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"Finché il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci

News

Casablanca n. 44: Sinfonia per un nuovo mondo

mag 29

Scritto da:
29/05/2016 09:28  RSS

Editoriale di Graziella Proto

 

Casablanca n. 44La mia Antimafia


Da qualche tempo l’antimafia vive una fase difficile. Anche far uscire questo numero di Casablanca, mi sembra fuori luogo. Sbagliato.
Non posso non pensare alla telefonata con la quale un famoso collega – parecchi anni addietro – mi invitava a fare insieme un servizio sull’antimafia siciliana e io gli dissi “No, non voglio girare il dito nella piaga, mi rendo conto che c’è qualche problema, ma non me la sento di sputtanare su una testata nazionale i problemi dell’antimafia siciliana”. Avevo sottovalutato! “’O sistema” avviluppa con molta più semplicità di quanto si pensi, soprattutto i più fragili, i deliranti, i disperati. Anche i malati di potere, certamente. E l’antimafia è stata anche questo – ce lo diciamo da anni – un trampolino di lancio per tanti.

E non è questo l’editoriale che volevo scrivere. Avevo intenzione di parlare della manifestazione contro il Trattato Transatlantico, presentare il servizio sulle donne del centroamerica – madri dei giovani desaparecidos –, parlare dei migranti. Il maggio parigino.
Invece da un po’ di giorni rantolo. Ho una amarezza che non ce la fa a venir fuori. Rimane dentro e non voglio parlare. Per quanto mi riguarda è il momento del silenzio. So con certezza che a Pino gli darei tanti calci in culo. Non voglio giustificare. Non voglio stringere mani. Non entrerò nel fragile (secondo me) aspetto penale. Se c’è.

Per quanto mi riguarda da anni sono convinta che Telejato non debba essere identificata con l’istrione, dentro ci sono tante altre forze ed energie. Ho sempre dato importanza al lavoro di Letizia e sua madre. Con ruoli totalmente diversi hanno sempre lavorato con dedizione, abnegazione e semplicità. Anche gli altri due figli, ma loro in particolare. Bisogna avere un pensiero per loro e per i tanti, tantissimi ragazzi che attorno a quella televisione si sono formati. Della loro antimafia ne abbiamo bisogno. 
Come antimafia stracciona e spettinata, abbiamo fatto una buona antimafia. Questo non va rinnegato. C’è gente che va avanti da trent’anni senza medaglie e pennacchi. Senza riconoscimenti e stipendi.
Non posso non pensare alle trasferte senza denari, alle dormite in macchina per risparmiare sugli alberghi e perché l’indomani mattina bisognava essere nuovamente sul posto di lavoro. 
Il delirio di una miserabile ubriacatura non può cancellare tutto.
Non rinnego nulla: amicizia, lotte, sogni. Verranno tempi migliori. Anche io come Salvo, o Riccardo, attendo risposte. Nessuna prosa. Nessuna poesia. Nessun giudizio. Per il momento solo dolore.
Non voglio e non posso credere che abbiamo vissuto un’altra storia.

***

Allora per evitare di cadere in crisi e depressioni, pesantissime alla mia età, mi si permetta un affondo introspettivo. Qualcuno potrebbe leggervi dentro orgoglio e narcisismo e forse c’è del vero, ma vuole essere soprattutto un modo per dire a me stessa – in un momento in cui a tanti è facile aggredire il movimento antimafia – che non ho buttato nel nulla carriera, denari, salute, serenità. 
Senza voler fare “autocertificazioni” – non ne ho bisogno – mi ritornano in mente i sacrifici affrontati in nome dell’antimafia non solo da me, anche dalla mia famiglia.
I fatti che hanno segnato pesantemente la mia vita, considerati costi da pagare che in nome dell’impegno devi mettere – e avevo messo – nel conto…
La sera in cui gli ufficiali giudiziari con arroganza giravano per casa mia – in quanto amministratore de I SICILIANI – mentre i ragazzini piangevano e una lunga tavola col tappeto rosso nell’altra metà del salone ricordava che era il giorno prima di fine anno.
I quattro anni sotto processo per “Il caso Catania” perché avevo osato raccontare… Il disagio che provavo perché “imputata”, il dispiacere che provavo pensando che forse stavo deludendo, l’attenzione in più che mettevo in quel periodo nel fare gli articoli, la gioia dell’assoluzione. 
La sera in cui la golf nera tentò di scaraventarmi giù per la scogliera perché avevo disturbato qualche manovratore. 
Lo stipendio messo a disposizione di tutti. No, non ero scema o ingenua, ho sempre difeso la mia scelta politica.
I prestiti con le banche per gli ideali: dottoressa non posso mettere l’ipoteca sull’ideale – mi diceva l’impiegato. 
Le cambiali de I SICILIANI – pagate di nascosto alla mia famiglia. Il grande lavoro per ottenere il finanziamento regionale per rifare I SICILIANI e la dolorosa fermezza nel rifiutarlo perché non tutti volevamo ricominciare. Gli altri debiti “antimafia” firmati per CASABLANCA. Il dolore e la confusione dei giorni in cui – in maniera inizialmente isolata – la mia casa era pignorata e non sapevo come spiegare a mio marito, che mi voleva far interdire. La difesa generosa dei miei figli. Nonostante tutto.
Mamma era la mia gara di nuoto regionale, tu non c’eri… Mamma era il mio esame importante… tu non c’eri. Graziella ho avuto l’incidente con la macchina… ti volevo avvisare… Tu non c’eri. Graziella non c’era mai.
Graziella era troppo impegnata nella lotta alla mafia. Non ho mai rinnegato nulla.
Io sono orgogliosamente comunista e antimafiosa. Faccio giornalismo per fare politica e informazione antimafia. Non posso pensare di aver sbagliato tutto. Non voglio. Devo trovare delle risposte. Voglio capire ciò che sta succedendo.
Non voglio dare ragione a chi mi ha sempre detto che tanto non cambierà nulla.

Link: http://www.lesiciliane.org/casablanca-n-44

"Rita Atria" - Primo Piano

Bari: il Melograno della legalità rubato...
ripiantato in meno di 48 ore

Alla nostra Associazione il premio Parmaliana

In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce



PER INFORMAZIONI SCRIVERE AGLI INDIRIZZI:
assculturaleimmaginarte@gmail.com - info@stefaniamule.it 
slatella@ritaatria.it - nfurnari@ritaatria.it

DIRETTO e INTERPRETATO

DA STEFANIA MULÈ

“In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, il cui format è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, è uno spettacolo che con il quale si vogliono ricordare queste due giovani donne, facendo “Memoria Attiva” delle loro Idee e delle loro lotte, attraverso le poesie ed i pensieri di Stefania Noce, volata per mano assassina su una Stella, le vicissitudini di Rita Atria ed il significato simbolico delle loro rose rosse, la Musica che ascoltavano…. “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce” narra di queste due giovani donne, attraverso un Viaggio tra le Idee, i Sogni, le Speranze, che raccontano, innanzitutto, le loro Vite.

In questo modo, ricordare la loro “partenza” diviene pietra miliare che segna Impegno, specchio della propria coerenza.

http://www.stefaniamule.it/ac-immaginarte/blog/in-viaggio-con-rita-atria-e-stefania-noce/

... in primo piano

Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci
 

"Con le nostre storie e con il nostro impegno... dobbiamo avvicinarci agli altri..."


La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Rita Atria

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Sandro Marcucci

Aspetta Giustizia dal 2 febbraio 1992


Rita Atria a Teatro...

Una collaborazione con A.C. immaginARTE di Stefania Mulè

Stefania Mulè - Teatro Rita Atria Stefania Noce

"E' una delle più belle manifestazioni di ricordo e di lotta e di richiesta di verità e giustizia a cui io abbia mai partecipato. Siete stati veramente bravi ma non solo bravi.Ci vuole anima ci vuole cuore, ci vuole passione per fare quello che avete fatto"

Franca Imbergamo (Distrettuale Nazionale Antimafia - Roma)

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20 Anni: 1994 - 2014

Il Ventennale a Milazzo ...
prossima tappa in autunno a Bari


 


 

Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura