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Da Niscemi a Roma, donne che difendono il territorio

mar 7

Scritto da:
07/03/2013 20:42  RSS

pubblicato su: http://www.romacheverra.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=2775%3Ada-niscemi-a-roma-donne-che-difendono-il-territorio&Itemid=60

di Valentina Ersilia Matrascia -  (pres. Roma Ass. Antimafie "Rita Atria")

"Il MUOStro.. noi lo chiamiamo così". Va dritta al punto Maria Concetta Gualato, portavoce del Comitato Mamme No MUOS di Niscemi, raccontando a chi quel 'mostro' non lo conosce o a stento ne ha sentito parlare. Quel mostro che minaccia la loro salute e quella dei loro figli, quel MUOStro dal nome MUOS. L'occasione è un premio, il premio "Donne, Pace e Ambiente - Wangari Maathai", organizzato dall'Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e il sostegno della Commissione delle Elette del Comune di Roma e giunto quest'anno alla sua seconda edizione. Ci sono anche loro, le mamme che combattono il mostro tra le premiate di questo 2013.

A loro il premio "Aria" per "l'impegno in difesa del diritto alla salute e per la pace", a Francesca Massimino della cooperativa Placido Rizzotto di San Giuseppe Jato invece è stato conferito il Premio "Fuoco" per l’impegno in difesa del territorio e dei diritti contro la criminalità organizzata, Antonella Litta che si aggiudica il Premio "Acqua" per la sua attività di referente locale dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (ISDE – Italia) e di coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d’inquinamento ambientale e danno alla salute", ad Anna Maria Bianchi dell'associazione "CarteinRegola", vincitrice del premio "Terra" per l'impegno contro la speculazione edilizia e il consumo di suolo. Il Premio "Animali", dedicato al Vice Questore Aggiunto del Corpo forestale dello Stato Maria Rosaria Esposito, viene invece conferito a Laura Gulotta, medico veterinario che con l'associazione Eolo a 4 zampe. Il Premio Speciale "Contro ogni violenza sulle donne" va invece a Daniela Ceci, socia fondatrice del Centro "Roberta Lanzino" di Cosenza. 

Donne con storie e percorsi diversi ma accomunate da una resistenza, un coraggio e una voglia di cambiare fuori dal comune. Ciascuna nel proprio territorio e nel proprio quotidiano. Così come sono diverse e variegate le donne del "Comitato Mamme NO MUOS". Casalinghe, insegnanti, impiegate, operaie tutte accomunate dalla lotta contro il Mobile User Objective System, il MUOS per l'appunto, il sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta che il Dipartimento della difesa degli USA ha intenzione, con lo scopo di controllare le comunicazioni sull'intero pianetae a manovrare i droni d'attacco, cioè i micidiali caccia senza pilota di stanza a Sigonella, di istallare a Niscemi, a due passi dal centro abitato e nel cuore di un'area naturale protetta come quella della Riserva della Sughereta. 

Altissime e potentissime antenne che andranno ad aggiungersi alle 46 già presenti - con non poche e dannose ripercussioni sulla salute dei residenti, numerosi infatti denunciano dal Comitato i casi di distaccamento della retina, infertilità, tumori già in tenerissima età - sul territorio niscemese da 21 anni. Altre tre stazioni di terra (due in Usa e una in Australia), simili a quella che il governo statunitense è intenzionato a costruire in Sicilia, sono attualmente 'in piedi' e operative così come i cinque satelliti, la differenza non trascurabile è che sono state "edificate in zone desertiche, lontane dai centri abitati". Molteplici e non completamente quantificabili allo stato dei fatti le ricadute che l'istallazione del sistema di comunicazione satellitare statunitense avrebbe sulla salute dei cittadini e delle cittadine siciliane (ad essere colpita e interessata non sarebbero infatti solo la cittadina niscemese).

I siciliani e le siciliane però l'han detto forte e chiaro: il Muos in Contrada Ulmo non s'ha da fare. E resistono. "I comitati No Muos sono nati quattro anni fa – spiega Concetta Gualato – il comitato delle mamme invece nasce dopo i fatti dell'11 gennaio di quest'anno quando 300 cellerini se la sono presa con i nostri ragazzi che presidiavano la base giorno e notte per impedire che si completasse la costruzione del MUOStro". E quella stessa sorte per una strana coincidenza è capitata oggi proprio a loro, alle mamme che portano avanti con un coraggio paragonabile a quello delle madri di Plaza de Mayo la loro lotta per la tutela del territorio e della salute dei propri figli. Mentre a Roma venivano premiate per il loro impegno politico e sociale in difesa del territorio, della pace e dei diritti, a Niscemi nella stessa giornata (6 marzo 2013, ndr) venivano allontanate con la forza e spintonate da uomini della polizia italiana mentre, durante la quotidiana attività di presidio, ostacolavano l'ingresso nella base di una camionetta militare scortata dalla polizia chiedendo di verificare che al suo interno, secondo quanto concordato con le autorità, tra i marines non fossero presenti operai e tecnici addetti alla costruzione dell'antenna i cui lavori, è bene ricordare sono momentaneamente sospesi. Alla resistenza delle donne, le forze dell'ordine – stando alla ricostruzione delle attiviste – avrebbero risposto con un diniego e con spintoni, tanto da mandarne tre in ospedale. Diversa la versione delle forze dell'ordine secondo cui a causare la caduta delle donne sarebbe stato il fango dovuto alle piogge degli scorsi giorni.

Nessun passo indietro però dalle agguerrite e tenaci mamme No Muos. "Siamo più agguerrite di prima per difendere i nostri figli. Le donne di Niscemi – spiega - sono donne forti. Nessuno si è mai messo contro gli USA, un gruppo di mamme invece l'ha fatto". L'appuntamento è per il 30 marzo, data per la quale è prevista la manifestazione nazionale per fermare il MUOStro. Per i romani e le romane che volessero saperne di più, all'incontro-dibattito con Massimo Coraddu del dipartimento di Energetica del Politecnico di Torino, alcuni attivisti del movimento No Muos e il Comitato No Muos – Roma che si terrà mercoledì 13 marzo alle ore 17,30 presso il Dipartimento di Fisica, Aula Majorana (ed. Marconi) dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". 

Roma, 7 marzo 2013 

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