Rita Atria

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Dal 1994 l'Associazione Antimafie "Rita Atria" si occupa di legalità. Lo fa pensando che la giustizia debba essere cosa di questo mondo, e cercando ogni giorno di dare il proprio contributo perché questo accada. Per noi giustizia è occuparsi della storia di Graziella Campagna, Ignazio Aloisi, Sandro Marcucci e di tutti coloro che sono vittime dimenticate o non riconosciute ; significa occuparsi di legalità con i ragazzi delle scuole; battersi per le Vittime della strage di Ustica, quelle che si trovavano sull'aereo e quegli "ipotetici Testimoni" che inspiegabilmente sono morti in seguito; combattere insieme ai Testimoni di Giustizia perché non siano persone-ombra, ma cittadini che godono d'ogni diritto; sostenere l'acqua pubblica; promuovere e fare un'informazione indipendente... e tanto, tanto altro.... per portare avanti tutto ciò vi chiediamo un piccolo contributo perché la nostra libertà è dovuta al  fatto che le nostre uniche fonti di finanziamento sono i nostri stipendi e le donazioni...
  • a Mauro Rostagno
    di: "autori riuniti"
    Quattro giornate dedicate a Mauro Rostagno memoria e diritto alla Verità e alla Giustizia.


  • Da Stonewall al Catania Pride 2009
    di: Sara Crescimone
    Cuciremo stendardi bianchi e gigli dorati. E andremo. Perchè siamo amazzoni e guerrieri e questo è un Pride visionario. Quest'anno è il 40° anniversario della rivolta di Stonewall...

  • Diritti: Lgt
    di: Paola Guazzo
    Lgt – Note sulla politica cosiddetta “mainstream”.
    Per capire il rapido e inaspettato mutamento, meglio sarebbe dire l’esaurimento, della rappresentanza politica lgt nel parlamento italiano, dopo la disastrosa legislatura prodiana


  • La libertà che resiste
    di: U Cuntu
    C'e' una realtà a Catania che proprio non vuole mollare ed è quella di Casablanca e di U Cuntu. U Cuntu si può dire figlio di Casablanca che a sua volta si può dire figlio de "I Siciliani"

  • Le Padrine di Gela
    di: Graziella Proto
    Diamo inizio ad una serie di articoli scritti dalla redazione di Casablanca. "Tutte casa e cosca" è uno splendido reportage sulle donne padrino di Gela. Da non perdere!

  • Mafia e P2
    di: Riccardo Orioles
    I Siciliani, novembre 1984 Allora: il “terzo livello” non è certamente il Padrino coi baffi e con gli occhiali neri. Non è nemmeno don Vito Ciancimino, che è importante sì, ma meno di tanti altri

  • Matilde Politi: il nuovo album
    di: Elsa Arcidiacono
    “Sciala curuzzu, arricria cori ..."

    Per noi la lotta alle mafie significa coltivare il senso del bello.
    La voce di Matilde Politi, il suo impegno sociale, ci hanno trasmesso la voglia di riscatto e il senso dell'appartenenza.


  • Morti sul lavoro...omicidi "derubricati"
    di: Nadia Furnari
    A breve dare il via ad una rubrica sulle morti sul lavoro perché riteniamo che l'antimafia/e debba partire dal diritto alla vita...

  • Musica: Etta Scollo
    di: Vincenza Scuderi
    È uscito Il fiore splendente, il nuovo album di Etta Scollo costruito sui versi di poeti “arabo-siciliani”


  • Nuovo Sito
    di: Associazione
    "Rita Atria" si avvale di nuove collaborazioni che sottolineano ancor di più il desiderio di allargare il dibattito non solo alla lotta contro le mafie ma ad una lotta per tutti i diritti... il tutto all'insegna dell'antifascismo

  • R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista
    di: Paola Guazzo, Ines Rieder e Vincenza Scuderi
    "R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista", a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi, pubblicato dalle edizioni Ombre Corte di Verona.


  • Teatro civile: Scalpiccii sotto i platani...
    di: Vincenza Scuderi
    “Scalpiccii sotto i platani”, di e con Elisabetta Salvatori, e con il violino di Matteo Ceramelli, è teatro di narrazione civile che nasce dalle testimonianze vive di quanto accadde a Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto 1944.

  • Un altro mondo è possibile
    di: Claudio Coco
    In tutti i tempi e luoghi, quando sopraggiungono periodi difficili, la musica rappresenta, tra le espressioni artistiche, quella che maggiormente aiuta a fare ordine, nei pensieri e nel cuore, attraverso una sintesi compiuta di libertà, bisogni collettivi e memoria.

  • Una scelta di libertà che interroga tutti
    di: Giovanni Abbagnato
    La lotta alla mafia non è solo la storia di valorosi rappresentanti delle Istituzioni che, talvolta in solitudine, hanno trasfuso nella loro azione indomita il loro senso del dovere e la loro determinazione nel volere affermare con il loro impegno lo Stato di diritto...

Rubriche


Mafia e P2

Si tratta di un documento scritto nel 1984 quando c'erano i Siciliani, ma si tratta di un documento prezioso da arricchire e completare alla luce di più di 24 anni di storia (triste). Ringraziamo Riccardo preziosa penna siciliana e preziosa collaborazione per "Rita Atria"

MAFIA E P2
I Siciliani, novembre 1984
Allora: il “terzo livello” non è certamente il Padrino coi baffi e con gli occhiali neri. Non è nemmeno don Vito Ciancimino, che è importante sì, ma meno di tanti altri (eppure, chissà perché, si parla molto di più di don Vito che non di Sindona...). Non si riunisce nel retrobottega del bar del porto e nemmeno, per quanto sarebbe molto cinematografico, al circolo Lauria di Palermo. Ma allora, dove cercarlo? Intanto, possiamo dire che un “terzo livello” della mafia esiste, e che è una cosa seria. In secondo luogo, che tutti i tentativi prima di contestarne l’esistenza (si pensi alle polemiche contro Dalla Chiesa e Chinnici) e poi di sminuirne la portata sono miseramente falliti: nessuno oggi si stupirebbe se un magistrato chiedesse un’autorizzazione a procedere contro qualche personaggio di governo, attuale o passato. In terzo luogo, proprio perché si tratta di una cosa seria, non c’è da scrivere romanzi: c’è semplicemente da raccogliere una serie di fatti che si sanno - intendiamo, che tutti sanno - e da metterli in fila; e poi vedere che effetto fa.
A questo punto, non sapremo ancora i nomi - questi, è compito del magistrato investigarli - ma avremo almeno qualche frammento del quadro generale.
Fra questi frammenti, a nostro avviso, potrebbero esserci: un generale dei carabinieri che organizza strane faccende insieme alla pidue; due o tre piduisti che fanno cose strane in compagnia di boss mafiosi; un banchiere della mafia (almeno uno); alcuni arricchimenti un po’ strani; un’indagine di mafia stranamente bloccata; un golpe che si doveva stranamente fare giusto in Sicilia; e altre cose non usuali.
Ma fra queste stranezze la più strana di tutte è la seguente: la P2 in Sicilia non esiste. C’è qualche personaggio minore, qualche faccendiere, qualche professionista, qualche funzionario: ma ufficialmente di piduisti grossi in Sicilia non ce n’è. Eppure buona parte delle imprese della P2 - secondo le relazioni ufficiali - hanno a che fare, o comunque entrano prima o poi in contatto, con faccende in qualche modo riconducibili anche a storie di mafia.
Eppure in Sicilia di P2 non ce n’è.

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