Archivio News dell'Associazione Antimafie Rita Atria Archivio News - Memoria

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Da admin Il 02/02/2017 09:47
Sandro Marcucci e Silvio LorenziniSandro Marcucci e Silvio Lorenzini per noi sono stati uccisi. Oggi, alla luce di quanto sta emergendo dalle indagini svolte dalla Procura di Massa in seguito al nostro esposto presentato nel settembre del 2012, possiamo dirlo. La giustizia ancora sta indagando, facendo perizie, sentendo testi... ma per noi è tutto chiaro.


La storia di Sandro Marcucci è troppo lunga per essere sintetizzata ma anche lui muore all'ombra della Strage di Ustica. 

Dopo 25 anni dalla sua morte, però, possiamo sicuramente dire che per Sandro non c'è stato nessun familiare di Vittima che abbia lottato per il "sangue dei figli degli altri" così come ha lottato lui che non lo era. Non c'è stato nessun sbandieratore della legalità che ci abbia detto I Care....e la politica si è girata dall'altra parte.

Da admin Il 10/10/2016 11:00
L'Associazione Antimafie 'Rita Atria" - di cui Ciancarella è socio fondatore - e lo stesso Mario Ciancarella convocano per il giorno 22 Ottobre 2016 una conferenza stampa alle ore 10,30 a Lucca, in Viale Regina Margherita 113 presso la Libreria LuccaLibri Il Caffe' Letterario, per documentare quanto è accaduto, interrogarsi sui motivi che hanno potuto suggerire un simile scempio del diritto e prospettare le conseguenze politiche e giudiziarie del recente pronunciamento del Tribunale di Firenze. [leggi tutto il comunicato]

Da admin Il 15/07/2016 14:58

Dopo quattro anni di udienze, – la prima si tenne il 6 febbraio 2012 – l'ex Procuratore Generale di Messina Antonio Franco Cassata è stato condannato, in via definitiva, per diffamazione pluriaggravata nei confronti del professor Adolfo Parmaliana.

Ad un’ammenda di 800 euro, anche se il pm aveva chiesto una condanna a tre mesi – e al risarcimento alla famiglia da stabilire in sede civile, certo.

Ma comunque una sentenza storica.


Da admin Il 07/05/2015 09:16
Giuseppe Tusa

In Italia troppe volte gli autori o i responsabili delle Stragi sono rimasti impuniti. Anche per questo oggi 7 maggio 2015 secondo anniversario della strage del porto di Genova dove morirono nel crollo della torre dei piloti nove persone l’Associazione antimafie RITA ATRIA, rinnova al sua vicinanza e la sua solidarietà a tutte le vittime di quella tragedia. Tra queste la mamma di Giusppe Tusa, un ragazzo di Milazzo, di soli trent’anni, Adele Chiello Tusa. A Lei al Suo coraggio alla ricerca della Verità, va tutta la stima dell’Associazione. [...]

Da admin Il 09/03/2015 21:02
È stato quindi un piacevole ritorno alle origini oggi per l'Associazione quando davanti all'attenta classe quinta della signora Fiorentino, dell'istituto “Don Bosco” di Pace del Mela (ME), Cettina Merlino Parmaliana – accompagnata, in questo suo esordio “ufficiale” come attivista, da Daniele Andaloro e Carmelo Catania – ha raccontato la storia della “nostra” Rita
Da admin Il 31/01/2015 12:24

 

L'Ora ha intervistato la nostra Nadia Furnari dopo la nostra presa di posizione critica nei confronti dell'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica per aver testimoniato a favore di Vincenzo Culicchia, ex sindaco di Partanna e denunciato da Rita Atria a Paolo Borsellino

Da admin Il 29/01/2015 21:12

 

Testimoniò a favore di Vincenzo Culicchia, Sindaco di Partanna per 30 anni. Lo stesso sindaco denunciato dalla nostra Rita Atria. 

Da admin Il 02/11/2014 09:52
 

 

"Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù"

 

 

DALL'ULTIMA INTERVISTA RILASCIATA POCHE ORE PRIMA DI ESSERE ASSASSINATO

"so che battendo sempre sullo stesso chiodo può persino crollare una casa. [...]I pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto di no, mica i cortigiani e gli assistenti dei cardinali. Il rifiuto per funzionare deve essere grande, non piccolo, totale, non su questo o quel punto, “assurdo”, non di buon senso.[...] Il fascista di Salò, il nazista delle SS, l’uomo normale, con l’aiuto del coraggio e della coscienza, riesce a respingerlo anche dalla sua vita interiore (dove la rivoluzione sempre comincia). Ma adesso no. Uno ti viene incontro vestito da amico, è gentile, garbato, e collabora (mettiamo alla televisione). Sia per campare, sia perché non è mica un...
Da admin Il 18/05/2014 08:21
di Salvo Vitale - 17 maggio 2014
I depistaggi

26 anni per Mauro, 22 per Peppino: alla fine la sentenza è arrivata. Un tempo inumano per chi aspetta giustizia. Due depistaggi delle indagini attraverso tortuosi sentieri e fervide immaginazioni, per nascondere due delitti di mafia: per Peppino le assurde piste dell’attentato terroristico, magari con l’aiuto dei suoi compagni, tra i quali avrebbe potuto nascondersi anche un complice o  l’assassino, oppure un suicidio eclatante, per Mauro “l’omicidio in famiglia”, maturato all’interno della comunità Saman, l’immaginata tresca tra Chicca Roveri e Francesco Cardella, che avrebbero deciso l’eliminazione di Mauro, Qualche tossico scoperto, che si sarebbe vendicato, oppure l’accusa ai suoi compagni di Lotta Continua, che l’avrebbero eliminato perché era al corrente di chissà quali notizie sul caso dell’omicidio  del commissario Calabresi.[...]

Da admin Il 09/05/2014 19:06
9 Maggio 1978-9 Maggio 2014. Peppino Impastato,vittima di mafia, vittima di uno Stato che troppe volte ha lasciato inascoltato il grido di molti che hanno combattuto il cancro delle mafie. Peppino era uno di quelli che ha combattuto in prima linea  la costruzione della pista di Punta Raisi, al fianco dei contadini e dei più deboli. Peppino era uno di quelli che ha dimostrato con i fatti di volersi distaccare dalle logiche mafiose della propria famiglia. Peppino era uno di quelli che ha ospitato all'interno del proprio circolo, il collettivo femminista e il collettivo AntiNucleare.
Da admin Il 14/04/2014 17:18
Vittorio ArrigoniCi sono guerre che fanno rumore e altre che invece annegano nel silenzio. Ma non sono le bombe e i proiettili e fare la differenza tra le due, bensì l’indifferenza. A noi, che viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, il rumore assordante della guerra arriva in differita nel telegiornale. Basta premere il pulsante e stop, silenzio. Pace. Chiaramente così non è, tuttavia questa comoda illusione regge bene il gioco alla nostra voglia di tranquillità. Eppure ci sono guerre che non hanno neanche quel veloce passaggio nel palinsesto e appaiono come nomi esotici che un giorno si leggeranno nei libri di storia. Il decennale conflitto israeliano palestinese ha subito il destino del silenzio e si avvia inesorabilmente verso quello dell’oblio mediatico. Qualcuno provò con tutte le sue forze a costruire un ponte di parole tra Gaza e l’Italia, per non darla vinta al disinteresse. Quel qualcuno era Vittorio Arrigoni e doverne parlare al passato è un triste pegno da pagare al suo ricordo. Vittorio fu sequestrato e in seguito ucciso nell’aprile di tre anni fa a Gaza. Le indagini hanno individuato in un gruppo di terroristi salafiti i responsabili, condannandoli all’ergastolo. Sulla sua morte si potrebbero scrivere decine di pagine, ipotizzare mandanti diversi, sospettare depistaggi, polemizzare sulla mancanza di autorità italiane ai suoi funerali. Ipotesi, possibilità, incertezze, parole vuote. Ma in questi giorni primaverili, di rinascita e perdono cristiano, è preferibile ricordare la vita di Vittorio e le parole piene che lui scrisse.
Da admin Il 21/03/2014 01:01
Giovanna, Giuseppe, Angela, Adila, Amina, Zeina, Aban, Loredana, Sandro, Luciano, Yasir, Zemar, alvatore, Anna, ...
 
E i vostri cognomi? Non li conosco…
Scusate. Scusate… ma non è colpa mia...
Da admin Il 02/02/2014 09:53
Era una domenica quel maledetto 2 febbraio del '92. Avevamo riunione del Movimento "La Rete" di Pisa. Sandro e Mario non arrivavano e non ci spiegavamo perché in quanto erano stati sempre iper puntuali. La risposta arrivò subito: Mario chiamò Maurizio (l'unico a possedere un cellulare) e gli diede la notizia. Maurizio impallidì mentre era al telefono, chiuse la telefonata, si voltò verso tutti noi e disse: Sandro è morto. Cosa è successo dopo quelle parole non me lo ricordo. Ricordo solo di essermi ritrovata al funerale di Sandro e di aver visto un ipocrita picchetto dell'aeronautica militare. Ma come? mi sono chiesta, che ci fanno quelli che gli hanno reso la vita un inferno? Cosa ci fanno quelli che lo hanno sbattuto in galera e dopo lo hanno relegato in un angolo d'ufficio a fare niente tanto da costringerlo alle dimissioni? In Sicilia un evento del genere avrebbe avuto una lettura molto precisa, ma questo era lo stato... forse, chissà, avevano avuto un pentimento e come succede sempre da morti si è sempre...
Da admin Il 02/10/2013 08:06
Cinque anni fa ci lasciava, suicida, Adolfo Parmaliana. 


Come Rita Atria è stato vittima della solitudine: di quella solitudine istituzionale che colpisce chi ha il coraggio di denunciare, chi non conosce il compromesso morale, chi non si assoggetta ai potentati economici, politici, massonici; quella solitudine istituzionale che colpisce chi crede nella giustizia senza se  e sanza ma. Avremmo voluto averlo al nostro fianco, oggi, nelle tante battaglie quotidiane che affollano la nostra esistenza. Tuttavia la sua eredità morale , insieme a quella di Rita, di Peppino, di Giovanni, di Paolo e di tutti quelli che non hanno avuto paura, ci dà ulteriore forza per continuare . L'Associazione Antimafie "Rita Atria" è vicina alla moglie di Adolfo, Cettina, ai suoi figli e ai suoi fratelli in questa giornata del ricordo ma anche della consapevolezza che "l'importante è non arrendersi mai"-

Da admin Il 13/04/2013 06:35

Stanotte ci ha lasciati Antonietta Dettori, la sorella di Mario Alberto. Ci mancherà la forza della signora Antonietta, ci mancherà la sua determinazione. Il modo per ricordare Antonietta adesso diventa più impegnativo perché noi tutti  dobbiamo far camminare il suo impegno sulle nostre gambe.

Da admin Il 08/04/2013 22:43

di  Alessio Di Florio

La memoria corre contro il vento del tempo e torna a quei maledetti momenti. Ma non si ferma solo lì. Sarebbe ingiusto, crudele, ipocrita, un partecipare ad un nuovo assassinio de L’Aquila e dei 309 morti. La memoria non può che avere molte altre tappe. Perché nel tornare indietro inciampa nelle tendopoli che per mesi e mesi ingabbiarono gli aquilani, nella scelta deliberata di impedire loro ogni attività sociale, di recluderli nelle loro tende, impendendo loro di essere comunità. Furono i mesi definiti dall’Abruzzo Social Forum di un “colpo di stato strisciante”, della totale “militarizzazione”. 

Da admin Il 05/04/2013 20:23

di Carla Puglisi

Terremoto. L Aquila 4 anni dopo ricorda con una fiaccolata silenziosa le sue 308 vittime. In quella terribile notte alle 3.32 un terribile terremoto ha distrutto una città e una parte importante dell’Abruzzo.

Sono andate perse vite, case, monumenti e mentre il dramma lacerava l’Italia c’era chi al telefono rideva come una iena contento del pasto con cui avrebbe colmato il suo appetito.


Da admin Il 31/03/2013 09:05

Sono passati 26 anni... la versione "ufficiale" è suicidio ma la famiglia non ci crede.... anche noi non crediamo nel suicidio.

Alla Famiglia Dettori che non si arrende vogliamo dire che noi ci siamo e che non sono più soli.

"Siamo stati noi a tirarlo giù"
Corriere della Sera - 17 aprile 1992

ROMA - "Mi telefonò a casa un paio di giorni dopo la strage di Ustica: "Comandante, si ricorda di me? Sono Dettori". Lì per lì il nome non mi diceva niente. Allora mi ricordò di un incontro che avevamo avuto nel 1978, con i sottufficiali della base di Grosseto. Mi rammentò alcuni particolari della sala e di una uscita che aveva avuto il comandante. Era agitatissimo: "Comandante, siamo stati noi a tirarlo giù. Siamo stati noi". Lo bloccai subito: ma che stai dicendo? E lui: "È una cosa terribile...


Da admin Il 20/03/2013 08:46

Riceviamo e ci uniamo all'appello dell'associazione Ilaria Alpi

A 19 anni dalla morte di ILARIA ALPI e MIRAN HROVATIN, avvenuta il 20 marzo 1994 a Mogadiscio in Somalia, il presidente dell’Associazione ILARIA ALPI Mariangela Gritta Grainer traccia un ricordo su questi anni di lotta e di inchieste per conoscere la verità, prima dei genitori Giorgio e Luciana e poi della società civile. Oggi l’Associazione ricorda inviando con una lettera aperta un appello ai nuovi presidenti di Camera e Senato perchè si continui ad indagare in nome della verità e della giustizia.

Da admin Il 09/03/2013 11:00
Quest'anno ho deciso che la festa delle donne deve cominciare il 9 marzo e durare 364 giorni, non un giorno solo.
Per questo vi faccio gli auguri in ritardo. 
Buon 9 marzo, 10 marzo, 11 marzo.............................. con la speranza che possiamo riscoprire la voglia di lottare per quello in cui abbiamo creduto e crediamo ancora.
Auguri,

Maria Teresa Tomasino (Bari)
Da admin Il 11/02/2013 09:58
Oggi a Barcellona si ricorderà Attilio Manca.Noi vogliamo fare Memoria di Attilio con un articolo pubblicato da Narcomafie nel 2006. Non è cambiato niente... solo archiviazioni respinte e muri di gomma.

Alla famiglia rinnoviamo il nostro impegno e il nostro affetto.



Attilio Manca

È una morte “strana” quella di Attilio Manca, brillante e giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto, paesino in provincia di Messina. Attilio muore a Viterbo nella sua abitazione la sera tra l’11 e il 12 febbraio 2004 (l’ora esatta del decesso l’autopsia mai è stata in grado di accertare), muore con due buchi nel polso sinistro, segni inconfondibile di due iniezioni, il volto tumefatto e sangue dappertutto, sul letto e sotto il letto. Lo trovano in quello stato i suoi colleghi di lavoro dell’ospedale di Viterbo che...
Da admin Il 02/02/2013 08:43

QUELLA MALEDETTA DOMENICA - 2 FEBBRAIO 1992 

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Ma oramai doveva sentire sempre più forte che il cerchio attorno a lui si andava stringendo. E così la domenica, quando intorno alle una stava per uscire da casa per andare a compiere la missione che gli sarebbe stata fatale, improvvisamente, prima di uscire, volle ricordare alla moglie Maresa che aveva un impegno economico con me e le chiedeva che quell’impegno fosse rispettato “qualunque cosa dovesse succedermi”. Fu così che quando il giorno seguente, dopo molto tempo dall’ultima volta che ero entrato in casa loro, andai da Maresa e Fabio dopo aver visitato il cadavere di Sandro a Carrara, Maresa mi chiamò in disparte e tra le lacrime di entrambi mi consegnò un assegno ed un bigliettino dove aveva scritto “devo fare questo ultimo gesto di Sandro per te.”Anche nella sua morte e dopo la sua morte Sandro si era dunque interessato delle mie sorti, ed io forse eccessivamente lusingato forse vanaglorioso nella posizione di “superiorità etica” (così la chiamava) che lui voleva attribuirmi, non mi ero accorto di quanto stesse concentrando solo su di sé il pericolo mortale che temeva dovesse coinvolgerci.

Mario Ciancarella

Da admin Il 27/01/2013 09:06

La Memoria si uccide anche con il silenzio. Ignazio Aloisi è stato ucciso nel 1991...ma, ancora oggi, viene "ucciso" dal silenzio delle istituzioni che decidono in maniera discrezionale chi deve essere vittima di Mafia e chi deve essere vittima dell'ignavia di chi non ha il coraggio di chiedere scusa. Le istituzioni devono chiedere scusa per il loro silenzio a Ignazio Aloisi e alla sua famiglia per l'incapacità di riconoscere un terribile errore giudiziario. Ma la burocrazia diventa efficientissima quando il nome è quello di una Vittima di serie "z".

Ad Ignazio Aloisi e alla sua famiglia rinnoviamo il nostro affetto e il nostro impotente impegno... attendiamo ancora una risposta dalla Prefettura di Messina e dal Ministero degli Interni.

Da admin Il 27/01/2013 08:45

...ricordare non basta. Memoria è un ricordo "attivo" che vuole comprendere i meccanismi, le cause e dunque le ragioni che  determinarono una storia, e sa rileggerle nel presente per capirne le "mutazioni" e le mimetizzazioni nelle forme nuove in cui quella stessa violenza torna e tornerà ad esercitarsi. Forme diverse sempre più evolute e sofisticate. E' dunque solo la Memoria a dare senso al proprio impegno per costruire un futuro in cui si possa sperare che quella violenza non torni a mostrarsi, con volti diversi ma la con medesime atrocità, per il nostro passivo ed ignaro consenso.

Da admin Il 05/01/2013 09:36

Pippo Fava era un Giornalista con la G maiuscola e un Siciliano con la S maiuscola. Pippo Fava oggi continua a parlare, a scrivere, con i suoi articoli che rileggendoli sembrano scritti ieri.... Vogliamo ricordare Pippo Fava attraverso Pippo Fava e non attraverso la retorica delle parole di "rito" che tanti oggi useranno indegnamente.

Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili.

Pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continua-mente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. [...]


Da admin Il 26/12/2012 09:47

Giorno 27 Dicembre ricorre l'anniversario del Femminicidio di Stefania Noce e del nonno Paolo. 

Nel pomeriggio è prevista una cerimonia commemorativa a Licodia Eubea. 

Come donne, come femministe, come cittadine vogliamo creare un moneto di grande mobilitazione civile anche a Catania per scardinare il silenzio che circonda ogni omicidio. Grazie alla collaborazione e all'inventiva dell'associazione ADIF, vogliamo scuotere la città. 

 Ci sarà una "performance" giorno 27 dalle 10:00 in piazza Università  a Catania per ricordare Stefania Noce e tutte le donne vittime di Femminicidio. Facciamo appello alla società civile, ai singoli e alle associazioni affinché il 27 dicembre diventi per la nostre città un vero momento di denuncia e di commemorazione delle vittime di Femminicidio. 

Da admin Il 23/12/2012 08:31

MEMORIA NON SIGNIFICA COMMEMORARE E BASTA, SIGNIFICA RICORDARE IN MANIERA ATTIVA

23 dicembre 1978 Strage di Punta Raisi 107 morti, 17 dispersi... in attesa di Giustizia... la colpa, come sempre, venne attribuita aipiloti ma l'inchiesta fa acqua a tutte le parti. Nel rispetto di chi più di noi sta cercando di conoscere la Verità non aggiungeremo altro. Vogliamo consegnare alla Memoria una strage DIMENTICATA... o MAI RICORDATA.

23 dicembre 1984, Strage di Natale, sul rapido 904 (Napoli-Milano), nei pressi della Galleria dell'Appennino esplode una bomba uccidendo 17 persone. In in attesa di Giustizia... mancano i mandanti... almeno per noi

Da admin Il 12/12/2012 10:10

12 dicembre 1969: Piazza Fontana; 12 dicembre 1985 viene uccisa la giovane Graziella Campagna.

“ricordare non basta. Memoria è un ricordo "attivo" che vuole comprendere i meccanismi, le cause e dunque le ragioni che  determinarono una storia, e sa rileggerle nel presente per capirne le "mutazioni" e le mimetizzazioni nelle forme nuove in cui quella stessa violenza torna e tornerà ad esercitarsi. Forme diverse sempre più evolute e sofisticate. E' dunque solo la Memoria a dare senso al proprio impegno per costruire un futuro in cui si possa sperare che quella violenza non torni a mostrarsi, con volti diversi ma la con medesime atrocità, per il nostro passivo ed ignaro consenso.

Perdere "la Memoria storica" ci rende estranei a noi stessi, incapaci di riconoscere le nostre radici, di capire il nostro presente, di costruire un qualsiasi futuro.” 

Perché noi non ci saremo in quei luoghi di commemorazione in cui si è persa la memoria e il senso delle cosePerché Memoria è un ricordo attivo ené per Piazza Fontanané per Graziella Campagnasono mai stati cercati i mandanti. Noi  "ricorderemo" senza permettere ad alcuno di fare falsa memoria dimenticando di indicare le responsabilità politiche, le collusioni e le complicità.

Laura Picchi socia Associazione Rita Atria

Da admin Il 08/11/2012 20:24
L’8 novembre di 23 anni fa, era il 1989 moriva a soli 16 anni, uccisa dalla mano mafiosa, Anna Cambria, giovane studentessa di Milazzo. Anna si era recata presso un bar del centro cittadino per acquistare delle caramelle. Ma all’uscita incontra inconsapevolmente un proiettile di pistola partito dall’arma impugnata da un mafioso e diretto verso un altro mafioso vittima anch’esso di un regolamento di conti.
Da admin Il 02/10/2012 13:49

Il 2 ottobre di quattro anni fa ci lasciava il Prof. Adolfo Parmaliana. Il suo suicidio, frutto della solitudine nella quale il prof. era stato lasciato dalle istituzioni, dalla società, cosiddetta “civile” e finanche dal partito nel quale militava, ha squarciato il velo che da sempre ha coperto il sistema di affari mafiosi, politici e giudiziari della provincia di Messina. Oggi, alla luce di fatti nuovi (i processi a carico dei giudici Canali e Cassata, l’arresto dell’avv. Rosario Pio Cattafi), si può dire che il Prof. Parmaliana aveva ragione e che la sua azione, pur se conclusa con un gesto estremo, comincia a dare i suoi frutti.

L’associazione antimafie “Rita Atria”è vicina alla moglie Cettina, ai figli e ai fratelli Biagio ed Emilio non solo nella “memoria “ del prof. Parmaliana ma soprattutto nell’azione che fa della memoria un ricordo “attivo” che dia senso al proprio impegno.

Da admin Il 26/07/2012 00:53
Lettera a Rita Atria

Rita ,
Non è facile ricordare oggi quel giorno lontano della tua morte. Fu una morte “lontana” la tua. Lontana dagli occhi e dalla attenzione della gente, lontana dalle luci dei talk show e dall’interesse della politica. Ma rischia di essere lontana anche oggi. Lontana dal cuore e dalla memoria efficace addirittura di noi che siamo qui per celebrare il tuo ricordo.
Noi che rischiamo di renderla inutile e risospingerla nella insignificanza dove piaceva ai poteri mafiosi relegarti. 
Da admin Il 19/07/2012 09:18
Grazie!!! 
Paolo Borsellino,Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie CosinaClaudio Traina ... Rita Atria (la settima Vittima di via D'Amelio)


non aggiungeremo parole al nostro grazie... perché il fiume della retorica è sempre in piena e non vogliamo contribuire allo straripamento

Da admin Il 26/04/2012 00:07

CINISI 5-9 maggio 2012
5 GENNAIO 1948 - 9 MAGGIO 1978

Giuseppe Impastato
LA MEMORIA NON SI CANCELLA!

Da admin Il 31/03/2012 15:23

di Laura Picchi:

Oggi sono 25 lunghi anni da quel 31 marzo 1987 in cui il maresciallo Dettori in servizio la sera di Ustica a Poggio Ballone fu trovato impiccato ad un albero.
Se mai scrivessi un libro di questi 3 anni, si intitolerebbe " in viaggio alla ricerca della verità con l'ombra amica di un Maresciallo". Non c'è stato un giorno che io non abbia cercato prove, documenti, riscontri,incrociato dati e Dettori c'era sempre! 

Da admin Il 29/03/2012 12:37
"...l’assemblea condominiale dello stabile di via Principe Amedeo  2 di Roma, sito dove fu  istituito il famigerato carcere fascista della “banda Koch” durante il periodo della occupazione nazifascista di Roma 1943-44, ha deliberato a maggioranza contro l’apposizione della targa a giusta Memoria di questo luogo di reclusione e tortura di tanti patrioti antifascisti, partigiani della Resistenza,  militari e poliziotti, tutti martiri eroi devoti  all’Italia."
Da admin Il 02/02/2012 09:12
Con la suAlessandro Marcuccia inesorabile scansione di ore, giorni, settimane, mesi ed anni, il tempo ci ricorda che oggi, 2 febbraio, ricorre il ventennale della morte di Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini.

Da anni l'Associazione Antimafie “Rita Atria”, con l'impegno di ciascuno dei suoi componenti e l'eccezionale contributo di indagine di alcuni associati, è mobilitata costantemente per ottenere quantomeno la riapertura delle indagini su quelle morti che noi riteniamo possano essere frutto di uno scellerato disegno criminale.

Da admin Il 12/12/2011 22:06

Ninetta era piccola di statura ma Grande Grande Grande. Ci si avvicinava a lei con delicatezza perché ci si sentiva in imbarazzo di fronte ad una donna che ha combattuto veramente contro la mafia; ci si sentiva piccoli piccoli davanti a tanta umilità. Ninetta non si è mai arresa. Ha lottato con tutte le risorse a sua disposizione. Oggi, 12 dicembre 2011, Ninetta ci ha lasciati raggiungendo il suo Pierantonio.
Ciao Ninetta, continua a stare con noi. Sentiremo la tua mancanza. Persone come te e come nonno Nino (Caponnetto) lasciano vuoti incolmabili... ci guardiamo attorno e ci sentiamo più soli.

 

Da admin Il 12/12/2011 09:29
Il 12 dicembre sembra non portare bene all'Italia e alle Vittime di Piazza Fontana e ai Famigliari di Graziella Campagna. In entrambi i casi non c'è giustizia. Per Graziella Campagna, nonostante si dica che è stata fatta giustizia, non sono mai stati presi i mandati dell'omicidio ma solo gli esecutori materiali...

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