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12 dicembre 1969: Piazza Fontana; 12 dicembre 1985: delitto Graziella Campagna

dic 12

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12/12/2011 09:29  RSS

 Il 12 dicembre sembra non portare bene all'Italia e alle Vittime di Piazza Fontana e ai Famigliari di Graziella Campagna. In entrambi i casi non c'è giustizia. Per Graziella Campagna, nonostante si dica che è stata fatta giustizia, non sono mai stati presi i mandati dell'omicidio ma solo gli esecutori materiali...

Per ricordare:

LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

Per quanti si stiano chiedendo che tipo di associazione antimafia - siamo visto che ci occupiamo di tutto e di più - rispondiamo che nel 1995 a Pisa si organizzò un glorioso convegno dal titolo "Dare Voce al Silenzio degli Innocenti". Diciamo che un membro della nostra Associazione era tra i soci fondatori di quel gruppo e diciamo che una parte di noi partecipò a tre giornate di grande intensità. Da Portella della Ginestra a Piazza Fontana, all'Italicus... mafiosi e massoni. Il golpe Borghese, lo sbarco degli americani in Sicilia... un Paese, l'Italia, a sovranità limitata. Ecco perché noi, Associazione dedicata a "Rita Atria" testimone di giustizia, abbiamo deciso di dare voce alle testimonianze di ogni genere: voci e  documenti.
La tesi di laurea di Laura Picchi non si basa su letture personali o su opinioni prefabbricate con ataviche convinzioni. La tesi di Laura è ricca di documenti. E' ricca di rari documenti che meritano attenzione e tempo per essere letti e contestualizzati.
Occorre studiare per lottare contro i poteri. Occorre studiare per ricordare.Rcordare significa "fare memoria" e non commemorare. Noi iniziamo il 2008 festeggiando la memoria affinché la memoria vinca sull'oblio e sull'indifferenza.

Per maggiori dettagli: http://www.ritaatria.it/LeStorie/IncidentieStragi/PiazzaFontana.aspx

Omicidio Graziella Campagna

Storia di un delitto ... (dal libro scritto nel 1996 / 1997 dall'Associazione Antimafie "Rita Atria" e dal Comitato per la Pace e il disarmo unilaterale di Messina).

Luglio 1985. Graziella, passando davanti alla lavanderia “La Regina” di Villafranca Tirrena (ME), vede un’offerta di lavoro come aiutante. Per Graziella, che aveva deciso di non continuare gli studi dopo la licenza di scuola media inferiore, è un’ottima occasione per iniziare a guadagnare qualche soldo e contribuire così al sostentamento della famiglia.
Per raggiungere Villafranca, Graziella prende l’autobus al mattino e ritorna la sera. In famiglia vivono questa sua prima esperienza fuori casa con un po’ di apprensione, ma convinti della serietà e della serenità con cui Graziella affronta questa opportunità di lavoro.
La lavanderia è frequentata abitualmente dall’ingegnere Eugenio Cannata e dal suo amico Giovanni Lombardo, due persone in apparenza cordiali e dai modi amichevoli e confidenziali. Un giorno, fine novembre - primi di dicembre 1985 (la data non è mai stata stabilita perchè nessuno ha mai pensato di sequestrare i registri della lavanderia, n.d.r.), l’ingegnere Cannata porta in lavanderia degli indumenti sporchi tra i quali una camicia. Graziella, mentre espleta le normali procedure di controllo della biancheria, trova nel taschino della camicia un portadocumenti di plastica con dentro la foto del Papa e un’agendina contenente dati personali dell’ingegnere. Così, chiama la collega Agata Cannistrà (cognata della titolare), la quale le strappa dalle mani il portadocumenti.
L’8 dicembre 1985 il Cannata e il Lombardo, a bordo di una Fiat Ritmo rubata a Milano, vengono fermati da una pattuglia dei Carabinieri, in località Orto Liuzzo (a pochi chilometri da Villafranca). Il Cannata consegna i documenti (falsi) mentre il Lombardo dice di non aver documenti e consegna ai carabinieri il libretto di circolazione intestato ad un certo Fricano Rosario, dichiarando:
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Mentre i carabinieri fanno il controllo di routine sull’identità dei fermati, vengono distratti dal sopraggiungere ad alta velocità di un’automobile; il Lombardo e il Cannata approfittano dell’evento e riescono a dileguarsi.
I carabinieri successivamente scopriranno che l’ingegnere Cannata, in realtà, è il pericoloso latitante della mafia palermitana Gerlando Alberti Junior, mentre il Lombardo è in realtà il latitante Giovanni Sutera.
A Villafranca molte persone conoscono l’ingegnere Cannata (Alberti) e il Lombardo (Sutera); infatti, è loro abitudine intrattenere rapporti cordiali con professionisti, uomini delle istituzioni, imprenditori, ....un’integrazione a tutti gli effetti nel tessuto sociale di Villafranca.
Il 9 dicembre 1985, Graziella torna a casa e racconta alla madre che Agata Cannistrà, qualche giorno prima, le aveva strappato dalle mani l’agendina trovata nel taschino della camicia dell’ingegnere Cannata.
Graziella lo racconta come un fatto strano: evidentemente quel pomeriggio è successo “qualcosa”.... Graziella sicuramente ignora la gravità del suo ritrovamento. La madre lascia scivolare la notizia considerando il fatto come uno dei tanti episodi, assolutamente normali, che possono accadere lavorando in una lavanderia.
In un giorno non ancora precisato Gerlando Alberti si accorge, mentre si trova dal barbiere Giuseppe Federico (fratello della titolare della lavanderia), di non avere più il portadocumenti con sè, così realizza con immediatezza che può averlo dimenticato nella camicia portata a lavare. Manda Giovanni Sutera in lavanderia. Questi torna dopo pochi minuti dicendo di non aver trovato nulla. Gerlando Alberti si precipita in
lavanderia per chiedere conto della presunta scomparsa del portadocumenti. La proprietaria gli fa notare che è stato rinvenuto solo un portadocumenti con dentro l’immagine del Papa. L’Alberti, a questa notizia, palesa molto nervosismo e getta con rabbia il portadocumenti sul bancone della lavanderia.
Il 12 dicembre 1985, Graziella, come al solito, esce dalla lavanderia alle ore 19.45 per andare a prendere l’autobus. Mentre attende alla fermata passa un conoscente, Francesco Giacobbe, che le offre un passaggio.
Graziella, persona estremamente riservata e schiva, non lo accetta. Il giovane percorre pochi metri con la macchina, poi si ferma al distributore che dista pochi metri dalla fermata dell’autobus. Pochi istanti dopo passa l’autobus e il giovane Giacobbe non vedendo più Graziella pensa che sia salita sulla corriera. Graziella non farà più ritorno a casa.

Il corpo di Graziella verrà trovato presso Forte Campane (località Musolino - comune di Villafranca), barbaramente sfigurato da 5 colpi di fucile a canna mozza.

http://www.ritaatria.it/LeStorie/Vittimemenonote/GraziellaCampagna.aspx
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