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Sandro Marcucci

News

Mafia e colletti bianchi nella Sicilia “babba”: condannato l’ex tecnico comunale di Mazzarrà Ravidà

mar 31

Scritto da:
31/03/2015 07:29  RSS

di Carmelo Catania (Presidio Messina)

“A Messina la mafia non esiste, a Messina è tutto tranquillo, a Messina non succede mai niente…”

Messina è stata sempre definita città “babba”. Questo perché, nel piano di controllo del territorio da parte di Cosa Nostra, la provincia peloritana doveva restare tranquilla, nell’ombra.

Perché è proprio lontano dai riflettori che è possibile agire indisturbati e dare piena attuazione al disegno criminale. Dalla gestione e controllo dei grandi appalti pubblici (autostrada Messina-Palermo, doppio binario della ferrovia) al business delle discariche e dello smaltimento dei rifiuti. Appalti, licenze edilizie, aree edificabili, controllo dell’acqua. Cioè agganci con la politica, con l’economia e con pezzi delle istituzioni.

Roberto Ravidà, ex capo dell’ufficio tecnico del comune di Mazzarrà Sant’Andrea, arrestato nell’operazione antimafia Gotha 3 del 24 luglio 2012, è stato condannato ieri dal tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. I pubblici ministeri della Dda Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio avevano chiesto la condanna a sei anni. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero una serie di estorsioni nei confronti di numerose imprese edili del comprensorio tirrenico, impegnate nell’esecuzione di diversi appalti pubblici. Il ruolo di Ravidà, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di favorire la gestione degli appalti e delle estorsioni da parte dell’organizzazione criminale. Il processo di Barcellona rappresenta uno stralcio del filone principale del procedimento Gotha 3, attualmente in corso di appello, che vede coinvolto anche l’avvocato Rosario Pio Cattafi, condannato in primo grado a dodici anni.

Raccontava qualche anno fa il giudice Roberto Scarpinato: «La mafia oggi i soldi li fa con la testa e non coi muscoli». Una testa che arruola schiere di “uomini-cerniera” che entrano in ogni ufficio pubblico e privato.

Medici, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, banchieri, funzionari e uomini delle istituzioni sono stati inglobati nel sistema di potere che ruota attorno ai clan, fino a renderli parte integrante del tessuto criminale.

Colletti bianchi a disposizione di Cosa Nostra. Come il geometra Roberto Ravidà, uno dei principali artefici della realizzazione dell’unica e più grande discarica di rifiuti del messinese, quella di Mazzarrà Sant’Andrea.

Era stato lui a presiedere la commissione aggiudicatrice dell’appalto per la sua costruzione. Lui a scegliere la ditta “vincitrice”, riconducibile a un degli esponente della cosca locale. Lui a smistare le procedure per il rilascio, da parte della Regione, delle autorizzazioni ambientali necessarie per l’esercizio e l’ampliamento.

Fin dal 2000 il geometra Roberto Ravidà s’era legato a filo doppio al “gotha” della mafia messinese, di cui era il referente per l’aggiudicazione degli appalti pubblici. Avrebbe anche fatto da tramite tra la cosca e le imprese per la riscossione di estorsioni e tangenti, indicando di volta in volta quali imprese taglieggiare o avvicinare.

Quando il ministro Lunardi diceva che «con la mafia bisogna convivere» peccava di minimalismo. Stato e mafia hanno convissuto sempre. Dalla borghesia mafiosa (che però non faceva entrare i boss nel salotto buono) post-unitaria alla zona grigia di corruzione e affari degli anni settanta, fino alle grandi stragi corleonesi. Oggi la situazione è peggiorata, perché dalla convivenza siamo passati alla connivenza, dall’omertà alla complicità e all’alleanza.

Il modello mafioso ormai è condiviso da settori sempre più vasti della società. E le cosche hanno imparato a calibrare l’uso della violenza (che rimane decisiva) per mantenere il controllo del territorio. Spesso non hanno bisogno di minacciare, e gestiscono invece servizi e competitivi: “offerte che non si possono rifiutare”, in grado di trasformare gli imprenditori da vittime delle estorsioni in entusiasti clienti e complici. Banchieri, commercialisti, e manager spesso accettano di lavorare per loro non per bisogno economico né per minacce.

Dall’edilizia al commercio, dal Ponte sullo Stretto al sacco della sanità pubblica, questo tipo di “imprenditori” domina ormai il terreno degli appalti pubblici siciliani. Con le conseguenze intuibili per le residue isole di economia legale.

"Rita Atria" - Primo Piano

Bari: il Melograno della legalità rubato...
ripiantato in meno di 48 ore

Alla nostra Associazione il premio Parmaliana

In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce



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DIRETTO e INTERPRETATO

DA STEFANIA MULÈ

“In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, il cui format è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, è uno spettacolo che con il quale si vogliono ricordare queste due giovani donne, facendo “Memoria Attiva” delle loro Idee e delle loro lotte, attraverso le poesie ed i pensieri di Stefania Noce, volata per mano assassina su una Stella, le vicissitudini di Rita Atria ed il significato simbolico delle loro rose rosse, la Musica che ascoltavano…. “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce” narra di queste due giovani donne, attraverso un Viaggio tra le Idee, i Sogni, le Speranze, che raccontano, innanzitutto, le loro Vite.

In questo modo, ricordare la loro “partenza” diviene pietra miliare che segna Impegno, specchio della propria coerenza.

http://www.stefaniamule.it/ac-immaginarte/blog/in-viaggio-con-rita-atria-e-stefania-noce/

... in primo piano

Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci
 

"Con le nostre storie e con il nostro impegno... dobbiamo avvicinarci agli altri..."


La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Rita Atria

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Aspetta Giustizia dal 2 febbraio 1992


Rita Atria a Teatro...

Una collaborazione con A.C. immaginARTE di Stefania Mulè

Stefania Mulè - Teatro Rita Atria Stefania Noce

"E' una delle più belle manifestazioni di ricordo e di lotta e di richiesta di verità e giustizia a cui io abbia mai partecipato. Siete stati veramente bravi ma non solo bravi.Ci vuole anima ci vuole cuore, ci vuole passione per fare quello che avete fatto"

Franca Imbergamo (Distrettuale Nazionale Antimafia - Roma)

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20 Anni: 1994 - 2014

Il Ventennale a Milazzo ...
prossima tappa in autunno a Bari


 


 

Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura