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Sandro Marcucci

News

Riconversione Edipower, i rischi per le popolazioni della Valle del Mela

feb 7

Scritto da:
07/02/2015 20:36  RSS

Aumenta la preoccupazione dei cittadini della Valle del Mela che si interrogano se il futuro dell’azienda Edipower di San Filippo del Mela (di proprietà della multinazionale A2A) è effettivamente legato alla riconversione dall’olio combustibile al CSS, il cosidetto combustibile solido secondario derivato dai rifiuti.

L’informazione ufficiale ne sta parlando oggi, sull’onda della protesta, ma c’è chi lo denuncia da tempo. L’articolo che segue è stato pubblicato dal nostro Carmelo Catania sul periodico I Siciliani giovani nel mese di aprile 2014, eppure il suo contenuto è più che mai attuale.

I signori della munnizza dietro la pirolisi e i Css?

È di nuovo emergenza nell’Isola. Perché?

di Carmelo Catania

Dal 1999 in Sicilia esiste uno stato di emergenza rifiuti, a causa delle scelte del passato, per le quali l’Isola è ancora sotto procedura di infrazione europea. Stato che, invece di finire, continua a vivere di proroghe: l’ultima è stata votata dal Senato a fine gennaio. Il provvedimento, che passa ora all’esame della Camera, prevede la proroga della gestione commissariale a partire dallo scorso 1 gennaio fino al prossimo 30 giugno.

Come verrà utilizzata questa nuova emergenza? Perché è stato necessario richiedere, come le passate gestioni di Lombardo e Cuffaro, lo stato di emergenza relativa alla gestione degli impianti siciliani?

Le discariche private siciliane (fra queste le più grandi sono quelle gestite dalla Catanzaro costruzioni, dalla Oikos, dalla Tirrenoambiente e dalla Sicula trasporti) che stoccano a caro prezzo circa il 90% dei rifiuti provenienti dalle famiglie siciliane, stanno vivendo il loro momento di maggior profitto proprio grazie alle passate gestioni commissariali.

Queste, in deroga alle leggi, hanno concesso scorciatoie a comuni e agli ATO per aggirare quei regolamenti che impedivano, in condizioni normali, l’utilizzo dissennato delle discariche così come avviene in Sicilia. Emergenza rifiuti ha quindi fino ad oggi significato elusioni di norme a favore di qualcuno e aumento dei costi per i cittadini perpetuando il già grave stato della gestione dei rifiuti siciliano.

Il piano rifiuti regionale, approvato nel 2012, dovrebbe recepire le direttive europee e le leggi nazionali in materia che non prevedono come strategia primaria la costituzione o il mantenimento delle discariche o di inceneritori, ma che al contrario puntano al recupero del rifiuto minimizzando l’uso di tecnologie volte alla distruzione del rifiuto con o senza recupero energetico. Dall’inizio della gestione Crocetta sono stati indetti dei bandi di gara per la creazione delle infrastrutture prioritarie di base per una nuova gestione dei rifiuti (impianti di compostaggio e selezione/valorizzazione).

Tutte queste gare d’appalto sono andate però stranamente deserte. Ancor più strano è che, pur non essendo previsti come priorità dall’attuale piano dei rifiuti stiano invece sorgendo, senza alcun tipo di intoppo, impianti di produzione di energia dalle biomasse.

Questi impianti potrebbero usare, qualora ci fosse mancanza di biomassa puramente detta (alberi, potature, sfalci, residui agricoli), i rifiuti urbani. E poiché la Sicilia non eccelle per quanto riguarda la copertura boschiva sorge un piccolo sospetto sul reale utilizzo di questi impianti nel futuro.

Negli ultimi otto mesi sono stati stanziati dalla regione Siciliana, tramite l’attuale responsabile Marco Lupo (Stefania Prestigiacomo lo ha consacrato due volte contro il parere del TAR, quando era ministro dell’ambiente con incarichi istituzionali, discutibili perchè in assenza di curriculum), Commissario regionale per l’emergenza rifiuti, nonché Direttore del Dipartimento Acque e Rifiuti che fa capo all’assessorato all’energia retto da Nicolò Marino, 30 milioni di euro a Gela, 20 a Enna e 20 a Messina (Pace) per 3 impianti di “biostabilizzazione”.

Questi impianti si trovano in forma progettuale, in fase di approvazione o di costruzione in molte delle discariche siciliane, il motivo di tale corsa è l’obbligo dal 1 gennaio di quest’anno di conferire in discarica solo materiale “biostabilizzato”.

Tecnicamente di cosa si tratta. L’impianto di biostabilizzazione è stato creato come il primo di due componenti del sistema di Trattamento Meccanico Biologico. Il TMB nasce per creare Combustibile da rifiuti (CDR) o Combustibile solido secondario (CSS) insomma un materiale il cui unico scopo è la “termovalorizzazione”.

Questa circostanza unita al fatto che il piano regionale contempla anche modalità di trattamento termico dei rifiuti, come l’incenerimento, la gassificazione, la pirolisi, arco-plasma e soprattutto la combustione di CSS nei cementifici (il cui decreto per l’utilizzo è stato varato dal Governo nazionale nel marzo del 2013), bypassando ancora una volta le direttive, le leggi e i regolamenti che ne prevedono l’eventuale utilizzo solo e soltanto a valle del sistema di recupero dei rifiuti, ha messo in allarme la Rete Rifiuti Zero.

«Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall’obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.

La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori è una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario. Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall’altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo.

Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori.

I cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più.»

E il professor Beniamino Ginatempo della Rete Rifiuti Zero Messina aggiunge «si stanno raggiungendo livelli di guardia elevati. Viene proposta da una ditta l’installazione gratuita di impianti per la produzione di CSS (che potrebbero trattare anche rifiuti ospedalieri), con la concessione del CSS per molti anni (p.es. da commercializzare in Norvegia o a centrali termoelettriche riconvertite, come l’Edipower a Milazzo). Così i sindaci con la sola cessione in comodato di relativamente piccole porzioni di territorio possono smettere la raccolta differenziata, risparmiano sul conferimento in discarica e magari procurano qualche posticino di lavoro nell’impianto. Pericolosissimo, dunque!».

Questi punti oscuri, qui solo in parte elencati, che da quasi un anno hanno caratterizzato un’azione amministrativa in tema di rifiuti che ad oggi ha prodotto solo sospetti e nulla di realmente concreto dovrebbero essere chiariti dal governo regionale.

Altrimenti questa ennesima crisi rischia di rivelarsi il solito escamotage per favorire scelte amministrative a vantaggio di interessi economici privati, basti pensare che all’utilizzo dei Css sono interessati grandi multinazioneli come A2A – già presente nella gestione dei rifiuti isolani in quanto azionista di Tirrenoambiente – e con la concreta possibilità, come è già successo in passato – l’ex presidente di Tirrenoambiente è stato condannato in primo grado a 14 anni per concorso esterno in associazione mafiosa – , che nell’affaire possa infiltrarsi la criminalità organizzata.

Articolo pubblicato su I Siciliani giovani – Aprile 2014

"Rita Atria" - Primo Piano

Bari: il Melograno della legalità rubato...
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Alla nostra Associazione il premio Parmaliana

In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce



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DIRETTO e INTERPRETATO

DA STEFANIA MULÈ

“In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, il cui format è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, è uno spettacolo che con il quale si vogliono ricordare queste due giovani donne, facendo “Memoria Attiva” delle loro Idee e delle loro lotte, attraverso le poesie ed i pensieri di Stefania Noce, volata per mano assassina su una Stella, le vicissitudini di Rita Atria ed il significato simbolico delle loro rose rosse, la Musica che ascoltavano…. “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce” narra di queste due giovani donne, attraverso un Viaggio tra le Idee, i Sogni, le Speranze, che raccontano, innanzitutto, le loro Vite.

In questo modo, ricordare la loro “partenza” diviene pietra miliare che segna Impegno, specchio della propria coerenza.

http://www.stefaniamule.it/ac-immaginarte/blog/in-viaggio-con-rita-atria-e-stefania-noce/

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Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

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La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
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Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura