Archivio News dell'Associazione Antimafie Rita Atria Archivio News - Milazzo: quanto costa la politica (o i politici) ai Milazzesi?

Ricerca

View_Blog

Milazzo: quanto costa la politica (o i politici) ai Milazzesi?

dic 14

Scritto da:
14/12/2011 09:28  RSS

QUANTO COSTA LA POLITICA AI MILAZZESI?

 

Di Santo Lagana’

In tempi di crisi economica, in tempi nei quali da tutte le parti si chiede un ridimensionamento dei costi della politica, scoppia il caso Milazzo. Poteva il nostro comune essere fuori da polemiche di questo tipo? No certamente.

Un altro segretario abbandona la carica - Dunque veniamo ai fatti: il segretario comunale dott. Matasso dopo qualche mese di permanenza nel nostro comune, saluta tutti e se ne va; ufficialmente per motivi personali legati  ad esigenze di convenienza economica. Di fatto il dott. Matasso, uomo di grande esperienza di cose amministrative, se ne va sbattendo la porta, rifiutando di firmare una proposta di determina che dispone il pagamento dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali per un importo di poco più di 85 mila euro per il periodo giugno – agosto 2011. All’ uomo pratico di amministrazione pubblica, pare una cifra esagerata e vuole vederci chiaro; a occhio e croce, non ha mai visto nulla di simile in comuni della stessa consistenza di quello di Milazzo. Insomma, se ai milazzesi tre mesi di consiglio comunale  costano 85 mila euro, un anno, grosso modo, costa circa 350 mila euro. Ma perché al dott. Matasso  queste cifre sembrano esagerate? A ottobre 2001 il presidente della Regione pro tempore, Cuffaro, emana un decreto, ( il n° 19 del 18 ottobre 2001), nel quale si stabilisce l’importo massimo delle indennità di funzione dei Presidenti delle Provincie Regionali e dei sindaci e gli importi dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali; importi relazionati al numero di abitanti. Per Milazzo si stabilisce che l’indennità di funzione del sindaco è di Lire 7 milioni mensili (oggi circa 3500 euro) e per i consiglieri comunali il gettone di presenza e di 60 mila lire (oggi circa 30 euro). Il decreto è immediatamente esecutivo.  Tale decreto viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 27 novembre del 2001 e, udite udite, pare che lo stesso giorno il consiglio comunale di Milazzo, infischiandosene del decreto, o forse solo perché ne sconoscevano l’esistenza (non tutti leggono le gazzette ufficiali tutti i giorni), delibera l’aumento del gettone di presenza a circa 200 mila lire (circa 100 euro).

La politica "distratta" - Da allora ad oggi non se ne  è accorto nessuno; non se ne sono accorti i consiglieri comunali, non se ne sono accorti i sindaci, gli assessori al bilancio, i segretari e i dirigenti. Tuttavia i nodi, prima o poi vengono al pettine e questo è giunto dopo 10 anni. Ora, se si dovesse appurare l’illegittimità di questo gettone, molti consiglieri comunali di allora e che lo sono ancora oggi potrebbero essere chiamati a restituire le somme percepite indebitamente; e per alcuni di essi si tratterebbe non solo di restituire parecchie decine di migliaia di euro ma anche di instaurare un contenzioso che, di fatto, li renderebbe in conflitto di interessi con il comune e, pertanto li porterebbe a decadere dalle loro cariche. Insomma, una vicenda poco edificante sul piano squisitamente morale ed etico. Perchè diciamo così? In fin dei conti può essersi trattato solo di una svista, o di incompetenza di qualche segretario comunale; insomma, potrebbe configurarsi la buona fede dei consiglieri. Sicuramente sarà così, ma questa storia ci ha fatto sorgere qualche sospetto. Di sospetto, stiamo parlando, non di certezze; non minacciate di querelarci, come ultimamente succede, solo per un sospetto, anche se ricordiamo come un autorevole esponente politico italiano, qualche anno fa diceva che “il sospetto è l’anticamera della verità”. Noi non siamo d’accordo con lui ma tant’è. Pare che esista una norma che dica che  il gettone di presenza dei consiglieri comunali non debba superare per un mese un terzo dell’indennità di funzione del sindaco. Facciamo quattro conti: l’indennità di funzione del sindaco di Milazzo e di circa 3500 euro, quindi un terzo di tale indennità è di circa 1166 euro (arrotondiamo a 1200 euro).

Quanti Consigli Comunali? - Ci è stato riferito che il dott. Matasso oltre che per l’importo, secondo lui esagerato, del gettone di presenza, si sia lamentato con qualche funzionario comunale dell’elevato numero di sedute mensili del Consiglio comunale, secondo lui, anche questo esagerato. Ma se il consiglio comunale si riunisce in media tre volte la settimana, in un mese si riunisce 12 volte che, moltiplicate per 100 euro a seduta fa 1200 euro: un terzo dell’indennità di funzione del Sindaco. Col gettone a 30 euro per raggiungere questa somma sono necessarie 40 sedute consiliari e l’esigenza di riunirsi 40 volte al mese, i lettori saranno d’accordo, è una  cosa  decisamente poco credibile. Ci si potrà dire che non è vero che si riunisce tre volte la settimana, ma ci sono le riunioni di commissione consiliare che in qualche modo possono sopperire al mancato raggiungimento della somma “desiderata”. Certo il problema non è solo di Milazzo: ci risulta che in altri comuni si fa, in media, una seduta di consiglio comunale alla settimana o addirittura una ogni 15 giorni e poi  le commissioni si riuniscono tutti i giorni.

Una questione di moralità - Ma il problema non è solo dei gettoni di presenza. Esiste anche un problema di rimborsi alle aziende pubbliche o private delle quali sono dipendenti alcuni consiglieri comunali. Viene spontanea una domanda: ma se le riunioni di consiglio, tranne qualche situazione eccezionale,  si svolgono di sera, per quale motivo un lavoratore pubblico o privato, consigliere comunale, si deve assentare dal posto di lavoro di mattina per far rimborsare ai cittadini milazzesi la sua assenza? Ci si dirà che questo non è illegale perché la legge lo prevede. Giusto. Ma ci si consenta di dire che questa prassi è immorale e che non sempre le leggi sono giuste solo perché esistono. Tanto per fare un esempio estremo: nel 1938 dopo le emanazioni delle legge razziali fasciste, chi denunciava un ebreo era nella legalità; ma era nella moralità e nell’etica chi non rispettava quella legge. E per un amministratore pubblico operare nella moralità e nell’etica  deve essere priorità assoluta. Concludiamo, come sempre, con una proposta indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco; date dimostrazione di trasparenza e di buona fede: rendete pubbliche tutte le spese della politica milazzese; tutte, nessuna esclusa, chi è in buona fede non ha nulla da temere. I commenti lasciateli fare ai giornalisti.

Archivio

Archivio
<novembre 2019>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
Mese
Vai