Laura Picchi: La tesi
Gli allegati:
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Sentenza Ordinanza Salvini 1998
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Sentenza Appello 2004
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Sentenza primo grado 2001
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Sentenza Cassazione 2005
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Sentenza Ordinanza Salvini 1995
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Atti Fascicolo Dibattimento e altro
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ATTI FASCICOLO DEL PM
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Fascicoli Maletti e Pagnotta
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Fascicolo Taviani
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Consulenze Giannuli
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Consulenza Flamini
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Faldone 99
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Documenti Sid
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Aginter Press
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LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA
Per quanti si stiano chiedendo che tipo di associazione antimafia siamo - visto che ci occupiamo di tutto e di più
- rispondiamo
che nel 1995 a Pisa si organizzò un glorioso convegno dal titolo "Dare Voce al Silenzio degli Innocenti".
Diciamo che un membro della nostra Associazione era tra i soci fondatori di quel
gruppo e diciamo che una parte di noi partecipò a tre giornate di grande
intensità. Da Portella della Ginestra a Piazza Fontana, all'Italicus... mafiosi
e massoni. Il golpe Borghese, lo sbarco degli americani in Sicilia... un Paese,
l'Italia, a sovranità limitata. Ecco perché noi, Associazione dedicata a "Rita
Atria" testimone di giustizia, abbiamo deciso di dare voce alle testimonianze di
ogni genere: voci e documenti.
La tesi di laurea di Laura Picchi non si basa su letture personali o su opinioni
prefabbricate con ataviche convinzioni. La tesi di Laura è ricca di documenti.
E' ricca di rari documenti che meritano attenzione e tempo per essere letti e
contestualizzati.
Occorre studiare per lottare contro i poteri. Occorre studiare per
ricordare.Ricordare significa "fare memoria" e non commemorare. Noi iniziamo il
2008 festeggiando la memoria affinché la memoria vinca sull'oblio e
sull'indifferenza.
Riportiamo l'inizio della tesi
Oggetto della tesi è stato lo studio degli atti processuali relativi alla
Strage di Piazza Fontana. Alla fine del nostro lavoro di studio e ricerca
l’obiettivo sarà quello di dimostrare la tesi che il governo americano dal
secondo dopo guerra mondiale ha indirizzato, condizionato, controllato la
politica interna ed estera del governo italiano, resa l’Italia una nazione a
sovranità limitata e che per questa specifica condizione del nostro paese, a
livello politico, fu possibile che ci fossero le stragi in generale e in
particolare la Strage di Piazza Fontana.
Il lavoro di ricerca, che ci ha portato a consultare una mole impressionante di
documenti giudiziari (pur incompleti per quanto si dira') e opere editoriali -
citate in note quando collegate al testo, ovvero nella bibliografia generale del
testo di tesi, ha determinato infatti in realtà un adattamento dell'oggetto
della tesi che, da una iniziale indagine sui meccanismi della strage di Piazza
Fontana e su quelli giudiziari che ne hanno accompagnato le fasi di indagini e
di formulazione di sentenze spesso contraddittorie, si è progressivamente
orientato al riconoscimento ed alla individuazione della "limitazione di
sovranità", o se si vuole di una "condizione di sovranità controllata" che il
nostro Paese ha dovuto subire per aderire a precise volontà di controllo e di
gestione della nostra politica e delle vicende stragiste che l'hanno
contraddistinta nel secondo dopoguerra, da parte del Governo Statunitense e dei
suoi apparati di Intelligence. La lettura finale della strage che risulterà di
conseguenza sviluppata in questo lavoro, avrà una forte valenza di correlazione
con quelle condizioni imposte di "sovranità limitata". Non si ritiene infatti
di aver sviluppato una tesi arbitraria e poco fondata, in quanto una mole sempre
crescente di documentazione, anche desecretata recentemente degli archivi
statunitensi, ci ha consentito di leggere con ancor maggiore preoccupazione, se
possibile, i documenti che ci sono stati forniti dalla Ambasciata Americana e
alcuni altri testi. Questo da' anche ragione del perché, pur essendo la ricerca
imperniata sulla strage di Piazza Fontana, la tesi abbia esteso le sue
valutazioni su periodi e vicende successive (come alcuni accenni al golpe
Borghese, che le risultanze citate hanno indicato come strettamente correlato
alla strage di Piazza Fontana) e fino alla citazione di alcune udienze della
"Commissione Stragi" - in realtà "Commissione parlamentare d'inchiesta sul
terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili
delle stragi". Si è ritenuto che lo scenario che ci si e' prospettato durante la
ricerca impedisca infatti di limitare l'analisi della strage di Piazza Fontana
alla pura e semplice dinamica dei fatti accaduti, della loro evoluzione
processuale e delle conclusioni cui ha ritenuto di pervenire la Magistratura. Si
è infatti estremamente perplessi sulle conclusioni cui e' pervenuta la
"Commissione Stragi" che, venendo meno al suo compito istitutivo, si e' ben
guardata di sollevare davanti al Parlamento la necessita' di interventi
legislativi ed azioni governative tese a sganciare il Paese da condizioni di
inaccettabile sudditanza, ma si e' adeguata a conclusioni giudiziarie di
evanescenza sulle cause del fenomeno terroristico in Italia, sulla
individuazione e denuncia delle centrali che ne diressero le singole operazioni
e sulle condizioni che ne impedirono l'accertamento di responsabilita'. Ci potrà
essere opposta la realta' che le conclusioni giudiziarie, per quanto
contraddittorie nei diversi livelli di giudizio, piu' volte reiterati, abbiano
in sostanza prosciolto tutti i presunti colpevoli della strage, rendendo dunque
del tutto insignificanti i rapporti di ciascuno di loro con i referenti
statunitensi sul nostro territorio. Ebbene non si ritiene che questo sia un
aspetto probante che possa inficiare questo lavoro di tesi. Infatti la
Magistratura, in un Paese fondato sul Diritto, non puo' che contestare fatti
specifici a specifici imputati, per accertare che, volta a volta, essi reggano
al dibattito processuale. Alcune e piccole contraddizioni del collaboratore
Digilio (poi analizzeremo nel dettaglio se lo sono realmente contradditorie le
sue dichiarazioni e i motivi che hanno portato il collaboratore in rari casi a
contraddirsi) hanno costituito ostacolo alla accettazione delle sue rivelazioni
da parte della Corte d’Appello di Milano e di Cassazione, non da parte della
Corte d’Assise di Milano, come inequivocabilmente probatorie, per la conferma
con condanna delle ipotesi di reato contestate agli imputati. Apparirebbero del
tutto legittime, per chi scrive, delle conclusioni che, non avendo le tesi
accusatorie in secondo grado e in Cassazione potuto portare riscontri probatori
indiscutibili, si orientino al proscioglimento dalle accuse, rimane senza
risposta tuttavia la domanda sul perchè il collaboratore Digilio è assolutamente
attendibile per i giudici in primo grado e totalmente inattendibile per i
giudici del secondo grado e per la Cassazione. Ciò che è provata è la
limitazione di strumenti di indagine, specie in riferimento a quelle vicende
come la strage di Piazza Fontana su cui siano stati stesi eccessivi veli di
diversione e di occultamento costituiti dalla opposizione del segreto di Stato,
ciò che non è provato è che siano state sconfessate le tesi accusatorie di
Magistrati inquirenti coraggiosi ed esposti oltre ogni limite nell'esercizio
delle proprie funzioni di garanzia per il Paese. Se non fosse sufficiente come
ulteriore esempio di ciò l'ultima e attuale vicenda del Magistrato milanese per
il quale e' stata chiesta dallo stesso Governo la messa in stato di accusa per
"violazione del segreto di stato", vorremmo qui ricordare la audizione che il
Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Trento in Commissione
Parlamentare sulla vicenda stragista del Cermis, in cui egli ebbe a segnalare
"con l'animo di cittadino e non piu' come esponente di una magistratura
Inquirente", come i trattati di Londra del 1956, sottoscritti dai Paesi della
Nato e che rendevano impossibile la persecuzione giudiziale dei piloti
statunitensi responsabili della strage, fossero stati "denunciati e rinegoziati
da tutti i Paesi membri della Alleanza, ivi compresa la Turchia - volle
specificare quel magistrato cittadino - tranne che dall'Italia". Per cui quando
sara' valutato questo lavoro di ricerca, per come esso e' stato condotto e
realizzato in questa tesi di studio, e' sperabile si possa e voglia tener conto
che l'orientamento che si è dato al medesimo non e' frutto di personalistiche
valutazioni sulla politica interna ed internazionale del nostro Paese, ma che in
realtà si è inteso offrire solo spunti a ben piu' ampie e determinate ricerche e
studi su una condizione di servilismo che nel nostro Paese ha segnato con il
sangue delle stragi la "indisciplina del Paese", ed ha reso inutili le ricerche
giudiziarie sulla quasi totalita' delle stragi, rimaste per lo piu' impunite a
partire da quella di Portella delle Ginestre. Fin da subito è necessario allora
spiegare cosa significa concretamente che “la sovranità appartiene al popolo ,
che la esercita nei limiti e nelle forme stabilite dalla Costituzione”.
(articolo 1 cost.) Il popolo attraverso i suoi rappresentanti in uno Stato
laico, chiama, definisce i compiti ed i profili degli operatori, accerta e
valuta secondo riferimenti certi le capacità degli "aspiranti", li abilita
all'esercizio delle funzioni, attribuisce i poteri e definisce i limiti
necessari allo svolgimento di quelle funzioni per la esecuzione dei compiti e in
vista degli obiettivi fissati, li controlla nell'esercizio di quei poteri. Il
popolo attraverso i suoi rappresentanti svolge questi suo compiti delicatissimi,
con riferimento esclusivo alla certezza del diritto, che è la legalità, soggetta
alla valutazione della Magistratura. Il popolo italiano ha quindi il dovere e il
diritto di chiedere di capire, perché ci sono state le stragi nel nostro paese,
anche se ciò comporta una lunga ricerca e un lungo periodo di studio per ciascun
cittadino, anche se ci è richiesto di fare tanta fatica prima di arrivare a
raggiungere una piena comprensione delle cause dello stragismo in Italia.
L’obiettivo deve essere quello di leggere la verità per ciascuna strage e poi
fare giustizia. Ciascun cittadino deve chiedere e pretendere di ottenere tutti
quegli strumenti che se ben utilizzati permettono di raggiungerlo l’obiettivo di
capire le cause dello stragismo in Italia e avere Verità e Giustizia. Ogni
cittadino deve essere messo in condizione di capire ed è un dovere spiegarglielo
semplicemente, affinché ciascuno possa sapere come avrebbe dovuto funzionare,
come abbia deviato in ogni singola circostanza quel sistema della Burocrazia che
deve essere al servizio del popolo italiano, di ciascun cittadino e garantire ad
esso l’esercizio della Sovranità piena( vedi Manoscritto Impossibile pentirsi
Pagina 6 già citata). Se quello che si è scritto sopra accade, e ciò dovrebbe
essere la normalità, lo Stato è in buona salute. La buona salute dello Stato
avrebbe consentito al nostro paese di non essere costretto a vivere le stragi,
la stagione del terrorismo e la presenza asfissiante delle mafie sul suo
territorio. Lo stato italiano è però da decenni malato ed è necessario allora
spiegare in cosa consiste questa malattia. Il Popolo italiano ha dovuto subire
lo stragismo e l’azione delle mafie dal secondo dopoguerra mondiale, rimanendo
vittima di chi voleva seminare terrore indiscriminato e raggiungere l’obiettivo
di essere esso e non il popolo italiano sovrano nel nostro paese. Espropriare il
popolo della sua piena sovranità è stato un vero e proprio colpo di stato,
espropriare il popolo della sua piena sovranità è stata da sempre la malattia
dello Stato italiano. Il popolo italiano vittima del terrore indiscriminato
seminato nel nostro paese, senza più riferimenti politico istituzionali è stato
sempre indotto a cercare stabilità e sicurezza, qualunque esse siano."...
Buona
lettura
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