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"Finché il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci

News

Sull’aggressione a Rancitelli già sta calando l’oblio, per l’Abruzzo è più comodo credere ancora all’isola felice (che non c’è)

feb 27

Scritto da:
27/02/2019 08:55  RSS

Image result for aggressione a Rancitelli
Peppino, avrei dovuto essere io al tuo posto disse Stefano Venuti al funerale di Peppino Impastato. Un grido di dolore, ma anche di autocoscienza di quel che loro – la “politica” del “grande partito” – stavano abbandonando da anni. Peppino Impastato e Radio Aut avevano portato avanti un lavoro di inchiesta, di denuncia, di informazione libera, di svelamento di trame, intrallazzi, consorterie. E fu assassinato perché era unico, perché troppi guardavano altrove, con il bilancino dei compromessi e dei tatticismi politici, o comunque al massimo balbettavano. Questa scena torna in mente davanti alle immagini dell’aggressione alla troupe di Rai2 a Rancitelli. Piervincenzi è stato aggredito mentre – nel cortile del “Ferro di Cavallo” – stava ponendo domande, sul traffico di droga (e non solo) lì fiorente e che, in alcune zone di Pescara, prospera in un vero e proprio hub almeno regionale del narcotraffico. Ma l’Abruzzo a queste domande non è abituato, a Pescara ben pochi si interrogano e chiamano le cose con il proprio nome. Undici anni fa una multinazionale petrolifera definì l’Abruzzo una “regione camomilla” con bassi costi di penetrazione. Per le mafie, da quelle attive nel traffico e smaltimento rifiuti ai trafficanti di droga, negli ultimi vent’anni i bassi “costi” sono stati così bassi da tendere allo zero. Siamo in fin dei conti la Regione in cui quasi nessuno si è accorto della grande perdita per la libertà e l’informazione che è stata la morte di un grande giornalista come Peppe Vespa. Anzi, molti neanche sapevano della sua esistenza. Così come, dopo un iniziale sommovimento, è stata già metabolizzata e archiviata la chiusura di Primadanoi. E chissà quanti alla fine si sono sentiti rassicurati. Tra poche settimane sarà il decennale del terremoto aquilano, della lunga notte che non è mai finita. Grancasse, palchi, sfilate, tromboni e trombette sono già pronte. Ma quanti daranno voce ai familiari delle vittime, ai comitati cittadini e a chi questi dieci anni li ha veramente vissuti sulla propria pelle? La narrazione è già pronta. Retorica, commozione. E richieste di snellimento e facilitazioni legislative, perché la “colpa” è sempre altrove. E così stanno cercando di cancellare le vergogne di dieci anni fa, le infiltrazioni criminali, il “caporalato” della ricostruzione, la mancata giustizia per le vittime, la Casa dello Studente e tanto altro. Questa è la Regione in cui Piervincenzi e Chierchini hanno indagato sui clan attivi e sul “ventre oscuro”, come lo stesso Piervincenzi lo definì un anno fa. Quanti in questi anni hanno denunciato, rischiato, si sono esposti li possiamo contare sulle dita di una mano. Ed è passato praticamente senza colpo ferire nella grande “società civile”, nell’alta borghesia che si riempie la bocca e rompe di sicurezza, decoro et similia, quanto è emerso intorno all’omicidio di Alessandro Neri.

 

Quel che è accaduto alla troupe di Popolo Sovrano è cronaca quotidiana o quasi in tante zone della nostra regione. Chi afferma che non ha mai visto aggressioni a inermi cittadini colpevoli solo di trovarsi in un bar o in una piazza, esponenti delle forze dell’ordine, altre istituzioni, ecc. o mente o mente ... In quella zona di Pescara, l’abbiamo già sottolineato e ricordato in questi mesi varie volte, l’estate un nigeriano fu pestato a sangue perché si ribellò alla legge del far west e delle prepotenze. Mentre un anno fa il Sindacato degli Inquilini denunciò uno stato d’assedio con gang che “si fanno la guerra per spartirsi il territorio”, “bande di soggetti che girano armati di coltelli e pistole, che spacciano droga, minacciano e picchiano le donne del quartiere che osano ribellarsi. Squarciano gli pneumatici delle auto, su cui versano a sfregio barattoli di vernice colorata”, occupazione abusiva di alloggi “presi con la forza e le minacce ai residenti: se non ve ne andate, bruciamo le case. Dentro gli appartamenti vuoti, vengono lasciati a guardia i pitbull. Gli alloggi vengono poi rivenduti, da questi soggetti ai disperati, per cifre che vanno dai 600 ai 2000 euro”. I residenti, denunciarono gli esponenti del Sunia, vivono “nel terrore” di “gente che si accoltella” e va “in giro armata di pistola, che controlla un giro di prostituzione e pedofilia, che si rivendono tra di loro gli appartamenti da occupare a 6-700 euro l’uno”.

Nelle stesse settimane, e le recenti indagini hanno confermato quanto avesse subito inquadrato la situazione, lo stesso Piervincenzi dichiarò in un intervento televisivo che “Pescara è una zona d’ombra del nostro paese, un hub commerciale del narcotraffico, lì passa eroina, cocaina, passano armi e ci sono famiglie che hanno consolidato il controllo del territorio, alcune anche di origine sinti come abbiamo visto ad Ostia. Pescara è un altro dei luoghi oscuri del nostro paese”. Qualche mese fa al contatto dello stesso David Chierchini  su facebook, così come più di recente ad un’altra trasmissione televisiva, la prima risposta è stata che qui in Abruzzo neanche le grandi “reti” per la legalità, la democrazia e tante altri nobili e belli ideali,  sono veramente in prima linea, che chi si espone in prima linea, denuncia e ha coscienza del livello reale delle mafie presente sono meno di pochissimi. Non per altro entrambi, e non solo loro, cercando sul web sono giunti all’Associazione Antimafie Rita Atria e agli scritti dell’autore di questo testo. Non ad altri, che pure esistono e quando sfilano tra uno scordo e un disimpegno hanno pure i riflettori. Anche quando arrivano ad affermare che l’Abruzzo non ha assolutamente problemi veri e rilevanti con mafie e affini. E infatti sull’aggressione a Rancitelli sono rimasti in silenzio, non un comunicato, non una dichiarazione, nulla di nulla. Come sempre d’altronde, davanti alla cronaca che bussa e imporrebbe appunto … impegno. E memoria di quel che è stato negli ultimi decenni.

 

Ben pochi in questi anni abbiamo cercato di illuminare a giorno i ventri oscuri, le zone grigie e nere, i traffici e le trame del mondo di sotto abruzzese. Quel mondo di sotto, così come al mondo di sopra delle clientele, delle corruzioni, dell'imprenditoria criminale, dei colletti bianchi di ogni tipo, a cui l'Abruzzo si è amalgamato, abituato, assuefatto. E ne è pure felice nel proprio animo, tranne se proprio gli danno fastidio sotto casa. Perché il mercato della prostituzione e quello della droga non sono alimentati da ectoplasmi scesi da Marte. L'abbiamo già scritto tante volte in questi anni. Questa è la Regione dove fa sorridere, qualcuno si vanta pure di andarci, una zona come le Nereidi di San Salvo dove prospera un crocevia dello sfruttamento della prostituzione. E non si dimenticano le risate  su alcuni atti intimidatori di Cozzolino, che a Gissi tutti conoscevano, sapevano chi era e in molti salutavano pure. Così come le maxi operazioni dell’agosto scorso tra Vasto, San Salvo e Casalbordino hanno documentato e stroncato traffici di droga. Ma certe piazze, cartelli e “famiglie”, che sia droga, usura o estorsione sono ben conosciute – e di fatto accettate da larga parte della “società civile” che con certi soggetti preferisce convivere – da anni e anni. E qualche tempo fa, praticamente senza colpo ferire nel “ventre molle” di questa “società”  un neodirigente sportivo ha affermato che la camorra è uno stile di vita come gli altri e come tale va rispettato. Indignazione in tutta Italia, qua quasi zero ... e ci sarebbe da dire anche su chi si è mosso surfando sulla zona grigia durante e dopo la recente campagna elettorale, facendo da foglia di fico e rivendicando addirittura di conoscere tutti, di voler difendere Ferro di Cavallo e Rancitelli dai cattivi come il consigliere regionale Pettinari e il consigliere comunale Di Pillo che, portandosi addirittura un ministro, sono andati sotto certi balconi indignati ripetendo le loro pluriennali denunce ... Questo è l’Abruzzo in cui sono venuti Piervincenzi e Chierchini, così come nel lontano 2014 Antonio Musella di Fanpage.it da Napoli per un lavoro organico e di approfondimento sulla rotta adriatica dei rifiuti. La Regione che, anche in quest’occasione, ha sfoggiato silenzi e dichiarazioni di circostanza rumorosi e pesanti. Come può la massima autorità locale dichiarare che, semplicemente, è “dispiaciuto” per poi passare a tutt’altro, più concentrato su una polemica politica basata sul nulla (e su cui è già stato smentito ampiamente mesi fa) che su certe realtà della nostra regione? E basta scorrere i social per notare quanti silenzi da chi in altre circostanze  è loquace, attivo e parte con manifestazioni, sit in, volantinaggi e tanto altro. Arriverà presto il “maggio della memoria” e il 9 maggio si scateneranno i post, i meme, le immagini, i “Peppino Impastato vive” e simili. E’comodo,  comodissimo, bastano pochi click e ti gasa pure. Perché farlo quel giorno ti rende fico, ti fa sentire importante, di aver fatto un grande gesto. Altro che “con il coraggio e le idee di Peppino noi continuiamo”. Peppino Impastato non è mai rimasto in silenzio, non si è mai abbandonato a chiacchiere inutili e a filosofie di bottega o buone al massimo per giustificare il proprio lassismo. Quello che, anche in queste settimane, continua invece a imperare. I click, i meme, le commemorazioni di comodo del 9 maggio non sono “con il coraggio e le idee di Peppino noi continuiamo” ma un insultarlo e ucciderlo di nuovo.  Peppino è morto, come ricordato all’inizio, perché altri non hanno fatto. Peppino è stato assassinato perché denunciava, irrideva, combatteva tutto l’anno. Davanti a quest’ipocrisia a buon mercato nulla c’è da aggiungere a quanto già scritto negli anni http://www.ritaatria.it/ArchivioNews/tabid/159/EntryId/497/Antimafia-poche-ore-fa-si-e-concluso-il-Maggio-della-Memoria.aspx  https://www.peacelink.it/sociale/a/38360.html https://www.peacelink.it/abruzzo/a/40100.html  . Ma ci sono anche altri silenzi che dovrebbero interrogare e che fanno capire la realtà di certe connessioni, contiguità, bacini elettorali. Perché abbiamo chi ha iniziato la recente campagna elettorale nel teatro del già ricordato pestaggio, chi in certe zone è stato ampiamente votato. E abbiamo neonazisti del secondo e terzo millennio da sempre autori di manifestazioni, blocchi e altro in nome della sicurezza, del decoro e dell’ordine pubblico. Che in queste settimane sono rimasti in silenzio. E sul silenzio di costoro si innestano alcuni passaggi che meritano attenzione. La loro testata nazionale che nel titolo dell’articolo quasi si compiace che Piervincenzi è stato nuovamente aggredito. Articolo con un unico commento, a cui (contrariamente a quanto accade di solito) i redattori non hanno risposto,  che la troupe di Rai2 doveva “farsi i cazzi suoi”. Considerando la domanda di Piervincenzi a Spada, sugli appoggi politici e le amicizie politiche, quando fu colpito dalla testata certi cerchi dovrebbero chiudersi. Se si volessero aprire gli occhi e non tacere, chinare la testa, amalgamarsi, essere complici e ignavi. Quei comportamenti che, come ha sottolineato di recente Nello Trocchia, ha reso i Casamonica (i cui parenti e sodali sono i protagonisti del traffico di droga, dell’usura e altri crimini in Abruzzo) il più potente clan del Lazio. Nelle scorse settimane è stato pubblicato un suo libro d’inchiesta sui Casamonica e sulla loro ascesa http://www.deaplanetalibri.it/libri/casamonica uscito da pochissimo. In risposta a chi si omologa, a chi si amalgama, a chi tace e china la testa, a chi normalizza e ingoia tutto, alla superficialità, all’ignavia complici del ventre molle che gira la testa dall'altro lato e cerca di convivere con il ventre oscuro delle mafie, dei traffici, delle violenze dei prepotenti,  libri come questo vanno letti, studiati, fatti conoscere, assaporati in ogni pagina fino ad entrarci nell’animo e interrogarci http://heval.altervista.org/un-clan-non-si-saluta-e-non-ci-si-ride-sopra/?fbclid=IwAR1POjJxkCxGX1XuWm-WtIKpk7tTSQjtCAX2avpheDif1NSvST13s_7ob98 .

 

 

Alessio Di Florio

Associazione Antimafie Rita Atria

Movimento Agende Rosse “Paolo Borsellino – Giovanni Falcone” Abruzzo

PeaceLink Abruzzo

 

 

Una piccola rassegna di quanto pubblicato negli anni scorsi e di recente

https://www.facebook.com/notes/associazione-antimafie-rita-atria-peacelink-abruzzo/casablanca-n-32-pescara-ombelico-del-traffico/648809271828010/?__tn__=HH-R  

https://issuu.com/casablanca_sicilia/docs/cb37  (pagina 35)

Mafie in Abruzzo, il ventre oscuro c’è. Ed è ampio. Negarlo ancora è inaccettabile e gravissimo https://www.peacelink.it/abruzzo/a/45310.html

Una morte, quasi certamente per overdose, i nuovi possibili risvolti per la morte di Neri e la conferma della dinamica del terribile stupro-assassinio di Pescara dell’anno scorso. Il caporalato scoperto a Cupello. http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1037/Abruzzo-Morti-violenze-caporalato-eccolo-il-ventre-oscuro-che-troppi-negano.aspx

http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1030/Mafie-in-Abruzzo-il-ventre-oscuro-divora-sempre-piu-E-abbondano-le-3-scimmiette-pecorelle.aspx

http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1032/Mafie-in-Abruzzo-Cos-t-a-nostra-il-ventre-oscuro-che-divora-sempre-piu-di-traffici-illeciti-violenze-e-colletti-bianchi.aspx

 

http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1033/Mafie-in-Abruzzo-il-ventre-oscuro-dei-colletti-bianchi-Mentre-la-politica-smarrisce-spesso-la-polis.aspx

Passati alcuni giorni oblio sulla nuova maxi inchiesta sulla droga in Abruzzo da Foggia e Albania

https://www.facebook.com/peppinoimpastatoritaatria/photos/a.606487682726836/2444582168917369/?type=3&theater  

 

www.ritaatria.it/ArchivioNews/tabid/159/EntryId/873/Abruzzo-e-mafie-Non-c-e-O-Sistema-ma-i-colletti-bianchi-hanno-immensi-prati.aspx

 

www.ritaatria.it/Home/tabid/55/.../788/Abruzzo-La-Terra-dei-Fuochi-e-anche-qui.aspx

 

http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/997/Mafie-cullarsi-nella-favola-vecchia-dell-isola-felice-e-nel-silenzio-delle-coscienze-assopite-e-di-fatto-complicita.aspx

Mafie nel vastese, l’isola felice esiste solo nelle ipocrite menti complici https://www.peacelink.it/abruzzo/a/43599.html

 

https://www.isiciliani.it/fra-speculazione-edilizia-e-infiltrazioni-criminali/

 

https://www.isiciliani.it/lisola-felice-che-ha-scoperto-le-mafie/

L’Italia della Terra dei Fuochi, un sistema pluridecennale a cui è tutto tranne che immune anche l’Abruzzo https://www.peacelink.it/abruzzo/a/45161.html

Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca  https://www.peacelink.it/editoriale/a/44145.html

http://ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/954/Abruzzo-e-mafie-quando-si-scuoteranno-e-muoveranno-le-coscienze.aspx

"Rita Atria" - Primo Piano

Bari: il Melograno della legalità rubato...
ripiantato in meno di 48 ore

Alla nostra Associazione il premio Parmaliana

In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce



PER INFORMAZIONI SCRIVERE AGLI INDIRIZZI:
assculturaleimmaginarte@gmail.com - info@stefaniamule.it 
slatella@ritaatria.it - nfurnari@ritaatria.it

DIRETTO e INTERPRETATO

DA STEFANIA MULÈ

“In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, il cui format è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, è uno spettacolo che con il quale si vogliono ricordare queste due giovani donne, facendo “Memoria Attiva” delle loro Idee e delle loro lotte, attraverso le poesie ed i pensieri di Stefania Noce, volata per mano assassina su una Stella, le vicissitudini di Rita Atria ed il significato simbolico delle loro rose rosse, la Musica che ascoltavano…. “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce” narra di queste due giovani donne, attraverso un Viaggio tra le Idee, i Sogni, le Speranze, che raccontano, innanzitutto, le loro Vite.

In questo modo, ricordare la loro “partenza” diviene pietra miliare che segna Impegno, specchio della propria coerenza.

http://www.stefaniamule.it/ac-immaginarte/blog/in-viaggio-con-rita-atria-e-stefania-noce/

... in primo piano

Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci
 

"Con le nostre storie e con il nostro impegno... dobbiamo avvicinarci agli altri..."


La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Rita Atria

Rita Atria

Sandro Marcucci

Aspetta Giustizia dal 2 febbraio 1992


Rita Atria a Teatro...

Una collaborazione con A.C. immaginARTE di Stefania Mulè

Stefania Mulè - Teatro Rita Atria Stefania Noce

"E' una delle più belle manifestazioni di ricordo e di lotta e di richiesta di verità e giustizia a cui io abbia mai partecipato. Siete stati veramente bravi ma non solo bravi.Ci vuole anima ci vuole cuore, ci vuole passione per fare quello che avete fatto"

Franca Imbergamo (Distrettuale Nazionale Antimafia - Roma)

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20 Anni: 1994 - 2014

Il Ventennale a Milazzo ...
prossima tappa in autunno a Bari


 


 

Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura