Rita Atria

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Il Diario
Queste sezione del sito ospita solo alcune parti del diario di Rita Atria.
Desideriamo sottolineare che non � autorizzato l'uso commerciale del materiale pubblicato su questo sito.Non abbiamo riportato le parti del diario che parlano di Gabriele - il suo fidanzato -  (anche se pubblicate in altri libri)  per rispetto a quest'ultimo. Riteniamo che appartengano solo ed esclusivamente alla loro intimit�.

Testo della maglietta dell'Associazione Rita Atria

Il tema dell'esame di maturit�.... "La morte del giudice Falcone...

TEMA
La morte del giudice Falcone ripropone in termini drammatici il problema della mafia. Il candidato esprima le sue idee sul fenomeno e sui possibili rimedi per eliminare tale piaga.

SVOLGIMENTO
La morte di una qualsiasi altra persona sarebbe apparsa scontata davanti ai nostri occhi, saremmo rimasti quasi impassibili davanti a quel fenomeno naturale che � la morte del giudice Falcone, per chi aveva riposto in lui fiducia, speranza, la speranza di un mondo nuovo, pulito, onesto, era un esempio di grandissimo coraggio, un esempio da seguire. Con lui � morta l'immagine dell'uomo che combatteva con armi lecite contro chi ti colpisce alle spalle, ti pugnala e ne � fiero. Mi chiedo per quanto tempo ancora si parler� della sua morte, forse un mese, un anno, ma in tutto questo tempo solo pochi avranno la forza di continuare a lottare. Giudici, magistrati, collaboratori della giustizia, pentiti di mafia, oggi pi� che mai hanno paura, perch� sentono dentro di essi che nessuno potr� proteggerli, nessuno se parlano troppo potr� salvarli da qualcosa che chiamano mafia.
Ma in verit� dovranno proteggersi unicamente dai loro amici: onorevoli, avvocati, magistrati, uomini e donne che agli occhi altrui hanno un'immagine di alto prestigio sociale e che mai nessuno riuscir� a smascherare. Ascoltiamo, vediamo, facciamo ci� che ci comandano, alcuni per soldi, altri per paura, magari perch� tuo padre volgarmente parlando � un boss e tu come lui sarai il capo di una grande organizzazione, il capo di uomini che baster� che tu schiocchi un dito e faranno ci� che vorrai.
Ti serviranno, ti aiuteranno a fare soldi senza tener conto di nulla e di niente, non esiste in loro cuore, e tanto meno anima. La loro vera madre � la mafia, un modo di essere comprensibile a pochi.
Ecco, con la morte di Falcone quegli uomini ci hanno voluto dire che loro vinceranno sempre, che sono i pi� forti, che hanno il potere di uccidere chiunque. Un segnale che � arrivato frastornante e pauroso. I primi effetti si stanno facendo vedere immediatamente, i primi pentiti ritireranno le loro dichiarazioni, c'e chi ha paura come Contorno, che accusa la giustizia di dargli poca protezione. Ma cosa possono fare ministri, polizia, carabinieri? Se domandi protezione, te la danno, ma ti accorgi che non hanno mezzi per rassicurare la tua incolumit�, manca personale, mancano macchine blindate, mancano le leggi che ti assicurino che nessuno scoprir� dove sei. Non possono darti un'altra identit�, scappi dalla mafia che ha tutto ci� che vuole, per rifugiarti nella giustizia che non ha le armi per lottare.
L'unica speranza � non arrendersi mai. Finch� giudici come Falcone, Paolo Borsellino e tanti come loro vivranno, non bisogna arrendersi mai, e la giustizia e la verit� vivr� contro tutto e tutti. L'unico sistema per eliminare tale piaga � rendere coscienti i ragazzi che vivono tra la mafia che al di fuori c'� un altro mondo fatto di cose semplici, ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ci� che sei, non perch� sei figlio di questa o di quella persona, o perch� hai pagato un pizzo per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esister� mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.

Rita Atria
Erice, 5 giugno 1992
Ho una gran paura. Il motivo � che stasera, alle 11.35 circa, ho sentito bussare alla porta...

L'una di notte e non riesco a dormire. Sono molto preoccupata e per la prima volta dopo la morte di Nicola ho una gran paura, non per me, ma per mia madre. Il motivo � che stasera, alle 11,35 circa, ho sentito bussare alla porta. Io e mia madre eravamo sveglie, ma le luci erano spente, mia madre dopo che hanno continuato a bussare insistentemente, ha chiesto chi era, e una voce ha risposto che era Andrea e che era venuto a fare visita. Mia madre non l'ha riconosciuto e gli ha chiesto di andare via, ma lui insisteva, io invece ho riconosciuto subito la voce, non appena l'ho sentito parlare: era Andrea D'Anna, il ragazzo che mio padre faceva lavorare con lui in campagna, e che il giorno del suo assassinio lo accompagnava nei campi. Andrea ha insistito dicendo che voleva entrare, ma dopo che mia madre gli ha detto pi� volte di andarsene, perch� era tardi, lui si � finalmente deciso e si � diretto verso il vicolo che � di fronte a casa mia, e che arriva alla strada prima della nostra , cio� la via Manzoni. Dopo un po' ho sentito il rumore di una macchina che partiva, ho detto a mia madre chi era, perch� lei ancora non lo aveva capito. Andrea non veniva a casa mia da pi� di cinque anni, ma la cosa di cui sono sicura � che � venuto per uccidermi, perch� conosco le amicizie che ha con gli appartenenti al clan degli Accardo. So benissimo che porta sempre con s� una pistola e che dopo aver smesso di lavorare da noi, si fa comprare per fare i lavori pi� sporchi e illeciti che vi siano. Tutte le mattine che ho preso l'autobus, ho incontrato Massimo, suo fratello, che come lui fa di tutto per guadagnare soldi, e mi sono accorta che da due settimane quasi � un'abitudine. Stamane non sono andata a scuola perch� dovevo raccogliere olive e credo proprio che sia stata la mia fortuna. Se stamani fossi uscita per recarmi a scuola, sono quasi certa che mi avrebbero ucciso. Troppe combinazioni[...] Stasera Andrea non era ubriaco, era capace di fare ci� che gli Accardo, per mezzo dei suoi soldatini, hanno ordinato di fare, cio� uccidere me e mia madre. In lui c'era troppa insistenza gentile. Ho detto a mia madre che era tutto a posto, ho inventato delle scuse per tranquillizzarla, ma ho proprio paura che domani mi uccideranno. Spero che le mie paure siano infondate, ma in caso contrario spero non facciano del male a mia madre, la mia paura � per lei, non posso lasciarla nei guai. Domani avvertirt� il brigadiere, ma prima devo assicurarmi che mia madre sia al sicuro. Spero non sia l'ultima volta che scrivo in questo quaderno.

Rita Atria

Rita verr� portata via da Partanna nel giro di poche ore raggiungendo Piera Aiello a Roma. "Quando � arrivata Rita non aveva neanche un borsone: solo quello che portava addosso. Non ha avuto di prendere niente. Tranne il diario" (Piera Aiello).
La madre di Rita non ha mai avuto problemi con la mafia perch� si � dissociata dalle azioni della figlia. Anche il giorno della tumulazione (Rita non ha avuto un funerale in quanto la chiesa lo ha negato - solo nel 1997 abbiamo organizzato con molta fatica una messa in suo nome che di fatto rappresentava una specie di funerale differito) ha preferito rimanere fede all' "onore" negando a Rita anche l'ultimo saluto.
E' incomprensibile...

E' incomprensibile  come un sorriso ti possa affascinare, come due occhi ti possano far innamorare, come un silenzio ti possa far stare male, come una carezza ti possa far rabbrividire, come una voce invada il tuo cuore, come il desiderio di un uomo i sensi ti possa risvegliare... L'incomprensibile, l'inspiegabile, forse troppe domande per chi � ancora solo una piccola ragazzina.

Rita Atria
Attendere chi. O cosa?...
Attendere chi. O cosa?
Forse una speranza
l'illusione di cambiare ci� che ti circonda
talmente complicato perch� sai che mai
ci� che � stato rubato ti potr� essere restituito
puoi gridare, piangere, soffrire,
ma nessuno ascolter�, nessuno ti capir�
anzi ti giudicher�.

Rita Atria
Una sottile e cupa oscurit� ti invade...

Una sottile e cupa oscurit� ti invade
per� stavolta non � la paura che ti impedisce di vedere, � proprio la sera,
� proprio la poca luce della luna che ti fa spegnere.
Piano, piano, dolcemente quasi fino a farti morire dentro

Rita Atria
Come sempre vince chi � pi� bravo a truffare la vita...

Credo proprio che mai Culicchia andr� in galera. Ha ucciso, rubato, truffato ma mai nessuno riuscir� a trovare le prove che lo accusano e provino che dico la verit�. Sono sicura che mai riuscir� a farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse pap�, lui riuscirebbe a trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente �, cio� Culicchia � solo un assassino truffatore, ma naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potr� pi� vivere, ma lui continuer� a rubare, e a nascondere che � stato lui a far uccidere Stefano Nastasi. Gi� come sempre vince chi � pi� bravo a truffare la vita.

Rita Atria

[l'on. Culicchia � stato assolto. Oggi - anno 2007 - � sindaco di Partanna e onorevole all'Assemblea Regionale Siciliana eletto con Democrazia � libert� - La Margherita, attualmente iscritto al gruppo Movimento per l'Autonomia. aggiornamento settembre 2007]
E' una lunga sera...

E' una lunga sera e nel cielo ci sono milioni di stelle, una pi� affascinate dell'altra, in ognuna c'� un piccolo segreto, ognuna ha un lungo viaggio da compiere, e una di esser, proprio la pi� piccola, la pi� lucente, la pi� lontana, sta compiendo per me il pi� lento ed il pi� lungo dei viaggi, per arrivare in un luogo chiamato infinito, proprio l� sono i miei due grandi amori, proprio l� nell'infinito un giorno potr� riabbracciare le mie stelle. Quelle stelle che avranno il potere di illuminare l'immensit� del cielo e che nessuno potr� pi� spegnere mai.

Rita Atria
Ora che � morto Borsellino...

Ora che � morto Borsellino, nessuno pu� capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura � che lo Stato mafioso vincer� e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'� nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ci� in cui credevi
ma io senza di te sono morta.

Rita Atria

26 luglio 1992, ore 15 circa... Ciao Rita!
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