Archivio News dell'Associazione Antimafie Rita Atria Archivio News - 12 dicembre 1969-1985 - Piazza Fontana - Graziella Campagna

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12 dicembre 1969-1985 - Piazza Fontana - Graziella Campagna

dic 12

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12/12/2012 10:10  RSS

“ricordare non basta. Memoria è un ricordo "attivo" che vuole comprendere i meccanismi, le cause e dunque le ragioni che  determinarono una storia, e sa rileggerle nel presente per capirne le "mutazioni" e le mimetizzazioni nelle forme nuove in cui quella stessa violenza torna e tornerà ad esercitarsi. Forme diverse sempre più evolute e sofisticate. E' dunque solo la Memoria a dare senso al proprio impegno per costruire un futuro in cui si possa sperare che quella violenza non torni a mostrarsi, con volti diversi ma la con medesime atrocità, per il nostro passivo ed ignaro consenso.

Perdere "la Memoria storica" ci rende estranei a noi stessi, incapaci di riconoscere le nostre radici, di capire il nostro presente, di costruire un qualsiasi futuro.” 

Perché noi non ci saremo in quei luoghi di commemorazione in cui si è persa la memoria e il senso delle cose. Perché Memoria è un ricordo attivo e né per Piazza Fontana, né per Graziella Campagna sono mai stati cercati i mandanti. Noi  "ricorderemo" senza permettere ad alcuno di fare falsa memoria dimenticando di indicare le responsabilità politiche, le collusioni e le complicità.

Associazione Antimafie "Rita Atria"


PIAZZA FONTANA - 12 DICEMBRE 1969

Siamo alla Camera dei Deputati, era il 29 aprile 1969, parlava Giorgio Napolitano:

"La situazione è torbida, onorevoli colleghi; evidenti sono le spinte repressive e reazionarie,le provocazioni e gli intrighi che partono da determinati ambienti delle classi dirigenti e dell 'apparato dello Stato. Non è facile dire dove queste spinte possano in ultima istanza condurre. Non si tratta di intessere romanzi, come talvolta ci si accusa di fare, su presunti pericoli di colpi di Stato . Si tratta di guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso vi è nella situazione e di intervenire con decisione, facendo appello , tra l'altro, a quelle forze legate agli ideali della Resistenza, lealmente impegnate a difendere la Costituzione, che esistono in ogni settore dell'apparato statale, anche se spesso sono mortificate e scavalcate dagli elementi più reazionari che si annidano nei diversi corpi dell'organizzazione dello Stato. Guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso (pericoloso per lo stesso avvenire democratico del nostro paese) vi è nella situazione anche in rapporto a disegni ed intrighi autoritari che possono concepirsi oltreoceano, in ambienti politici, militari e spionistici americani, e procedere per i canali della NATO, di quella organizzazione dell 'alleanza atlantica che noi denunciamo come fonte permanente di limitazione e di insidia per la sovranità e lo sviluppo democratico del nostro paese."


Indipendentemente dai politici che si dimenticano quello che hanno detto, che dicono una cosa e ne fanno un'altra, che si dimenticano di tutelare i diritti della Persona Umana perchè impegnati a rincorrere poltrone, guadagnare più denaro, tutelare i propri privilegi e la propria immagine, NOI IN MEMORIA DI TUTTE LE VITTIME DEL POTERE SENZA DISTINZIONE,  RINNOVIAMO L'IMPEGNO E IL GIURAMENTO A LORO DI ESSERE FEDELI ALLA COSTITUZIONE DEL 1948, DI STARE SUL FRONTE DI QUELLE FORZE LEGATE ALLA RESISTENZA, DI IMPEGNARCI PER LA DIFESA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA UMANA, PER LA VERITA' E LA GIUSTIZIA A TUTTE LE VITTIME DEL POTERE, PER RIDARE DIGNITA' AL NOSTRO STATO, PER COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO, PER IL BENE COMUNE!


UN GRAZIE VA A TUTTI QUEI NUOVI PARTIGIANI DELLA NUOVA RESISTENZA COMINCIATA A PORTELLA DELLE GINESTRE CHE ANCORA OGGI PAGANO PREZZI INENARRABILI, MA CHE NON RINUNCIANO A LOTTARE, A RESISTERE, A SOGNARE DI COSTRUIRE UN MONDO CHE SIA LA CASA DI TUTTI, UN MONDO SENZA GHETTI, UN MONDO DOVE SI RISPETTI OGNI DIVERSITA', un mondo altro da quello capitalista, libero da ogni fascismo!

Laura Picchi socia Associazione Rita Atria

Il lavoro sulla Strage di Piazza Fontana lo potete trovare qui:
http://archiviosandromarcucci.oneminutesite.it/
http://www.ritaatria.it/LeStorie/IncidentieStragi/PiazzaFontana.aspx


GRAZIELLA CAMPAGNA 12 DICEMBRE 1985

Storia di un delitto ... Dal libro scritto dall'associazione antimafie "Rita Atria" e dal comitato per la pace e il disarmo unilaterale... in tempi non sospetti 1997

Luglio 1985. Graziella, passando davanti alla lavanderia “La Regina” di Villafranca Tirrena (ME), vede un’offerta di lavoro come aiutante. Per Graziella, che aveva deciso di non continuare gli studi dopo la licenza di scuola media inferiore, è un’ottima occasione per iniziare a guadagnare qualche soldo e contribuire così al sostentamento della famiglia.

Per raggiungere Villafranca, Graziella prende l’autobus al mattino e ritorna la sera. In famiglia vivono questa sua prima esperienza fuori casa con un po’ di apprensione, ma convinti della serietà e della serenità con cui Graziella affronta questa opportunità di lavoro.
La lavanderia è frequentata abitualmente dall’ingegnere Eugenio Cannata e dal suo amico Giovanni Lombardo, due persone in apparenza cordiali e dai modi amichevoli e confidenziali. Un giorno, fine novembre - primi di dicembre 1985 (la data non è mai stata stabilita perchè nessuno ha mai pensato di sequestrare i registri della lavanderia, n.d.r.), l’ingegnere Cannata porta in lavanderia degli indumenti sporchi tra i quali una camicia. Graziella, mentre espleta le normali procedure di controllo della biancheria, trova nel taschino della camicia un portadocumenti di plastica con dentro la foto del Papa e un’agendina contenente dati personali dell’ingegnere. Così, chiama la collega Agata Cannistrà (cognata della titolare), la quale le strappa dalle mani il portadocumenti.
L’8 dicembre 1985 il Cannata e il Lombardo, a bordo di una Fiat Ritmo rubata a Milano, vengono fermati da una pattuglia dei Carabinieri, in località Orto Liuzzo (a pochi chilometri da Villafranca). Il Cannata consegna i documenti (falsi) mentre il Lombardo dice di non aver documenti e consegna ai carabinieri il libretto di circolazione intestato ad un certo Fricano Rosario, dichiarando:
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Mentre i carabinieri fanno il controllo di routine sull’identità dei fermati, vengono distratti dal sopraggiungere ad alta velocità di un’automobile; il Lombardo e il Cannata approfittano dell’evento e riescono a dileguarsi.
I carabinieri successivamente scopriranno che l’ingegnere Cannata, in realtà, è il pericoloso latitante della mafia palermitana Gerlando Alberti Junior, mentre il Lombardo è in realtà il latitante Giovanni Sutera.
A Villafranca molte persone conoscono l’ingegnere Cannata (Alberti) e il Lombardo (Sutera); infatti, è loro abitudine intrattenere rapporti cordiali con professionisti, uomini delle istituzioni, imprenditori, ....un’integrazione a tutti gli effetti nel tessuto sociale di Villafranca.
Il 9 dicembre 1985, Graziella torna a casa e racconta alla madre che Agata Cannistrà, qualche giorno prima, le aveva strappato dalle mani l’agendina trovata nel taschino della camicia dell’ingegnere Cannata.
Graziella lo racconta come un fatto strano: evidentemente quel pomeriggio è successo “qualcosa”.... Graziella sicuramente ignora la gravità del suo ritrovamento. La madre lascia scivolare la notizia considerando il fatto come uno dei tanti episodi, assolutamente normali, che possono accadere lavorando in una lavanderia.
In un giorno non ancora precisato Gerlando Alberti si accorge, mentre si trova dal barbiere Giuseppe Federico (fratello della titolare della lavanderia), di non avere più il portadocumenti con sè, così realizza con immediatezza che può averlo dimenticato nella camicia portata a lavare. Manda Giovanni Sutera in lavanderia. Questi torna dopo pochi minuti dicendo di non aver trovato nulla. Gerlando Alberti si precipita in
lavanderia per chiedere conto della presunta scomparsa del portadocumenti. La proprietaria gli fa notare che è stato rinvenuto solo un portadocumenti con dentro l’immagine del Papa. L’Alberti, a questa notizia, palesa molto nervosismo e getta con rabbia il portadocumenti sul bancone della lavanderia.
Il 12 dicembre 1985, Graziella, come al solito, esce dalla lavanderia alle ore 19.45 per andare a prendere l’autobus. Mentre attende alla fermata passa un conoscente, Francesco Giacobbe, che le offre un passaggio.
Graziella, persona estremamente riservata e schiva, non lo accetta. Il giovane percorre pochi metri con la macchina, poi si ferma al distributore che dista pochi metri dalla fermata dell’autobus. Pochi istanti dopo passa l’autobus e il giovane Giacobbe non vedendo più Graziella pensa che sia salita sulla corriera. Graziella non farà più ritorno a casa.

Il corpo di Graziella verrà trovato presso Forte Campane (località Musolino - comune di Villafranca), barbaramente sfigurato da 5 colpi di fucile a canna mozza.


http://www.ritaatria.it/LeStorie/Vittimemenonote/GraziellaCampagna.aspx

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