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1993 - La Conferenza Stampa a Pisa

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Nel 1993 come Movimento politico La Rete, nella sua espressione pisana, avevamo organizzato una conferenza stampa a Pisa nelle aule del complesso Marchesi, per mostrare ai giornalisti le diapositive tratte da quelle foto e le prime (ancora approssimative devo dire) risultanze delle mie analisi su quel presunto incidente, unitamente ad un mio esposto inoltrato alla Procura Generale di Genova, competente sulle attivita’ della Procura e della Pretura di MassaCarrara.

Alla conferenza partecipo’ anche l’on. Alfredo Galasso, parlamentare eletto nelle liste del Movimento, il quale al termine defini la vicenda come “L’omicidio di Sandro Marcucci”, e cosi’ avrebbe aperto il suo resoconto della conferenza stampa l’edizione de IL TIRRENO, riportando la notizia.



I Magistrati che avevano dichiarato di non aver ricevuto alcuna segnalazione che potesse indurli a riaprire le indagini, vennero sbugiardati dalle dichiarazioni del Parlamentare che rivelò piuttosto il loro rifiuto a ricevere lui e me per la presentazione di quanto temevamo e del perché sostenevamo la tesi omicidiaria.

Dopo due anni da quella conferenza stampa sarebbe comparsa una querela per diffamazione formulata dal Generale Tascio nei miei confronti, in relazione ad un articolo de IL CORRIERE DI PERUGIA che dava atto, a seguito della sola convocazione della conferenza stampa diramata dalla segreteria pisana del Movimento, che a Pisa si sarebbe tenuta la iniziativa in cui sarebbero state mostrate le foto dell’incidente aereo occorso a Marcucci.
Una querela che, oltre a riferire a qualcosa che “non era stato ancora detto” trattandosi di un annuncio di conferenza stampa, si sarebbe rivelata molto difettosa quanto a data e modalita’ certe di deposito, al punto che sarebbe stato lo stesso pubblico ministero, nel dibattimento del 1996, a chiederne la archiviazione per “difetto di querela”. Inopinatamente lo stesso Ufficio avrebbe poi tempestivamente presentato opposizione e richiesta di appello alla sentenza che aveva accolto la sua stessa proposta di “non doversi procedere per difetto di querela”.

Quel procedimento sarebbe rimasto poi nel limbo dell’indefinito, mentre l’eventuale reato maturava una ampia prescrizione, fino al 2007 quando sarebbe stato frettolosamente fissato un dibattimento per il 15 Giugno. Coloro che seguono le mie vicende sanno come e perche’ anche in quella occasione sia stata confermata la “non precedibilita’ per difetto di querela”, ma e’ singolare che quella vicenda sia stata riesumata proprio quando il mio legale aveva formalmente chiesto l’accesso agli atti del mio fascicolo personale per poter impugnare la legittimita’ della mia radiazione in virtu’ della assoluta ed insanabile nullita’ dell’atto per mancanza di notifica e per manifesta alterazione della firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Immaginate la esplosiva attendibilita’ di un personaggio che, venendo riabilitato totalmente per la sua storia personale, continui a denunciare la natura omicidiaria del delitto di un suo compagno di strada e di ventura? Sia quel che sia, e per quanto il reato contestato fosse ormai ampiamente prescritto, bisognava evidentemente tentare di marchiarmi in qualche maniera come diffamatore (ancorche’ prescritto) e stendere cosi’ un definitivo velo di imperscrutabilita’ anche sulla storia di Sandro, oltreche’ sulla vicenda di Ustica. L’onesta’ intellettuale del Procuratore Generale ed altre circostanze hanno vanificato questo evidente progetto di delegittimazione.

Dopo pochi giorni dalla soluzione dell’appello i miei fascicoli, prima scomparsi, furono ritrovati; ma il Colonnello che ne informava il mio legale, pur dichiarando la massima disponibilita’ e orientamento alla trasparenza (comunque dovuta e di cui non si capisce bene dunque il bisogno di confermarla), lo avvisava che larga parte del mio fascicolo era ancora soggetto a secretazione!! A venticinque anni di distanza dunque c’e’ ancora qualcosa di talmente grave nella vicenda di Ciancarella e Marcucci da doverla tutelare con il segreto!!