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Dare Voce al Silenzio degli Innocenti

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Ma nel frattempo il vecchio progetto di Sandro, di organizzare cioe’ un grande Convegno per “Dare voce al silenzio degli innocenti”, aveva incontrato l’entusiasmo di alcune ragazze de La Rete, in particolare Paola Bernardo e Nadia Furnari, oltre l’insostituibile ed instancabile Miriam Giallombardo. Si era costituita una Associazione con lo stesso nome, ed erano state coinvolte le piu’ disparate realta’ associative sul territorio, locale e nazionale. Avevamo coinvolto giornalisti, parlamentari, espressioni delle Associazioni dei famliari di vittime di stragi o delitti impuniti, da Ustica a Bologna, da Brescia alla strage del 904 e di via dei georgofili, dai familiari di Ilaria Alpi a quelli della scuola di Casalecchio. Stringemmo significativi rapporti con le Associazioni Antimafia che furono attivamente presenti al Convegno.

La forte identificazione che avvertivamo tra la morte di Sandro e le morti di Falcone e Borsellino ci aprirono a prospettive inedite di impegno comune contro la corruzione istituzionale e politica, per la riaffermazione dei valori della democrazia. Ci sentivamo una poderosa armata in movimento, con all’orizzonte la prospettiva di chiedere anche la riapertura delle indagini sulla morte di Sandro.

La Associazione “La voce di San Giusto” fondata da Sandro, subito dopo la sua morte era gia’ stata invece subito pilotata a “rientrare nei ranghi”, distaccandosi da me e dalle mie “farneticazioni” sull’omicidio del loro fondatore e presidente, per sistemarsi nelle piu’ tranquille posizioni garantite di “vecchi pensionati assistiti dalla organizzazione dell’Arma” i quali non avrebbero mancato di ricordare, ma solo formalmente ed una volta l’anno con una messa di suffragio e di cordoglio, la morte sfortunata ed “”accidentale del loro fondatore.

Accanto a noi, fino dal primo momento ed attivamente, si schiero’ la ANPI provinciale pisana con il combattente Diomelli ed il meraviglioso Martini, che purtroppo ci avrebbe poi lasciato per un terribile male.

Nel Gennaio del 1995 ottenni il privilegio di aprire la terza ed ultima giornata dei dibattiti, sempre animatissimi e molto partecipati del primo Convegno, con un lungo ricordo di Sandro. Per oltre cinquanta minuti una platea silenziosa ed attenta ascolto’ quel ricordo, che era anche una precisa denuncia ed un preciso messaggio sui costi che ciascuno di noi avrebbe dovuto prepararsi a pagare se davvero avessimo voluto seguire i sentieri di ricerca e di denuncia che Sandro aveva indicato e sui quali gli era stata strappata la vita.

Stringemmo rapporti umani di profonda comunione di sentimenti, ma dovemmo registrare anche drammatiche ed insanabili, forse, conflittualita’ come quella con Daria Bonfietti, familiare delle vittime di Ustica e presidente di quella Associazione, e con Paolo Bolognesi, presidente della Associazione dei familiari delle vittime di Bologna.

Uomini e ambienti dei servizi avevano costruito con la solita capacita’ ed imperscrutabilita’ una rete di discredito contro di noi, e contro me in special modo, arrivando a costruire l‘idea di una sfiducia dell’ANPI che fu lo stesso Diomelli a fronteggiare e negare con vigore. Ma avevamo costruito anche percorsi di possibile lavoro politico con Parlamentari “entusiasti” come Massimo Brutti, a quel tempo alla opposizione, in previsione di futuri successi elettorali.

Ma quando questi giunsero fu proprio lui per primo a rinnegare tutto quello che avevamo programmato assieme. E fu lui che si impegno’ direttamente e personalmente a “far fallire” il secondo convegno del 1997, che pure fu tenuto a Pisa e con il medesimo entusiasmo, ma che per il suo svolgimento suono’ come il rintocco mortuario della Associazione.

Poi qualcosa deve essere successo anche nei rapporti tra le Istituzioni Locali (Regione Toscana in particolare) ed i ragazzi della associazione (ad eccezione delle siciliane che tornate nella loro Terra fondarono l'Associazione 'Rita Atria', ndr), i quali resero progressivamente piu’ freddo il loro rapporto nei miei confronti, senza che si riuscisse ad ottener mai un confronto sereno sulle evoluzioni del gruppo. Sono arrivato a pensare e temere che alcuni finanziamenti ricevuti dalla Regione per collaborazioni relative alla informatizzazione della Biblioteca Regionale sulla Legalita’, avessero come contrappeso l’esigenza di emarginarmi e di abbandonare alcune prospettive di lotta.

L’impegno per Sandro divenne sempre piu’ evanescente ed impalpabile.