più evolute e sofisticate. E' dunque solo la Memoria a dare senso al proprio impegno per costruire un futuro in cui si possa sperare che quella violenza non torni a mostrarsi, con volti diversi ma la con medesime atrocità, per il nostro passivo ed ignaro consenso.

Perdere "la Memoria storica" ci rende estranei a noi stessi, incapaci di riconoscere le nostre radici, di capire il nostro presente, di costruire un qualsiasi futuro.”

Fare Memoria di Rita Atria dunque significa innanzitutto ricordare le cause che l’hanno portata a togliersi la vita e non solo esaltarne il gesto forte della Testimonianza e della rottura con la propria famiglia. Sarebbe facile, rientrerebbe nella solita prassi ormai consueta che si limita al necrologio” da strumentalizzare, e tanti ne vediamo purtroppo di questi “eventi”.  

Ass. Antimafie "Rita Atria" 


Lasceremo queste parole sulla nostra Home Page per ricordare a noi stessi che "Noi Sappiamo" anche senza le sentenze. Chi sorride, chi stringe le mani  ai "figli" del malaffare e quindi ai complici dell'oppressione sociale... è COMPLICE. 
Lasceremo sul nostro sito queste parole per tutta l'estate... affinché ognuno possa guardarsi dentro e chiedersi il senso della Memoria e della lotta alle mafie. Non ci sono tonalità di grigio nella lotta alla mafia: o si sta da una parte o si sta dall'altra.

C'è chi dice che non fa sconti a nessuno... mentre di fatto, pratica veri e propri saldi (al 100%)  etici e morali... "ma non sono stati condannati"...

"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c'è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati."

Paolo Borsellino

" la rivoluzione si fa con la gente in piazza; il cambiamento si fa con la matita" 

Paolo Borsellino 

Solo 17 anni...

Forse un mondo onesto non esisterà mai

ma chi ci impedisce di sognare?

Forse, se ognuno di noi prova a cambiare

Forse, ce la faremo

 

Dedicato a Rita...

 

 

Partanna... quel funerale dopo 5 anni
 
Partanna ... Memoria di Rita
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Rita

Matri, ora sugnu nùra

comu quannu l’occhi mei o scuru

hannu vistu a prima luci

nura , spugghiata ri tuttu  

rintra e fora, vacanti ri materia,

comu vulevi, senza vuci

figghia disonurata

asciutta, senza lacrimi virsati

mancu sutta a nùra balata haiu paci

matri ,vulevu u suspiru ri vita tua , ri cavura vucca,

amuri ratu , lentu lentu , ruci ruci

 

accussì vistuta , sulu ri tirra sicca

aspettu acqua ri celu, ca leva spini e nasciri ciuri

a morti circavu , picchì idda ,

d’accordu ccu infami carnefici  

vulevanu prestu arrivari

Paulu  r’appressu sugnu

r’arreri i tia, a to luci m’accumpagna

nun semu suli ‘nta strada ri sulu iri

 cu Giovanni putemu taliari iusu ‘n paci e cu duluri,

pi ririri e chianciri

 Siracusa settembre 05

 

Pietro Valenti

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madre , ora sono nuda , come quando gli occhi miei  al buio , hanno visto la prima luce / nuda , spogliata di tutto ,dentro e fuori , vuota di materia , e come volevi , senza voce / figlia disonorata , asciutta, senza lacrime versate, neanche sotto la nuda lastra di marmo ho pace / madre, volevo il sospiro di vita tua, di calda bocca , amore dato,

lento lento , dolce dolce / cosi vestita , solo di terra secca , aspetto acqua di cielo , che leva spine e nascere fiori / la morte cercavo , perché lei , d’accordo con infami carnefici, volevano presto arrivare / Paolo d’appresso sono , dietro di te , la tua luce mi accompagna , nella strada di solo andata / non siamo soli , con Giovanni possiamo

guardare giù in pace  e con dolore , per ridere e piangere