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Omicidio Ignazio Aloisi: 27 gennaio 1991 - 27 gennaio 2013

gen 27

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27/01/2013 09:06  RSS

Ignazio Aloisi

La Memoria si uccide anche con il silenzio. Ignazio Aloisi è stato ucciso nel 1991...ma, ancora oggi, viene "ucciso" dal silenzio delle istituzioni che decidono in maniera discrezionale chi deve essere vittima di Mafia e chi deve essere vittima dell'ignavia di chi non ha il coraggio di chiedere scusa. Le istituzioni devono chiedere scusa per il loro silenzio a Ignazio Aloisi e alla sua famiglia per l'incapacità di riconoscere un terribile errore giudiziario. Ma la burocrazia diventa efficientissima quando il nome è quello di una Vittima di serie "z".

Ad Ignazio Aloisi e alla sua famiglia rinnoviamo il nostro affetto e il nostro impotente impegno... attendiamo ancora una risposta dalla Prefettura di Messina e dal Ministero degli Interni.

Vogliamo Ricordare Ignazio Aloisi con le parole di Donatella (sua figlia) e con quei documenti che attendono ancora risposta.


E' una storia di tanto tempo fa ma che riguarda più che mai l'importanza della memoria e l'esigenza di fare chiarezza perché la giustizia in questo caso rischia, per l'ennesima volta, di commettere un errore le cui uniche conseguenze ricadranno su una famiglia già colpita dal dolore.

"Mio padre nel 1979 prestava servizio come guardia particolare giurata presso un istituto di vigilanza di Messina . Il 3 settembre 1979 ,mentre era regolarmente di servizio, è stato vittima di una rapina presso i caselli dell’autostrada Messina/Palermo; gli fu rubata la pistola e la rapina fu portata a segno. Successivamente, mio padre riconobbe uno dei rapinatori " un attuale collaboratore di giustizia e per anni appartenente ad uno dei principali clan mafiosi della mia città. Per la testimonianza resa da mio padre questo SIGNORE fu condannato ed arrestato, ma già durante il riconoscimento in presenza del magistrato, minacciò mio padre di morte. Scontata la pena, a distanza di qualche anno, questa persona ha portato a compimento la sua vendetta uccidendo mio padre mentre, insieme a me,(che all’epoca avevo quattordici anni) uscivamo dallo stadio e ci stavamo recando verso casa. Tutto ciò è stato confermato dalle dichiarazioni di 3 collaboratori di giustizia che hanno specificato tempi, modalità e quant'altro potesse essere utile alle indagini.so rischia per l'ennesima volta di commettere un errore le cui uniche conseguenze ricadranno su una famiglia già colpita dal dolore.

Fino ad oggi non è mai stato riconosciuto il sacrificio di mio padre che ha pagato con la vita la sua collaborazione con la giustizia."

Donatella Aolisi


Ignazio Aloisi: http://www.ritaatria.it/LeStorie/Vittimemenonote/IgnazioAloisi.aspx

http://www.ritaatria.it/ArchivioNews/tabid/159/EntryId/372/Omicidio-Aloisi-le-Istituzioni-rispondano-alla-famiglia.aspx


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