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Barcellona P.G.: un altro omicidio di stampo mafioso

gen 3

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03/01/2013 20:00  RSS

Un altro omicidio di stampo mafioso a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)  esattamente a distanza di un mese dal primo, quello del giovane Giovanni Isgrò. A differenza del primo, però, la vittima, Giovanni Perdichizzi, 41 anni, era ben conosciuto alle forze dell’ordine e alla magistratura e, pertanto, non ci sono dubbi sulla natura mafiosa di questo crimine. Ancora una volta gli assassini non esitano a sparare in mezzo alla gente, in un quartiere popoloso come quello di Sant’Antonino e in un’ora in cui molti si stavano recando al visitatissimo presepe vivente sito a pochi metri dal luogo dell’agguato. E’ indubbio che la “nuova” mafia barcellonese si stia facendo la guerra per la scalata al potere dopo la decapitazione di quasi tutti i vertici storici della cupola della città del Longano. Quasi tutti, perché resiste ancora latitante quel Barresi che aspira, forse, a diventare “il capo dei capi” e dalla sua latitanza, probabilmente, dirama ordini ai propri affiliati e agli amici degli amici.

Stupisce, dopo questo secondo omicidio, l’appello rivolto da più parti ad un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Altro è chiedere più mezzi e più strumenti investigativi. Non vorremmo che si stia commettendo il solito errore di considerare il fenomeno mafioso come un problema di ordine pubblico. Le forze dell’ordine sane e la magistratura sana conoscono bene il loro mestiere e sanno benissimo cosa devono fare. La militarizzazione del territorio non serve a nulla : è la storia che lo dice , basta ricordare l’operazione “vespri siciliani” dopo le stragi del ’92. Forse sono le forze politiche che, qualche volta, non conoscono bene il loro mestiere: invece di “azzannarsi” per una poltrona in più o in meno, dovrebbero guardarsi al loro interno e, come detto da Paolo Borsellino, “fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti ma apparire onesti”; impedire che altri, al di fuori di essi, utilizzino le loro relazioni politiche per gli interessi di una borghesia mafiosa che opera sotto traccia  e che condiziona la vita politica economica e sociale di una comunità. Forse tutti dovrebbero  collaborare  per dare ai cittadini strumenti concreti di credibilità politica, come servizi certi ed efficienti, creare le condizioni perché ognuno possa vivere del suo senza dover rincorrere l’amico dell’amico perché costretto dal bisogno. Oggi, alla vigilia di appuntamenti elettorali importanti, il comportamento delle forze politiche barcellonesi sarà la cartina di tornasole della vera volontà di cambiamento in quella città. I mafiosi hanno nomi e cognomi che bisogna avere il coraggio di indicare perché siano posti sotto quell’attenzione e visibilità che odiano. Hanno facce e identità i soggetti che compongono la loro rete di relazioni d’affari, infiltrazione e condizionamento dell’economia e della politica, che nel silenzio si rafforzano. 

Parlare, fare riunioni, convegni e fiaccolate contro una mafia “ectoplasma” non sono sufficienti e spesso non servono... anzi a loro viene bene, sanno mimetizzarsi benissimo anche tra le fila dell’antimafia. 

Non chiedano di fare questo adesso ai cittadini di Barcellona, smarriti e impauriti, lo facciano per primi loro.

Milazzo lì, 03/01/2012                                              

Associazione Antimafie “Rita Atria”

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