di Claudio CocoIn tutti i tempi e luoghi, quando sopraggiungono periodi difficili, la musica rappresenta, tra le espressioni artistiche, quella che maggiormente aiuta a fare ordine, nei pensieri e nel cuore, attraverso una sintesi compiuta di libertà, bisogni collettivi e memoria.
E' con questo orizzonte in testa che mi appresto all'ascolto di T
estimoni di giustizia, brano di
Fabrizio Varchetta nel quale le parole raccontano l'esperienza di chi, come
Rita Atria e
Piera Aiello, ha deciso di vivere con coraggio ed estrema lucidità la propria esistenza.
Accade allora che la musica, in un gioco di equilibri, tra ritmo e melodia, mi prenda per mano a dialogare con la voce vibrante di Greta Fornaseri, capace di svelare scorci emotivi di forte intensità.
Se il passato è immutabile e il ricordo profondo della violenza e del sangue gonfiano di paura il silenzio, il presente diviene il terreno nel quale piantare i piedi come radici e scoprirsi liberi di poter ancora scegliere.
La rinnovata consapevolezza della identità permette di scorgere altre possibilità oltre il buio che ottenebra le coscienze: un mondo nuovo nel quale la verità non sia più mortificata dall'inganno, dove l'origine non costituisca che il principio e ciascuno sia artefice delle proprie azioni, senza peccati originali da scontare.
Come su una nuvola, avverto anche io, tra i sussulti del violino e le rincorse del flauto, che questo è un giorno d'estate, il sole alto a spazzare le etichette che lo stato, per convenienza o indifferente ipocrisia, appiccica addosso a queste speciali esistenze, in cerca di normalità.
E' quasi al termine del percorso sonoro che che Fabrizio ci inchioda secco: le loro sono vite appese, bisognose di protezione dai cani, che ancora lordi di sangue, qualcuno difenderà con la menzogna, davanti alle parole di chi, avendo visto, a testa alta ha deciso di non tacere.
Mi ritrovo a canticchiare il ritornello di questo pezzo tanto coraggioso quanto musicalmente valido e non posso fare a meno di rivolgere un augurio a Fabrizio e ai suoi compagni: andate avanti così, perché U
N ALTRO MONDO E' POSSIBILE.Claudio Coco