"Noi Corpi senza ombre"
Siamo venuti a conoscenza della “vita” dei testimoni di giustiazia nel 1995 grazie a Piera Aiello. Da un telefono denunciava la sua precarietà, la sua rabbia per essere stata tradita da quello stato che prima si era manifestato con Paolo Borsellino, Alessandra Camassa e gli uomini della scorta….e poi si era manifestato con l’insensibilità di alcuni funzionari dell’alto commissariato prima e del servizio centrale di protezione poi.
Presenteremo alcuni articoli, appelli, denunce, etc. fatti negli anni. Non occorrono commenti, possiamo solo dire che per alcuni di loro sono passati solo gli anni ma la situazione è sempre la stessa o, in qualche caso, è peggiorata.
Da questo momento non diremo altro ma metteremo in fila solo documenti, fatti e storie che sfidiamo chichessia a confutare.
Riproniamo queste storie perché ancora oggi, a distanza di anni, per alcuni testimoni la partita è ancora aperta.
Vi chiederete che senso ha scrivere di cose “passate”. Ha senso perché il tempo, come la morte, non può annullare la storia e le responsabilità e soprattutto perché alcuni di quei funzionari insensibili sono ancora ai loro posti.
Precisiamo che noi dell’Associazione Antimafie "Rita Atria" riteniamo comunque perdente uno stato che manda in esilio i suoi testimoni. In esilio e precisamente in galera devono andare i denunciati. Se oltre all’esilio aggiungiamo la tortura della dignità, bé, che dire.