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Telejato

Telejato. Una televisione Comunitaria? Si.

Un Bene Comune da Difendere

TELE JATO: UNA
TELEVISIONE BUFFA E
PERICOLOSA

di Graziella Proto - Casablanca n. 15

Tele Jato è una piccola televisione che fa una grande battaglia alla mafia. La paragonano a radio aut, tuttavia, non è politicizzata come la radio di Peppino Impastatato. Come quella ha un bacino di utenza limitato e ciò vuol dire essere gomito a gomito con i mafiosi, gli spregiudicati, gli affaristi, gli scippatori del bene comune: i protagonisti delle loro denunce quotidiane. Ed ecco che Tele Jato e Pino - proprietario ed istrione dell'emittente diventano bersaglio abbastanza facile.
Tele Jato ? E' la televisione comunitaria più piccola d'Italia. Esiste dal 1999 da, quando Pino Maniaci ex imprenditore edile la rilevò dal Partito Comunista. Nell'emittente di Partinico, zona ad alta densità mafiosa, Pino investì tutti i suoi risparmi ed iniziò a lavorarvi con tutta la famiglia.
Due ore di telegiornale irriverente, ironico, smitizzante, chiaro e semplice come le realtà che raggiunge. Il racconto della quotidianità senza alcuna censura, si va in giro, ci si butta sulla notizia. Si registrano le interviste con i testimoni e i protagonisti e via direttamente sullo schermo. Senza filtri, tramiti o interpretazioni.
Parlare senza peli sulla lingua di questioni ambientali, di economia, di degrado della politica, di speculazioni sul territorio, di mafia, pare che sia la carta vincente di Tele Jato, rompiballe e maleducata per il potente, l'intrallazzatore e il mafioso.

La sede? Partinico, due stanze non molto grandi e un bagno molto spazioso. 
"All'occorrenza è molto utile" - dice spesso Pino Maniaci scherzando come è suo solito fare e tutti a ridere soprattutto la sua famiglia, quasi a sminuire tutto quello che gli succede, minacce e avvisaglie vari da parte del mafioso locale infuriato e furibondo: incazzato Le attrezzature? Scarse. Alcuni computer, vecchi monitor, tre telecamere portatili. Per il più roba usata riciclata.
Non mancano mai le sigarette e le pillole per la gastrite. Il tipo di temi affrontati e la chiarezza delle argomentazioni, ha procurato all’emittente ben duecentocinquanta querele delle quali duecento fatte dalla signora Antonia Bartolino titolare di una distilleria fra le più grandi in Europa, accusata da Tele
Jato di inquinare la zona di Partinico. Per capirne di più, la signora è cognata del mafioso e pentito Angelo Siino, e gode di difensori noti e famosi.

La famiglia Maniaci disturba con la sua informazione coraggiosa, irriverente, ironica, graffiante irridente? Gomme tagliate, minacce, denunce ed infine l'aggressione fisica a Pino: si è occupato del boss Vitale in galera e il figlio lo ha picchiato. Vorrebbero metterlo a tacere e farlo sentire isolato ma," per non restare da solo collaboro con altre realtà che combattono la mafia e l'illegalità - spiega Pino - l'associazione antimafia Rita Atria, la rivista siciliana Casablanca, il sito I censurati, l'emittente on line Arcoiris Tv, Ucuntu…"Nel frattempo assieme ad altri colleghi porta avanti la battaglia sulla libertà d'informazione delle piccole testate che, a prescindere dall'approvazione della legge, per non essere " degli imbavagliati" vivono sulla propria pelle il peso dell'informazione sul territorio, nell'indifferenza dei famosi ed importanti colleghi molto impegnati.



Patrizia Maniaci

Patrizia Maniaci

Così Dolce, Così Cara

di Graziella Proto, Casablanca n. 15

Patrizia Maniaci conosciuta come la moglie di Pino e la mamma di
Letizia lavora sodo dall'alba a sera inoltrata; per Tele Jato e per la
sua famiglia; contro la mafia e per la sopravvivenza. In silenzio.
Perché così è ovviamente e naturalmente. In pratica è quella che
assicura la pagnotta a tutti

 

Ha gli occhi chiari, i riccioli biondo scuro che le cadono disordinatamente sulla fronte, la sigaretta sempre accesa, quasi a celare una timidezza smisurata. Patrizia Maniaci conosciuta perché moglie di Pino e mamma di Letizia, lavora con loro e li segue come una ombra; sempre tre passi indietro all'uno o all'altro ma, continuamente partecipe. C'è. Si rende utile in tutti i modi. Fa di tutto.
La mattina Patrizia esce di casa e va a lavorare, l'attività che le garantisce una paga; al ritorno si fionda alla sede di Telejato - per occuparsi di tutto ciò che può fare per alleggerire gli altri " un modo dice per stare insieme e tenerli d'occhio".
Pulisce, mette ordine, pensa ad accudirli, assieme preparano il telegiornale oppure, filano via di corsa per riprendere qualcosa che è appena successo, perché, loro, i Maniaci sono sempre i primi ad arrivare sul posto.
"Le notizie di Tele Jato - dicePatrizia - sono prima fiutate, captate e poi raccolte direttamente sulcampo". Poi timidamente aggiunge: "

Quando Giusi Vitale, boss di mafia, decise di pentirsi, abbiamo fiutato l'atmosfera già durante la mattinata.
Abbiamo visto - aggiunge - una pattuglia dei carabinieri che, in tutta fretta, andava a prendere i figli della donna a scuola. Da questo abbiamo capito che la madre, Giusi Vitale, aveva deciso di collaborare. Come dice mio marito qui si racconta ciò che si vede con i propri occhi senza filtri e senza censure…le
notizie sono in anteprima… andiamo sempre sul posto.
Quando succede qualcosa a Partinico o nei dintorni - conclude - i compaesani non telefonano ai carabinieri o all'ambulanza, chiamano Tele Jato".
Una presenza costante la sua che oltre all'aiuto fisico trasmette ben altro messaggio, mentre sta lì con loro, automaticamente ricorda al marito e ai suoi tre figli Giovanni, Letizia e Simona che sebbene la loro sia una vita strana, sono una famiglia.

Un nucleo famigliare certamente stravagante, i cui tempi sono scanditi dagli eventi esterni e all'interno del quale lei, è l'unica che ha un' attività retribuita regolarmente.

Lavora sodo dall'alba a sera inoltrata; per Tele Jato e per la sua famiglia; contro la mafia e per la sopravvivenza, silenziosamente, come se, dovesse essere così, ovviamente e naturalmente per una mamma e moglie.
In pratica Patrizia dà equilibrio e assicura la pagnotta a tutti. Semplice ma, non sempliciona, taciturna ma, molto eloquente, è ancora molto innamorata del marito di cui accetta l'operato e ogni sfaccettatura del suo carattere travolgente ed impetuoso.
Mamma protettiva, pensa a tutti, ma, non lascia mai da sola la figlia Letizia, che, suo padre ha buttato in questa fantastica impresa della televisione mettendole la videocamera in mano ancora piccolissima.
Ciò non significa che non si ricorda degli altri due, o che non gli stia appresso. Per tutti e tre trova il tempo, la pazienza, l'amore per stargli vicino, di seguirli.
Un tipo di laurea che conquisti sul campo, non ci sono manuali, non ci sono studi che tengono, o sei la mamma o non lo sei. Lei è la mamma di famiglia.
Gestire Tele Jato senza mezzi, né denari da investire, è molto difficile.
Bisogna far salti mortali; non sempre è possibile muoversi insieme, spesso non ci sono persone a dar loro una mano, Patrizia è sempre lì. Ora tiene il microfono, ora usa la telecamera; I dolcissimi occhi bassi, il sorriso sempre pronto, tranquilla, quieta, pacifica, è sempre lì.
A volte, se guardi attentamente la sua faccia, sembra voglia buttare tutto per aria e godersi la sua famiglia a casa, in modo naturale, fare la spesa il sabato, essere tutti insieme al pranzo della domenica. Invece, li protegge con la sola presenza.
Col silenzio a volte condiziona.

Pino, sfacciato, irriverente, ironico, espansivo, anche in sua presenza è troppo generoso in baci e abbracci, spesso esagerando, con le amiche; Patrizia s'imbarazza, sicuramente s'ingelosisce anche, allora lo guarda, i suoi occhi non riescono ad essere severi, ma il suo viso immediatamente rosso  paonazzo va a segno. Lui capisce, smette e l'abbraccia teneramente Patrizia Maniaci, ha mai scelto di fare questo tipo di vita? Ha mai deciso di fare la lotta alla mafia? A queste ed altre domande sicuramente la dolce Patrizia non risponderebbe, perché per lei il suo posto è quello.

 di Graziella Proto, Casablanca n. 15