Archivio News dell'Associazione Antimafie Rita Atria Archivio News - Vittime di mafia e non solo

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Da admin Il 09/03/2015 21:02
È stato quindi un piacevole ritorno alle origini oggi per l'Associazione quando davanti all'attenta classe quinta della signora Fiorentino, dell'istituto “Don Bosco” di Pace del Mela (ME), Cettina Merlino Parmaliana – accompagnata, in questo suo esordio “ufficiale” come attivista, da Daniele Andaloro e Carmelo Catania – ha raccontato la storia della “nostra” Rita
Da admin Il 23/09/2013 15:15
Da admin Il 27/01/2013 09:06

La Memoria si uccide anche con il silenzio. Ignazio Aloisi è stato ucciso nel 1991...ma, ancora oggi, viene "ucciso" dal silenzio delle istituzioni che decidono in maniera discrezionale chi deve essere vittima di Mafia e chi deve essere vittima dell'ignavia di chi non ha il coraggio di chiedere scusa. Le istituzioni devono chiedere scusa per il loro silenzio a Ignazio Aloisi e alla sua famiglia per l'incapacità di riconoscere un terribile errore giudiziario. Ma la burocrazia diventa efficientissima quando il nome è quello di una Vittima di serie "z".

Ad Ignazio Aloisi e alla sua famiglia rinnoviamo il nostro affetto e il nostro impotente impegno... attendiamo ancora una risposta dalla Prefettura di Messina e dal Ministero degli Interni.

Da admin Il 24/06/2012 23:31

di Adriana Laudani - Casablanca n. 24

Era un uomo forte e ostinato, mosso da passioni e convinzioni profonde. Un miscuglio di dinamismo, entusiasmo ed energia inesauribile. Infaticabile. Aveva chiesto al partito nazionale di ritornare in Sicilia con un ruolo di massima responsabilità. Creò un movimento di massa capace di fare “marciare” insieme cattolici e comunisti, giovani e vecchi. Un popolo in marcia e finalmente protagonista del suo destino. Un milione di firme contro la base missilistica e la militarizzazione della Sicilia. La campagna contro l’agio e i privilegi degli esattori Salvo e Cambria, i cavalieri del lavoro Costanzo, Rendo e Graci e dei capi mafia Greco. Il sistema di potere politico-affaristico-mafioso. L’impegno per una legge che configurasse il reato di associazione mafiosa e nello stesso tempo colpisse gli immensi patrimoni illegalmente accumulati: La Legge La Torre che sarà convalidata dopo la sua morte.  

Da admin Il 15/06/2012 08:11
C’era bisogno di una ulteriore testimonianza per sapere che i carabinieri per anni non hanno mai indagato a dovere attorno al delitto di Mauro Rostagno? La risposta che viene da dare è no, non c’era questo bisogno perché già questa circostanza è un fatto assodato dal dibattimento che è in corso da 16 mesi dinanzi alla Corte di Assise di Trapani. E che si trattava di indagini non condotte a perfezione lo dimostra la circostanza, certamente insolita, che i carabinieri che per anni hanno detto di avere indagato sono stati ad un certo punto sentiti come persone informate dei fatti quando la Procura di Trapani, a metà degli anni ’90, riaprendo le indagini si accorse di gravissime anomalie, come la sparizione dei brogliacci delle intercettazioni e dei nastri delle stesse intercettazioni.
Da admin Il 25/05/2012 23:18

di Carla Puglisi

Dopo 64 anni i resti del corpo di Placido Rizzotto trovano degna sepoltura. Era il 10 marzo del 1948, uno dei tanti giorni in cui il socialista, ex partigiano, segretario della camera del lavoro di Corleone, prestava il suo impegno a fianco dei contadini per l’espropriazione delle terre. Attività che lo portò alla morte e  come tutti i casi di lupara bianca il suo corpo fu occultato , gettato dentro le foibe di Rocca Busambra presso Corleone. 

Da admin Il 23/05/2012 19:22

di Rino Giacalone

soliti problemi tecnici collegamento video conferenza con Parma dove si trova altro imputato Vincenzo Virga rientra la corte.

L'udienza comincia col ricordo della strage di Capaci...Giorno di tristezza dice il giudice Pellino ma e' anche un giorno di festa perche' in questi 20 le ragioni della morte delle vittime si ricollegano alla grande voglia di vita che avevano tra mille difficoltà Falcone Morvillo Di Cillo Schifani e Montinaro In questi 20 si sono ritrovate ragioni per stare insieme e operare per il bene comune oggi celebriamo tutto questo la vita e l impegno di queste vittime che con il lor sacrificio hanno onorato uno Stato che hanno onorato in ogni loro momento e' questo quello che loro ci hanno lasciato, in questo Stato purtroppo gli uomini veri e liberi sono mancati o sono morti

Da admin Il 09/05/2012 19:52
di Rino Giacalone

Corte in Aula. Presso il sito remoto di Parma è assente l'imputato Virga e il processo non può cominciare...la Corte si ritira....udienza cominciata e subito sospesa. La Corte rientra. L'avvocato Vito Galluffo indica i testi di oggi. I testi del difensore dell'imputato Vito Mazzara: Raggi Lorella, ispettore Bruno e Dales della Digos, ricitati Lipari Francesca Lipari Rita e Zanetti Alessandra però assenti citate con utilizzo indirizzo non di recente data.
Da admin Il 30/04/2012 13:03

di Laura Picchi

In questa piccola raccolta vogliamo rendere omaggio ad un uomo che ha saputo prendere posizioni contro vento... anche il vento "amico".  30 aprile 1980: Pio La Torre e Rosario Di Salvo perdevano la vita anche per la nostra libertà.

Da admin Il 27/04/2012 18:30
fonte: messina.sicilians.it
Ci sono voluti otto anni, ma alla fine le deduzioni dei RIS confermano, seppur indirettamente, quello che la famiglia sostiene da sempre: Attilio Manca non si è ucciso. È stato assassinato e, molto maldestramente per la verità, si è tentato di far passare la sua morte per suicidio.
Da admin Il 30/03/2012 00:09
La Corte di Assise è in aula.. Il presidente Pellino comunica che agli atti verrà acquisita la sentenza di primo grado del processo per la loggia massonica deviata Iside 2. Comincia il confronto tra Carla Rostagno e il luogotenente Beniamino Cannas. Il maresciallo ancora una volta è teste in aula, per lui il secondo confronto dopo quello con Chicca Roveri. Intanto il pm Del Bene comincia le domande. Chiede se Cannas ricordi un incontro con Carla Rostagno....
Da admin Il 29/03/2012 23:56
”Io che da morto vi parlo” questo è il titolo del libro scritto da Alfio Caruso ed edito da Longanesi, sulla tragica storia del Prof Adolfo Parmaliana, suicidatosi il 4 ottobre del 2008. Il suo atto estremo ha aperto uno squarcio  illuminante sulle collusioni mafiose-politiche-istituzionali che lui aveva denunciato e che erano state causa della sua solitudine istituzionale.
Da admin Il 11/02/2012 16:39
Ci sono indagini che vengono svolte in modo esemplare, e ci sono indagini che vengono svolte in modo talmente discutibile da rasentare lo scandalo. Dispiace dirlo, ma abbiamo la netta sensazione che l’indagine sulla morte di Attilio Manca – il giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto trovato cadavere la mattina del 12 febbraio 2004 nel suo appartamento di Viterbo – abbia i connotati dello scandalo. Il fatto che gli inquirenti laziali non abbiano sentito il dovere di dare uno straccio di spiegazione alle pesanti accuse di immobilismo, di omissioni, o peggio, di insabbiamento mosse dai familiari, dai giornalisti e dall’opinione pubblica, spiega abbastanza chiaramente qual è la linea adottata dal Palazzo di Giustizia di Viterbo.
Da admin Il 10/02/2012 13:52
Rosarno, sono le sette di sera di un sabato di agosto e Maria Concetta si chiude in bagno, mandando giù a sorsate, come fosse acqua, l'acido muriatico. Madre di tre figli in terra di 'ndrangheta, qualche mese prima aveva iniziato a collaborare con la giustizia. Da un luogo protetto diceva: «Non me li hanno mandati i figli e non me li mandano perché loro hanno capito che se mi mandano i figli è finita non torno più». Tornata per rivederli, aveva anche ritrattato la collaborazione, prima di riprenderla. Ora è arrivato l'arresto del padre e della madre, accusati di averla spinta al suicidio.
Da admin Il 07/02/2012 23:37

di Vincenza Scuderi

"Della passione di Gesù Cristo che visse duemila anni fa sappiamo tutto. Della passione di Michele Passanisi, vita e morte di Michele Passanisi, non sappiamo niente. Un uomo come milioni. Ehè! Tutto ciò è molto scomodo per la giustizia" (Prima che vi uccidano, Giuseppe Fava)

Da admin Il 26/01/2012 14:03

di Maria Cristina Scuderi

Oggi sono 33 anni dall’uccisione, avvenuta a Palermo, del giornalista del Giornale di Sicilia Mario Francese per mano di Leoluca Bagarella (del clan dei Corleonesi). Francese, che da anni era cronista di nera e poi di giudiziaria, stava seguendo per il suo giornale diverse e delicate inchieste sulla mafia nella Sicilia occidentale.

Da admin Il 11/01/2012 23:45

di Rino Giacalone
Udienza aperta....corte in aula. Il presidente Pellino avvia l'udienza cominciata in ritardo per un problema di natura tecnica. Il pm Francesco Del Bene deposita i verbali di Wilma de Federicis del 3 aprile 1995 e 11 ottobre 1996, teste che risiede all'estero, le parti hanno concordato di acquisire i relativi verbali di interrogatorio. Il pm Del Bene dà notizia che il pentito Rosario Spatola citato come teste nell'udienza odierna risulta essere deceduto come comunicato qualche attimo prima dell'avvio dell'udienza il servizio centrale operativo ....acquisiti gli unici due verbali resi da spatola sul delitto Rostagno.

Da admin Il 05/01/2012 00:10
Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità, impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere.
Giuseppe Fava
Da admin Il 12/12/2011 09:29
Il 12 dicembre sembra non portare bene all'Italia e alle Vittime di Piazza Fontana e ai Famigliari di Graziella Campagna. In entrambi i casi non c'è giustizia. Per Graziella Campagna, nonostante si dica che è stata fatta giustizia, non sono mai stati presi i mandati dell'omicidio ma solo gli esecutori materiali...
Da admin Il 06/12/2011 01:20
Dopo mesi di attesa... il GIP di Viterbo rigetta la richiesta di archiviazione... ma le motivazioni sono alquanto deludenti.
Da admin Il 12/10/2011 20:07

Linares racconta la mafia trapanese dal delitto ad oggi
In aula l'ex dirigente a capo della squadra mobile che ha contribuito a riaprire il caso Mauro Rostagno

di Rino Giacalone

Quando nel 2008 stavano andando in archivio le indagini sul delitto di Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista ammazzato a Trapani il 26 settembre del 1988, la Dda di Palermo decise di giocare un’ultima carta, affidando le indagini alla Squadra Mobile di Trapani a quegli investigatori che tra il 1992 e i primi anni del 2005 aveva ricostruito il puzzle degli affari mafiosi esistenti nel trapanese...

Da admin Il 28/09/2011 09:52

di Rino Giacalone

Carla Rostagno siede davanti ai giudici, la testimonianza comincia dopo che le parti hanno concordato l’acquisizione dei verbali delle sue testimonianze rese durante le istruttorie delle Procure di Trapani e Palermo per il delitto Rostagno. “Mauro era mio fratello” , ricorda che Mauro a Trapani si trovava dal 1981 e della sua conoscenza con Francesco Cardella, l’ex guru della comunità Saman (appena deceduto, lo scorso agosto, in Nicaragua) che aveva conosciuto  Mauro ancora prima della Saman. Furono due intelligenze che si incontrarono e si divertivano a inventare determinate cose[...]

Da admin Il 27/09/2011 09:16

di Rino Giacalone,
Conosciamo bene a Trapani i volti dei mafiosi e di chi li combatte. E quindi non dovrebbe venire difficile fare le dovute differenze. Da una parte i cattivi dall’altra i buoni. E invece i buoni spesso diventano cattivi. E’ la storia di questa città che è sempre stata piena di contraddizioni, mentre religiosissima sin da secoli addietro nel frattempo diventava culla della massoneria più segreta, qui giungevano i Templari e nel loro seno cresceva l’antistato. La mafia a Trapani è sempre stata borghese, i “viddani” hanno avuto spazio solo quando c’era da sporcarsi le mani con la droga e gli omicidi, poi erano loro i “burgisi”, i latifondisti a vestire i panni dei capi mafia. Città silente, muro di gomma.

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