Archivio News dell'Associazione Antimafie Rita Atria
In questo mondo esistono coloro che pur avendo dedicato una vita nel rispetto innanzitutto della propria dignità di essere umano, non viene concessa neanche la gloria di un piccolo riflettore. Bisogna essere "accreditati" da qualcuno o da qualcosa per essere credibili per l'opinione pubblica. Così, anche chi dovrebbe fare Memoria cade nel gioco del potere limitandosi a vedere le cose che si vogliono vedere. Abbiamo pensato di andare in controtendenza rispetto a quanti oggi sprecheranno parole di rito per ricordare che la strage di Ustica grida ancora giustizia. Ma questi coloro ometteranno di ricordare le responsabilità italiane dirottandole su altri Stati. E se noi cittadini cosiddetti "impegnati", anzi di ascoltare i guru dell'informazione, avessimo la volontà di studiare, di andare incontro la nostra storia ci renderemmo conto che siamo stati ingannati dal 1943. L'Italia è un paese senza giustizia. L'Italia è un paese senza Memoria. Se non abbiamo il coraggio di chiederci veramente chi sono i mandanti dei Portella della Ginestra; i mandanti dell'omicidio di Pio La Torre; i mandati delle stragi di Stato; i mandanti della strage di Ustica, chi decide che la Sicilia deve diventare la portaerei dei Droni nel Mediterraneo... se non abbiamo il coraggio di farci queste domande, allora finiamola di definirci "impegnati" perché il nostro impegno senza Memoria è strumentale a chi ha fatto dell'oblio il sedativo di una intera popolazione.
Ass. Antimafie "Rita Atria"
[...] Ma può essere utile pensare che, se ogni goccia compie con fedeltà il suo percorso, è indubbio che le gocce finiranno per incontrarsi e diverranno sorgente e poi ruscello e poi fiume ed infine mare.
Tutto questo non è poesia ma la Legge fondamentale della Vita, immutabile. Dove essa viene tradita tutto diviene arido ed infecondo. Questa semplice certezza è stata la pelle ed il sangue di ciascuno di noi. La sofferenza e la consapevolezza di "aver perso" non possono mutare il giudizio finale: "E' impossibile pentirsi". [...]