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"Finché il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci

News

Abruzzo, quel decennale omesso e la polis senza respiro

lug 30

Scritto da:
30/07/2018 10:14  RSS



14 luglio 2008-14 luglio 2018. Dieci anni esatti. Per l’Abruzzo non sono solo due lustri che stancamente si sono intervallati sul calendario. Quella mattina di 10 anni fa la regione di Fontamara si svegliò sotto shock, era la mattina di Sanitopoli. In meno di vent’anni per la seconda volta venne arrestato il Presidente della Regione, sul banco degli accusati insieme ad altri esponenti della giunta. I processi si sono celebrati, le conclusioni dell’iter giudiziario sono a conoscenza di tutti. Negli anni precedenti – dalla notte di San Michele del 1992 in poi – e in questi ultimi due lustri – ultimi casi proprio nelle ultime ore – inchieste, scandali, indagini hanno interessato ogni ambito della vita regionale abruzzese. Tutti, come costituzione sancisce ed è diritto sacrosanto, sono innocenti fino a prova contraria. E in ogni processo già celebrato ci sono stati condannati, ma anche assolti. E questi dati di fatto vanno sempre tenuti ben presenti.


Ma la politica non si celebra nelle aule giudiziarie, e non possiamo fermarci ai tribunali. Anzi, non dobbiamo. Ci sono valutazioni politiche e sociali che vanno oltre. Per arrivare, parafrasando Pippo Fava, al cuore di quella forza essenziale della società che arriva ad imporre il buon governo della cosa pubblica. Ma l’Abruzzo è una regione apparsa troppo spesso in permanente distrazione, quasi senza memoria, che sopravvive sguazzando nel fatalismo. E’ sempre andato così, che ci vuoi fare, comunque domani sarà un altro giorno e così via. Ed infatti, esclusi rarissimi casi, il decennale di Sanitopoli è passato completamente sotto traccia. Dimenticato, omesso. Ha travolto una classe dirigente, ha sconvolto i destini politici. Ma il 14 luglio è stato per gli abruzzesi quasi soltanto la vigilia della finale mondiale vinta dai cugini d’Oltralpe. All’indomani di Sanitopoli c’è chi scrisse che la notte dell’Abruzzo è ancora lunga. Dieci anni dopo quella notte ci racconta ancora storie di una sanità, di uno stato sociale dove malati gravi e meno gravi, disabili e le persone più fragili della società che non vedono riconosciuti il diritto alle cure, all’assistenza pubblica, ospedali e presidi sanitari vari in difficoltà. Le cronache politiche degli ultimi anni ci raccontano – è cronaca anche di queste ore – di medicinali costosi e preziosi la cui erogazione pubblica è a dir poco difficoltosa. Senza dimenticare centri con sempre meno fondi, bambini e ragazzi che hanno rischiato di non poter andare a scuola, malati e famiglie che vivono odissee continue. L’Abruzzo è la regione del dramma di Rigopiano, di una ricostruzione post terremoto che dieci anni dopo attende ancora un soffio di liberazione, di centinaia (se non di più) di famiglie abbandonate senza speranza da chi per decenni è stato coccolato e foraggiato dalle alte sfere, con casse alimentate soprattutto da famiglie come quelle abbandonate.


Uno dei più longevi gruppi musicali italiani canta da molti anni “apri il giornale c’è l’ispirazione”. Ecco, basta consultare i giornali e le testate web ogni mattina per trovare continuamente raccontate queste vicende. E in tutto questo la sensazione è che la politica, la gestione della cosa pubblica arranchino, che i diritti dei deboli e dei più fragili, di chi non ha santi in paradiso o padrini siano in balia degli eventi. Tutto questo è (o dovrebbe essere) altro dalle cronache giudiziarie, molto più alto delle schermaglie particolari del momento. Dovrebbe essere politica, la forza motrice che dovrebbe far vivere e migliorare la polis e il bene comune. Ma troppo spesso si guarda altrove, non si vola alto e altro. E ci si racconta, si trasmette altro. Non alimentando speranze ma disillusione e, come già scritto, fatalismo. E quella che dovrebbe essere la politica appare normale sia altro. Appare normale la “politica” dei favori, la “politica” senza respiro alcuno sul futuro ma legata solo al presente della ricerca continua di voti e consensi, la “politica” che continuamente sacrifica il bene comune sull’altare degli egoismi di pochi e delle lobby dei piccoli interessi, il clientelismo degli amici e degli amici degli amici e degli amici degli amici degli amici. Non indigna ma anzi si cerca un posto al sole, la stradina per se stessi, si arriva a difendere e a decantarne le lodi,


Come è possibile che non abbia suscitato indignazione, passando sotto silenzio, che tra chi lavora per la società e la cittadinanza c’è chi considera coglioni coloro che denunciano e ogni giorno sono cittadini attivi e responsabili senza mai accettare compromessi e di farsi comprare? O che un imprenditore impegnato nel mondo della cultura venga isolato, emarginato, boicottato perché quella che dovrebbe essere una virtù – aver mantenuto la schiena dritta e non aver chinato il capo, denunciando “certi comportamenti” – è diventata una “colpa”?


Quando la polis perde il respiro, arranca, viene divorata da altro. Vincono gli interessi di pochi, dei più forti e di chi “s’arrangia meglio”, sono a rischio e vengono negati i diritti di tutti, gli interessi della collettività. O meglio, degli ultimi e degli emarginati, dei più deboli, di chi non ha forti consorterie alle spalle. Quello che dovrebbe essere di tutti diventa privilegio o merce costosa. La “politica” realizza i suoi più grandi fallimenti epocali. E anche qui è cronaca di questi anni, denunce di associazioni, movimenti, comitati, cittadini. E di beni pubblici che stanno sempre meno bene. E lì dove il pubblico cede il passo intervengono altre forze, trovano praterie sconfinate altri. Che non vedranno mai la salute e la collettività al primo posto, anzi li mettono a rischio. In maniera più o meno lecita. Le più grandi emergenze ambientali (che sono poi anche, se non soprattutto sanitarie e sociali) dell’Italia di oggi, e dei prossimi decenni, sono nate e proliferano così. Quando il pubblico non ha svolto il suo ruolo, lasciando spazio a consorterie sempre più squallide e al loro compromesso, quando l’abusivismo e l’illiceità sono diventate “lecite” in nome di algebre e favori.


Alessio Di Florio


Ass. Antimafie Rita Atria


PeaceLink Abruzzo

In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce



PER INFORMAZIONI SCRIVERE AGLI INDIRIZZI:
assculturaleimmaginarte@gmail.com - info@stefaniamule.it 
slatella@ritaatria.it - nfurnari@ritaatria.it

DIRETTO e INTERPRETATO

DA STEFANIA MULÈ

“In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, il cui format è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, è uno spettacolo che con il quale si vogliono ricordare queste due giovani donne, facendo “Memoria Attiva” delle loro Idee e delle loro lotte, attraverso le poesie ed i pensieri di Stefania Noce, volata per mano assassina su una Stella, le vicissitudini di Rita Atria ed il significato simbolico delle loro rose rosse, la Musica che ascoltavano…. “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce” narra di queste due giovani donne, attraverso un Viaggio tra le Idee, i Sogni, le Speranze, che raccontano, innanzitutto, le loro Vite.

In questo modo, ricordare la loro “partenza” diviene pietra miliare che segna Impegno, specchio della propria coerenza.

http://www.stefaniamule.it/ac-immaginarte/blog/in-viaggio-con-rita-atria-e-stefania-noce/

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Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci
 

"Con le nostre storie e con il nostro impegno... dobbiamo avvicinarci agli altri..."


La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Rita Atria a Teatro...

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"E' una delle più belle manifestazioni di ricordo e di lotta e di richiesta di verità e giustizia a cui io abbia mai partecipato. Siete stati veramente bravi ma non solo bravi.Ci vuole anima ci vuole cuore, ci vuole passione per fare quello che avete fatto"

Franca Imbergamo (Distrettuale Nazionale Antimafia - Roma)

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Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura 





"Rita Atria" - Primo Piano

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