20/04/2007 - Così ho liberato la Sandra che era in me. "Un corpo di ragazzo, e una ragazza dentro"
Questa storia per motivi di tempo (al momento) viene rappresentata come news. Presto troverà un suo giusto spazio all'interno del sito.
Nel frattempo leggete questo capolavoro di attenzione scritto da Antonella serafini (www.censurati.it), pubblicato da uno dei pochi mensili attenti alle storie della gente (casablanca) e rilanciato da noi (notoriamente Associazione senza "peso").
"Così ho liberato la Sandra che era in me"
Un corpo di ragazzo, e una ragazza dentro. Succede. Ma in
un paese barbaro e incivile (l'Italia anni Sessanta: certo,
non l'Italia di ora) ogni diversità è una condanna. E la
sentenza è sem plice: Tu non sei un essere um ano". Sandra
h a com battuto, e vinto, contro tutto questo. Ora è una si-
gnora m atura, realizzata, sposata da 34 anni. E' una fam i-
glia, la sua: forte, unita e felice. Quanti dei farisei ch e
l'accusano potrebbero dire altrettanto?
Nel 2001 arrivò nella posta di censurati un'email che sembrava un'accorata e inconsueta richiesta di aiuto: " Per essere nata con sembianze femminili ma di sesso maschile, i moralisti degli anni 60 mi perseguitarono con leggi di P.S. punitive che mi portarono a diversi anni di carcere, distruggendomi nell'inserimento sociale. Nonostante abbia aggiustato il tutto anagraficamente, sono finita nel baratro della depressione e varie patologie psicologiche causate dai duri isolamenti carcerari. Dieci anni di detenzione spalmati in un'arco di tempo molto più vasto. Ora vivo con una invalidita' del 74% e sono stata dichiarata per questo NON ABILE AL LAVORO. Si puo' tacere? Fino a quanto si puo' sopportare?
L'email era firmata con nome e cognome, e con recapiti telefonici . Che ho usato. Feci all'epoca un'intervista telefonica, più che altro per conoscere la persona, per poi eventualmente approfondire, e saltarono fuori delle cose sconcertanti. Stupri in carcere, letti di contenzione, 41 bis, carcere duro, 37 carceri girati in tutta italia, come la patata bollente che non vuole nessuno. Cominciano ad affiorare elementi che non si possono approfondire per telefono, quindi decido di partire per Firenze Campo Marte, dove mi aspetta Sandra. La storia è questa:
Sandro ha sempre sentito di appartenere al genere femminile ma il destino ha voluto che nascesse uomo. A 16 anni, va in Inghilterra e si opera. Sono gli anni 60-70. Un transessuale in italia è visto come Ruini guarda Luxuria. Un po' peggio, anzi.
Figlia di una famiglia borghese di Torino, papà nelle forze dell'ordine, i suoi mal tollerano questo cambiamento del figlio. Una pietata legge sulla pubblica sicurezza, la addita come persona che attenta alla morale, e viene espulsa dalla sua città con un foglio di via. Durante una retata in una casa di prostitute dove lei faceva le pulizie, lei viene prelevata dalle forze dell'ordine e portata in caserma. Il padre pensa che sia un bene, "magari guarisce". Dopo un breve periodo di fermo viene rilasciata ma lei non torna a casa. Scappa, si allontana. Arriveranno fogli di via, avvisi di presentarsi a firmare in caserma, tutte cose che poi diventeranno condanne in contumacia, perchè nessuno la avverte, perchè lei ormai ha preso una strada sua, perchè non vuole sentirsi umiliata e diversa in casa. Anche perchè lei ha un profondo rispetto per i propri genitori per farli sentire nell'imbarazzo in cui sono piombati dopo la "triste" operazione che ha tolto virilità a un uomo che non si sentiva tale.
Quando poco tempo dopo fu fermata per il furto di una bicicletta, inizia la trafila. Lei ha ancora i documenti da uomo, ma è ormai operato, ed è diventato donna, con cure di ormoni, una terza di reggiseno, una voce diversa. Insomma, in che carcere si manda? Maschile? Femminile? Vince la burocrazia, quindi alla fine viene deciso che si spedisce in carcere maschile. Una donna in un carcere maschile come finisce? Finisce che sette secondini la stuprarono, a turno. Hanno il giocattolo. Per motivi di sicurezza viene spedita nelle celle di sicurezza, quelle del carcere duro, letti di contenzione, 41 bis. Nei seminterrai, sotto terra. Niente luce, niente di niente, solo un metro per due e tanti rumori di catenacci. Pensava di morire mentalmente. Per vedere se riuscire a provare ancora sensazioni, ha tentato il suicidio in carcere, ottenendo solo di essere additata come persona pericolosa per se' e per gli altri.
Dopo aver girato ben 35 carceri, tra cui l'asinara, in cui ha conosciuto anche Curcio, perchè viene messa in mezzo ai criminali veri, finalmente finisce il calvario, arrivano i documenti con il nuovo nome, si sposa con un uomo conosciuto in carcere, e cerca di vivere una vita normale. Una signora che ad oggi ha più di 30 anni di matrimonio alle spalle, cerca di fare una battaglia per i diritti che le sono stati negati in gioventù, e si rivolge a tutte le associazioni transessuali per chiedere aiuto. Nessuno che le abbia teso una mano, ma neanche un piede, niente. Cerca così di far conoscere la sua storia tramite la stampa. Nessuno la ascolta, nessuno la vuole, ha più di 50 anni, non è appariscente, non porta parrucche, non si trucca, non dice parolacce, insomma non fa audience. Nel frattempo è diventata amica di censurati.it, e si fa scrivere un fax da spedire nelle varie redazioni. La ascolta prima Funari, poi qualcuno in Rai, poi Costanzo. Sembra che le cose cominciano a cambiare, quindi. Il forte carattere la porta a litigare con Costanzo, poi con chiunque la faccia apparire diversa per motivi legati agli ascolti televisivi. Tenta un'altra strada: apre un'associazione. Questo sarà il cambiamento della sua vita, perchè cominceranno a chiamarla i politici (perchè attira voti dei "diversi"), ma qualunque sia il loro scopo, a Sandra non interessa. Basta che qualcuno la consideri una persona normale. Quale lei è. Io credo che sia anormale solo perchè il suo matrimonio dopo 34 anni dura ancora, mentre tra etero basta una lite futile e arriverderci e grazie.
Sandra ha da sempre voluto solo una cosa: essere considerata normale. Essere considerata una persona. Una persona semplice, con la sua forza e le sue debolezze. Avrebbe voluto il diritto al lavoro, invece dell'invalidità che la rende "non idonea al lavoro". Per reinserirsi e fare una vita come avrebbe sognato tanti anni prima.
Ora lotta per gli altri, con la sua Associazione, e si è fatta conoscere con le sue sole forze.
La storia potrebbe sembrare chiusa qui, in realtà c'è un seguito con belle notizie, motivo che mi ha portato a rispolverare questo vecchio caso dopo sei anni. L'8 marzo, grazie all'europarlamentare DS Zingaretti, viene presentato un libro sulla storia di Sandra, scritto da Massimo Caponnetto, figlio del compianto giudice Caponnetto, con un'introduzione di Don Ciotti. Sandra ha vissuto l'inferno, ha lottato nell'anzianità, un po' di pace e di diritti li meriterebbe prima della vecchiaia.