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Interrogazione Parlamentare sul MUOS

dic 19

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19/12/2015 13:46  RSS

fonte: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0539&tipo=atti_indirizzo_controllo&pag=allegato_b#si.4-11505

RIZZOFRUSONECORDAPAOLO BERNINIBASILIO e TOFALO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: 
   il  Muos (mobile user objective system) è un sistema di comunicazione satellitare di proprietà del Governo degli Stati Uniti in fase di completamento, composto da 5 satelliti e 4 stazioni di terra, di cui una all'interno della riserva naturale «Sughereta di Niscemi», già oggetto di diverse iniziative di sindacato ispettivo da parte di deputati del Movimento5Stelle; 
   il 13 febbraio 2015 il tribunale amministrativo regionale (Tar) per la Sicilia, sezione di Palermo, con sentenza n. 461/2015, si è definitivamente pronunciato sui ricorsi riuniti, n. 1864/11, n. 808/13, n. 950/13, n. 1825/13 e n. 2397/13, presentati da Legambiente, del coordinamento regionale dei Comitati NOMUOS, dal Movimento «No Muos» Sicilia e dal comune di Niscemi. La sentenza, avente ad oggetto la realizzazione della stazione di comunicazione satellitare ad uso esclusivo della Marina militare statunitense, parte dall'esame di 2 provvedimenti con cui il 29 marzo 2013 l'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente revocava le autorizzazioni concesse nel 2011 per la realizzazione del Muos. Accogliendo quanto avanzato dagli opponenti, il Tar ha tenuto a precisare che tali provvedimenti siano da considerare non come revoche, ma come annullamenti d'ufficio. L'annullamento delle autorizzazioni, in forza delle quali è stata realizzata l'installazione del sistema, qualifica dunque di fatto come abusivi i lavori di installazione del Muos; 
   in data 3 settembre 2015 il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) di Palermo ha depositato la sentenza n. 581/2015, con la quale accoglie parzialmente sia le istanze d'appello del Ministero della difesa, sia i motivi di appello incidentale del comune di Niscemi e di Legambiente. Pur riconoscendo l'invalidità della cosiddetta «revoca delle revoche» del governo Crocetta del luglio 2013, annulla le revoche (qualificate dallo stesso Cga come annullamenti d'ufficio) del marzo 2013, sulla scorta della considerazione che il governo regionale non avesse compiuto una sufficiente istruttoria sull'effettiva carenza degli studi sugli effetti del Muos su salute umana ed ambiente, tale da giustificare gli atti di annullamento; 
   il Cga ha ritenuto non esauriente la verifica eseguita in primo grado e ha ritenuto dover disporre un approfondimento mediante la nomina di un collegio di 5 verificatori, di cui 2 nominati dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e dal presidente del Consiglio universitario nazionale (CUN) ed altri 3 individuati dal Ministro della salute, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e, per i profili attinenti alla navigazione aerea (in ragione dei pericoli per la sicurezza pubblica e, quindi, anche per la salute delle popolazioni, ipoteticamente riconducibili al pericolo di incidenti aerei), dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Ciò che colpisce della sentenza del Cga è che esisterebbero i presupposti di un conflitto d'interesse, a giudizio dell'interrogante, essendo stati nominati nel comitato di verificatori, tre delegati del Governo Renzi, contro cui insistono i ricorsi amministrativi da parte dei soggetti già citati, per risolvere la querelle «Muos»; 
   in data 7 settembre 2015 l'associazione antimafie «Rita Atria», a tal proposito, ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Palermo nei confronti del presidente del collegio del Cga e del giudice estensore della sentenza, non definitiva, sul Muos, per verificare la sussistenza del reato di abuso in atti di ufficio, ex articolo 328 del codice penale; 
   non da ultimo, ad occuparsi delle spese di queste nuove verifiche, come si legge esplicitamente nella sentenza, sarà direttamente il comune di Niscemi che dovrà anticipare i costi di vitto, alloggio, viaggi ed esami strumentali, di tutti i componenti del collegio di verifica, provocando gravi difficoltà nella gestione dei flussi finanziari del comune siciliano; 
   il 17 novembre 2015, l'Avvocatura dello Stato ha inviato istanza al presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la regione Siciliana chiedendo di intervenire «affinché il Collegio dei verificatori provveda all'espletamento dei compiti assegnatigli da codesto C.G.A. con la massima urgenza», notizia che è stata richiamata anche dalla stampa riportando le dichiarazioni di diniego rilasciate dal Coordinamento regionale dei comitati «No Muos», che intravedono la volontà del Governo di influenzare la decisione non solo sui tempi, ma soprattutto, sul merito, facendo esplicito riferimento agli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre, a giudizio degli interroganti come a voler intendere, di fatto, che il Muos è uno strumento di guerra necessario a difendersi; 
   il 1o dicembre 2015, il collegio di verificazione dell'impianto Muos, ha chiesto al C.G.A. di Palermo una proroga di 90 giorni per la consegna della relazione finale di verificazione, adducendo la necessità di completare le attività di indagine, tenuto conto anche delle difficoltà nel procedere con i lavori visto il sequestro preventivo dell'impianto di Niscemi; 
   il 7 dicembre 2015, l'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, alla luce della richiesta di proroga sopra citata, ha inviato una nota di protesta al Consiglio di giustizia amministrativa, dissentendo sull'ulteriore tempo domandato dal Collegio di verificazione e sollecitando, quindi, il completamento delle indagini entro 60 giorni a partire dal 1o dicembre 2015, così come stabilito dalla sentenza n. 581 del 2015, adducendo ragioni di tutela connesse, ad esempio, con lo svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia e con la presenza di obiettivi «sensibili», quali il Teatro alla Scala di Milano e il Colosseo di Roma, ribadendo, nuovamente e secondo gli interroganti forzatamente, il concetto che il Muos sia strumento di difesa e non di comunicazione come sinora è stato presentato all'opinione pubblica –: 
   se il Governo intenda procedere alla verifica di quanto sostenuto nelle difese formulate dall'Avvocatura in ordine all'uso a fini di polizia interna del Muos, e chiarire come si ritenga compatibile con il dettato costituzionale quello che agli interroganti appare un uso militare offensivo delle predette strutture, senza alcun controllo politico, giuridico e militare dello Stato Italiano; 
   se non reputino che l'uso di tali strutture possa costituire di fatto una interferenza nei confronti del Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo nell'esercizio del compito a cui è chiamato; 
   se il Governo non ritenga, qualora l'Avvocatura dello Stato abbia ragione nel rappresentare le istanze a difesa dello Stato, rendere noti eventuali documenti che attestino che il MUOS, di proprietà del Governo degli Stati Uniti, potrà essere utilizzato anche da parte delle Forze armate italiane. (4-11505)

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