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Comunicato Stampa: Costituzione di parte civile dell’Associazione Antimafie “Rita Atria” nel processo sul parco commerciale di Barcellona P.G.

mag 22

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22/05/2014 13:01  RSS

Dopo il rigetto da parte del Gip di Palermo della richiesta di archiviazione della denuncia di questa Associazione contro il dirigente regionale che aveva firmato la “revoca della revoca” delle autorizzazioni per il Muos di Niscemi, in data odierna il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile dell’Associazione Antimafie “Rita Atria” nel processo sul parco commerciale istruito, quest’ultimo, a seguito dell’inchiesta scaturita da un nostro esposto che provocò, fra l’altro, nel 2012, anche l’accesso al comune di Barcellona Pozzo di Gotto della Commissione Prefettizia per la verifica di eventuali infiltrazioni mafiose.  

L’antimafia che denuncia: noi continuiamo….

 Associazione Antimafie “Rita Atria”  

                                             

Ringraziamo l'avvocato Carmelo Picciotto per la disponibilità e per l'impegno e ci permettiamo di ricordare che questo nasce in seguito all'esposto dellAssociazione Antimafie "Rita Atria" (e del grande lavoro di Santina Mondello in quel periodo esponente del direttivo nazionale) e dell'Associazione Città Aperta. L'esposto fu concepito dopo in seguito agli articoli del giornalista Antonio Mazzeo.

Comunicato di Antonio Mazzeo

“Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile dell’Associazione Antimafie “Rita Atria” nel processo sul parco commerciale. Questa è la prova che si può fare antimafia sociale. Che attraverso questa pratica quotidiana, quasi umile, vista la sua distanza dai riflettori mediatici,ma fondamentale per la sua concretezza, si possono bloccare le speculazioni scellerate ai danni del territorio, vincendo contro il malaffare. E’ stato proprio attraverso le nostre denunce e le inchieste che abbiamo fatto, in sinergia con le iniziative dell’Associazione Rita Atria, che questo progetto è stato bloccato. A questo punto, chiediamo la cancellazione del progetto del parco commerciale, con il conseguente sequestro dei terreni in cui dovrebbe sorgere e il loro utilizzo a scopi sociali, per la libera fruizione di tutta la popolazione. In questo giorno di gioia per l’ennesima vittoria che ci dimostra come “la lotta paga”, contro chi vuole costantemente far credere il contrario, siamo costretti a lamentare, però, che io stesso e gli editori delle testate che hanno pubblicato le mie inchieste sul parco commerciale, siamo tutt’oggi coinvolti in un procedimento civile, in cui gli autori di questa idea vergognosa, chiedono 2 milioni di euro a chi ha fatto luce sugli interessi e il conseguente danno alla cosa pubblica insiti in un simile progetto...”

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