Rita Atria

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Dal 1994 l'Associazione Antimafie "Rita Atria" si occupa di legalità. Lo fa pensando che la giustizia debba essere cosa di questo mondo, e cercando ogni giorno di dare il proprio contributo perché questo accada. Per noi giustizia è occuparsi della storia di Graziella Campagna, Ignazio Aloisi, Sandro Marcucci e di tutti coloro che sono vittime dimenticate o non riconosciute ; significa occuparsi di legalità con i ragazzi delle scuole; battersi per le Vittime della strage di Ustica, quelle che si trovavano sull'aereo e quegli "ipotetici Testimoni" che inspiegabilmente sono morti in seguito; combattere insieme ai Testimoni di Giustizia perché non siano persone-ombra, ma cittadini che godono d'ogni diritto; sostenere l'acqua pubblica; promuovere e fare un'informazione indipendente... e tanto, tanto altro.... per portare avanti tutto ciò vi chiediamo un piccolo contributo perché la nostra libertà è dovuta al  fatto che le nostre uniche fonti di finanziamento sono i nostri stipendi e le donazioni...
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USTICA: un strage veramente sfortunata - Sucidi, incidenti... a margine...

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Di seguito elenchiamo i nomi dei morti "suicidi", per "incidente", morte "naturale". Mettiamo tra virgolette perché il dubbio è d'obbligo...per le menti pensanti.
Abbiamo preso l'elenco dal capo 4 "le morti sospette"  de La Sentenza-ordinanza e le conslusioni del G.I. Rosario Priore  Procedimento Penale Nr. 527/84 A G.I.
Nel nostro elenco non abbiamo messo, per rispetto dei defunti (almeno noi ci vogliamo ispirare a Pasolini, piuttosto che al freddo computo giudiziario che a nostro avviso offende sia i defunti che i cittadini onesti). Lo alleghiamo per onestà intellettuale. (scarica)


Colonnello Tedoldi
Colonnello dell’AM Pierangelo Tedoldi, deceduto il 3 agosto 80  in un incidente stradale avvenuto sull’Aurelia.
Ruolo: comando dell’aeroporto di Grosseto in successione al colonnello Tacchio Nicola, “comando che alla data della morte però non aveva ancora assunto”.


Capitano Gari
Capitano dell’AM MaurizioGari, deceduto il 9 maggio 81 per infarto a Grosseto.
“L’ufficiale nel 1980 era capo controllore di sala operativa della Difesa Aerea presso il 21° CRAM di Poggio Ballone, e proprio la sera dell’incidente del DC9 era in servizio. Dalle poche conversazioni telefoniche che sono state rintracciate si denota un particolare interessamento dell’ufficiale per l’incidente del DC9 Itavia. Certamente la sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità all’inchiesta, anche sulla base di quanto accertato attraverso l’interpretazione dei dati radaristici e le tante scoperte sulla sala operativa da lui comandata, in cui quella sera prestavano servizio di certo il maresciallo guida caccia De Giuseppe, e con ogni probabilità il maresciallo Dettori.”


Sindaco Finetti
Giovanni Battista Finetti nel 1980 sindaco del Comune di Grosseto, morto per incidente stradale sulla statale Scansanese nel Comune di Istia d’Ombrone.
“Il sospetto aveva preso le mosse dal fatto che era opinione corrente che il Sindaco fosse venuto a conoscenza di fatti verificatisi quella sera del 27 giugno 80 all’aeroporto della città, probabilmente nati da confidenze di un ufficiale AM; notizie che lo stesso Finetti avrebbe riferito ad altri”.

Maresciallo Zammarelli
Ugo Zammarelli Maresciallo  dell’AM è morto il 12 agosto 1988 per incidente stradale a Lamezia Terme, investito mentre passeggiava da una motocicletta.
All’epoca era in servizio nel SIOS, presso il distaccamento di Cagliari.


Ufficiali Naldini e NutarelliColonnelli dell’AM Mario Naldini e Ivo Nutarelli, base di Grosseto, componenti della pattuglia delle Frecce Tricolori. Morte avvenuta il 28 agosto 1988 per incidente durante l’esibizione delle frecce tricolori alla base NATO di Ramstein, in Germania, con 59 morti e 368 feriti.
“I due ufficiali piloti, del gruppo intercettori, in servizio presso l’aeroporto di Grosseto, la sera del 27 giugno 80 fossero in volo su F104, fino a 10 minuti circa prima della scomparsa del DC9 Itavia – il loro atterraggio all’aeroporto di Grosseto è registrato alle 20.45 e 20.50 locali –; che questo velivolo, insieme ad altro con ogni probabilità quello dell’allievo, avesse volato per lunga tratta di conserva al velivolo civile; che durante questo percorso e al momento dell’atterraggio avesse squoccato i codici di emergenza. Di certo i due erano a conoscenza, come s’è dimostrato, di molteplici circostanze attinenti al DC9 e a quei velivoli che volavano in prossimità di esso. Ma non v’era stato nel corso degli anni alcun segno di cedimento da parte dei due, se non qualche battuta, pronunciata in ambienti ristretti e che in breve tempo s’era estinta senza alcun seguito. E poi poteva esserci la testimonianza dell’allievo. In veroperò costui è apparso sempre terrorizzato negli interrogatori e un suo cedimento sarebbe stato sopraffatto da dichiarazioni in senso contrario dei suoi trainers; che restavano così con i soli che avrebbero potuto apportare, e in veste più che qualificata, elementi preziosi nella ricostruzione di fatti.”

Maresciallo Muzio
Antonio Muzio Maresciallo AM , è stato ucciso il 1° febbraio 91 a Vibo Valenzia. “Nel 1980 era in servizio alla torre di controllo dell’aeroporto di Lamezia Terme. Ma questo non era un osservatorio privilegiato sulla caduta del DC9. Al più il sottufficiale potrebbe essere venuto a conoscenza di fatti attinenti a quella del MiG, e di mene del capitano Inzolia e del maresciallo Malfa.”

Tenente colonnello Marcucci
Alessandro Marcucci, Tenente Colonnello AM Sandro Marcucci morto il 2 febbraio 92 per incidente aereo mentre era in servizio antincendio.
Nel 1980 era in servizio quale ufficiale pilota presso la 46° Aerobrigata di Pisa.
Sulla morte di Alessandro Marcucci dobbiamo trattenerci da diventare verdi dalla rabbia per l’infondatezza delle cose scritte nel capitolo 4° sulle morti sospette di Ustica. Risponderemo a breve con fotografie e considerazioni che un italiano di intelligenza media non può di certo sposare le conclusioni della ridicola inchiesta sulla morte di Sandro. Diremo presto cosa Alessandro sapeva. Non ci dimentichiamo che quel Mario Ciancarella tanto antipatico al PM è colui che ricevette la telefonata di Mario Dettori…. Ci fermiamo qui, stringiamo i denti e ci affidiamo alla ragione. (leggi)


Maresciallo Pagliara
Antonio Pagliara maresciallo AM è morte il 2 febbraio 92 per incidente stradale in provincia di Lecce. “Nel 1980 era in servizio con funzioni di controllore di Difesa Aerea al 32° CRAM di Otranto. Solo ilservizio presso questo sito potrebbe aver determinato il lui una qualche cognizione di circostanze relative al MiG 23”

Generale Boemio
Roberto Boemio generale dell’AM è stato ucciso il 12.01.93 a Bruxelles dove si trovava per lavoro come consulente dell’Alenia.
“Nell’80 era Capo di Stato Maggiore presso la 3a Regione Aerea di Bari – nel relativo capitolo se n’è più diffusamente detto –. Esaminato già per entrambi gli incidenti aerei del 27 giugno e del 18 luglio 80, sicuramente altra sua testimonianza inerente gli incidenti aerei in disamina, a seguito delle risultanze istruttorie emerse dopo le sue prime dichiarazioni, sarebbe risultata di grande utilità. Ma la magistratura belga a tutt’oggi – pur avendo imboccato nelle prime indagini la pista di un tentativo di rapina ad opera di extracomunitari mediterranei – non ha risolto il caso.
Da rammentare soltanto che il generale aveva prestato servizio anche presso la NATO. Quella sera era stato a cena con un suo amico Sulprizio, Giorgio, anch’esso consulente, già ufficiale dell’AM. Nel sedile posteriore della sua vettura fu rinvenuta documentazione NATO classificata. Ma tutto questo non appare assolutamente sufficiente a legare la sua morte con la conoscenza di circostanze non scoperte su Ustica.”

Maggiore medico Totaro
Gian Paolo Totano  maggiore medico dell’AM. Si è impiccato il 2.
“Nel 1980 era in servizio presso la base delle Frecce Tricolori a Ghedi. Le modalità dell’atto – la corda era attaccata a una sbarra poco più di un metro all’altezza – avevano indotto a qualche sospetto sulla realtà di un’azione suicidiaria”


Maresciallo Dettori
Mario Alberto Dettori Maresciallo dell’AM, si è impiccato il 31 marzo del 1987 sul greto del fiume Ombrone nei pressi di Grosseto.
“Il sottufficiale nell’80 era controllore di Difesa Aerea presso il 21° CRAM di Poggio Ballone. La sua vicenda è stata descritta nella parte dedicata a questo CRAM. Restano indizi che egli fosse in servizio la sera del disastro in sala operativa, che sia stato teste di quanto avvenuto e “visto” da quel radar, che si sia o sia stato determinato in lui una mania di persecuzione per i fatti in questione, specie nel periodo di missione in Francia. Se ha visto quello che mostravano gli schermi di quel CRAM, che aveva visione privilegiata su tanta parte della rotta del DC9 e di quanto intorno ad esso s’è consumato, se ne ha compreso la portata, al punto tale da confessare a chi gli era più vicino che quella sera s’era sfiorata la guerra, ben si può comprendere quanto grave fosse il peso che su di lui incombeva. E quindi che, in uno stato di depressione, si sia impiccato. O anche – dal momento che egli stava diffondendo le sue cognizioni, reali o immaginarie, e non fosse più possibile frenarlo – che sia stato impiccato”. (leggi)


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