Rita Atria

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Dal 1994 l'Associazione Antimafie "Rita Atria" si occupa di legalità. Lo fa pensando che la giustizia debba essere cosa di questo mondo, e cercando ogni giorno di dare il proprio contributo perché questo accada. Per noi giustizia è occuparsi della storia di Graziella Campagna, Ignazio Aloisi, Sandro Marcucci e di tutti coloro che sono vittime dimenticate o non riconosciute ; significa occuparsi di legalità con i ragazzi delle scuole; battersi per le Vittime della strage di Ustica, quelle che si trovavano sull'aereo e quegli "ipotetici Testimoni" che inspiegabilmente sono morti in seguito; combattere insieme ai Testimoni di Giustizia perché non siano persone-ombra, ma cittadini che godono d'ogni diritto; sostenere l'acqua pubblica; promuovere e fare un'informazione indipendente... e tanto, tanto altro.... per portare avanti tutto ciò vi chiediamo un piccolo contributo perché la nostra libertà è dovuta al  fatto che le nostre uniche fonti di finanziamento sono i nostri stipendi e le donazioni...
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Il Diario
Queste sezione del sito ospita solo alcune parti del diario di Rita Atria.
Desideriamo sottolineare che non è autorizzato l'uso commerciale del materiale pubblicato su questo sito.Non abbiamo riportato le parti del diario che parlano di Gabriele - il suo fidanzato -  (anche se pubblicate in altri libri)  per rispetto a quest'ultimo. Riteniamo che appartengano solo ed esclusivamente alla loro intimità.

Testo della maglietta dell'Associazione Rita Atria

Il tema dell'esame di maturità.... "La morte del giudice Falcone...

TEMA
La morte del giudice Falcone ripropone in termini drammatici il problema della mafia. Il candidato esprima le sue idee sul fenomeno e sui possibili rimedi per eliminare tale piaga.

SVOLGIMENTO
La morte di una qualsiasi altra persona sarebbe apparsa scontata davanti ai nostri occhi, saremmo rimasti quasi impassibili davanti a quel fenomeno naturale che è la morte del giudice Falcone, per chi aveva riposto in lui fiducia, speranza, la speranza di un mondo nuovo, pulito, onesto, era un esempio di grandissimo coraggio, un esempio da seguire. Con lui è morta l'immagine dell'uomo che combatteva con armi lecite contro chi ti colpisce alle spalle, ti pugnala e ne è fiero. Mi chiedo per quanto tempo ancora si parlerà della sua morte, forse un mese, un anno, ma in tutto questo tempo solo pochi avranno la forza di continuare a lottare. Giudici, magistrati, collaboratori della giustizia, pentiti di mafia, oggi più che mai hanno paura, perché sentono dentro di essi che nessuno potrà proteggerli, nessuno se parlano troppo potrà salvarli da qualcosa che chiamano mafia.
Ma in verità dovranno proteggersi unicamente dai loro amici: onorevoli, avvocati, magistrati, uomini e donne che agli occhi altrui hanno un'immagine di alto prestigio sociale e che mai nessuno riuscirà a smascherare. Ascoltiamo, vediamo, facciamo ciò che ci comandano, alcuni per soldi, altri per paura, magari perché tuo padre volgarmente parlando è un boss e tu come lui sarai il capo di una grande organizzazione, il capo di uomini che basterà che tu schiocchi un dito e faranno ciò che vorrai.
Ti serviranno, ti aiuteranno a fare soldi senza tener conto di nulla e di niente, non esiste in loro cuore, e tanto meno anima. La loro vera madre è la mafia, un modo di essere comprensibile a pochi.
Ecco, con la morte di Falcone quegli uomini ci hanno voluto dire che loro vinceranno sempre, che sono i più forti, che hanno il potere di uccidere chiunque. Un segnale che è arrivato frastornante e pauroso. I primi effetti si stanno facendo vedere immediatamente, i primi pentiti ritireranno le loro dichiarazioni, c'e chi ha paura come Contorno, che accusa la giustizia di dargli poca protezione. Ma cosa possono fare ministri, polizia, carabinieri? Se domandi protezione, te la danno, ma ti accorgi che non hanno mezzi per rassicurare la tua incolumità, manca personale, mancano macchine blindate, mancano le leggi che ti assicurino che nessuno scoprirà dove sei. Non possono darti un'altra identità, scappi dalla mafia che ha tutto ciò che vuole, per rifugiarti nella giustizia che non ha le armi per lottare.
L'unica speranza è non arrendersi mai. Finché giudici come Falcone, Paolo Borsellino e tanti come loro vivranno, non bisogna arrendersi mai, e la giustizia e la verità vivrà contro tutto e tutti. L'unico sistema per eliminare tale piaga è rendere coscienti i ragazzi che vivono tra la mafia che al di fuori c'è un altro mondo fatto di cose semplici, ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei, non perché sei figlio di questa o di quella persona, o perché hai pagato un pizzo per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.

Rita Atria
Erice, 5 giugno 1992
Ho una gran paura. Il motivo è che stasera, alle 11.35 circa, ho sentito bussare alla porta...

L'una di notte e non riesco a dormire. Sono molto preoccupata e per la prima volta dopo la morte di Nicola ho una gran paura, non per me, ma per mia madre. Il motivo è che stasera, alle 11,35 circa, ho sentito bussare alla porta. Io e mia madre eravamo sveglie, ma le luci erano spente, mia madre dopo che hanno continuato a bussare insistentemente, ha chiesto chi era, e una voce ha risposto che era Andrea e che era venuto a fare visita. Mia madre non l'ha riconosciuto e gli ha chiesto di andare via, ma lui insisteva, io invece ho riconosciuto subito la voce, non appena l'ho sentito parlare: era Andrea D'Anna, il ragazzo che mio padre faceva lavorare con lui in campagna, e che il giorno del suo assassinio lo accompagnava nei campi. Andrea ha insistito dicendo che voleva entrare, ma dopo che mia madre gli ha detto più volte di andarsene, perché era tardi, lui si è finalmente deciso e si è diretto verso il vicolo che è di fronte a casa mia, e che arriva alla strada prima della nostra , cioè la via Manzoni. Dopo un po' ho sentito il rumore di una macchina che partiva, ho detto a mia madre chi era, perché lei ancora non lo aveva capito. Andrea non veniva a casa mia da più di cinque anni, ma la cosa di cui sono sicura è che è venuto per uccidermi, perché conosco le amicizie che ha con gli appartenenti al clan degli Accardo. So benissimo che porta sempre con sè una pistola e che dopo aver smesso di lavorare da noi, si fa comprare per fare i lavori più sporchi e illeciti che vi siano. Tutte le mattine che ho preso l'autobus, ho incontrato Massimo, suo fratello, che come lui fa di tutto per guadagnare soldi, e mi sono accorta che da due settimane quasi è un'abitudine. Stamane non sono andata a scuola perché dovevo raccogliere olive e credo proprio che sia stata la mia fortuna. Se stamani fossi uscita per recarmi a scuola, sono quasi certa che mi avrebbero ucciso. Troppe combinazioni[...] Stasera Andrea non era ubriaco, era capace di fare ciò che gli Accardo, per mezzo dei suoi soldatini, hanno ordinato di fare, cioè uccidere me e mia madre. In lui c'era troppa insistenza gentile. Ho detto a mia madre che era tutto a posto, ho inventato delle scuse per tranquillizzarla, ma ho proprio paura che domani mi uccideranno. Spero che le mie paure siano infondate, ma in caso contrario spero non facciano del male a mia madre, la mia paura è per lei, non posso lasciarla nei guai. Domani avvertirtò il brigadiere, ma prima devo assicurarmi che mia madre sia al sicuro. Spero non sia l'ultima volta che scrivo in questo quaderno.

Rita Atria

Rita verrà portata via da Partanna nel giro di poche ore raggiungendo Piera Aiello a Roma. "Quando è arrivata Rita non aveva neanche un borsone: solo quello che portava addosso. Non ha avuto di prendere niente. Tranne il diario" (Piera Aiello).
La madre di Rita non ha mai avuto problemi con la mafia perché si è dissociata dalle azioni della figlia. Anche il giorno della tumulazione (Rita non ha avuto un funerale in quanto la chiesa lo ha negato - solo nel 1997 abbiamo organizzato con molta fatica una messa in suo nome che di fatto rappresentava una specie di funerale differito) ha preferito rimanere fede all' "onore" negando a Rita anche l'ultimo saluto.
E' incomprensibile...

E' incomprensibile  come un sorriso ti possa affascinare, come due occhi ti possano far innamorare, come un silenzio ti possa far stare male, come una carezza ti possa far rabbrividire, come una voce invada il tuo cuore, come il desiderio di un uomo i sensi ti possa risvegliare... L'incomprensibile, l'inspiegabile, forse troppe domande per chi è ancora solo una piccola ragazzina.

Rita Atria
Attendere chi. O cosa?...
Attendere chi. O cosa?
Forse una speranza
l'illusione di cambiare ciò che ti circonda
talmente complicato perché sai che mai
ciò che è stato rubato ti potrà essere restituito
puoi gridare, piangere, soffrire,
ma nessuno ascolterà, nessuno ti capirà
anzi ti giudicherà.

Rita Atria
Una sottile e cupa oscurità ti invade...

Una sottile e cupa oscurità ti invade
però stavolta non è la paura che ti impedisce di vedere, è proprio la sera,
è proprio la poca luce della luna che ti fa spegnere.
Piano, piano, dolcemente quasi fino a farti morire dentro

Rita Atria
Come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita...

Credo proprio che mai Culicchia andrà in galera. Ha ucciso, rubato, truffato ma mai nessuno riuscirà a trovare le prove che lo accusano e provino che dico la verità. Sono sicura che mai riuscirò a farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse papà, lui riuscirebbe a trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente è, cioè Culicchia è solo un assassino truffatore, ma naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potrò più vivere, ma lui continuerà a rubare, e a nascondere che è stato lui a far uccidere Stefano Nastasi. Già come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita.

Rita Atria

[l'on. Culicchia è stato assolto. Oggi - anno 2007 - è sindaco di Partanna e onorevole all'Assemblea Regionale Siciliana eletto con Democrazia è libertà - La Margherita, attualmente iscritto al gruppo Movimento per l'Autonomia. aggiornamento settembre 2007]
E' una lunga sera...

E' una lunga sera e nel cielo ci sono milioni di stelle, una più affascinate dell'altra, in ognuna c'è un piccolo segreto, ognuna ha un lungo viaggio da compiere, e una di esser, proprio la più piccola, la più lucente, la più lontana, sta compiendo per me il più lento ed il più lungo dei viaggi, per arrivare in un luogo chiamato infinito, proprio lì sono i miei due grandi amori, proprio lì nell'infinito un giorno potrò riabbracciare le mie stelle. Quelle stelle che avranno il potere di illuminare l'immensità del cielo e che nessuno potrà più spegnere mai.

Rita Atria
Ora che è morto Borsellino...

Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.

Rita Atria

26 luglio 1992, ore 15 circa... Ciao Rita!
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