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Siamo Tutti Telejato: "Rita Atria" sarà presente a Roma

nov 21

Scritto da:
21/11/2011 14:53  RSS

In questi ultimi giorni stiamo assistendo, nei teatrini della politica e nei media a libertà controllata, al festival dell'ipocrisia.

"Siamo al commissariamento della democrazia", si grida da più parti... mentre fare una legge che di fatto espropria le frequenze privilegiando RAI, Mediaset, La 7, etc... è un raro esempio di democrazia.

Durante la conferenza stampa verrà presentato il documento politico che verrà consegnato :

Al Presidente della Repubblica; al Presidente del Senato; Al Presidente della Camera; Al Presidente del Consiglio; Al Ministro per lo Sviluppo Economico; ai Capigruppo parlamentari; alla Corte di Giustizia Europea 

 

Riproponiamo il testo del comunicato stampa che annuncia la conferenza.

 

22 novembre 2011, ore 11.00
sede Ordine dei Giornalisti, Sala Ocera
via Parigi, 11, Roma

Con la Legge Finanziaria 2011 (articoli 8,9,10) sono state di fatto abolite le televisioni comunitarie (250 in tutta Italia), e il Ministero dello sviluppo economico si è riservato il diritto di assegnare, a pagamento, tutte le lunghezze d’onda del digitale terrestre, eccetto che per le tre reti RAI, per Mediaset, per La 7, per Sky cui le frequenze sono state assegnate gratis. Le altre utenze saranno assegnate dietro esborso di ingenti somme di denaro, attraverso graduatorie regionali formulate sul numero dei dipendenti e sulle proprietà immobili. E’ la fine quindi del volontariato anche in questo campo. Il tutto naturalmente nel silenzio tombale e il disinteresse di tutti i partiti politici.
Le restanti televisioni locali, altre 250 realtà, saranno in gran parte liquidate entro il 30 giugno 2012 per lasciare il posto alle grandi reti nazionali che trasmetteranno gratuitamente, e a pochi canali regionali che otterranno le frequenze pagandole fior di quattrini. Per chi ha accumulato proprietà immobiliari, audience e spinte politiche, è possibile permetterselo.
Alla base di questa scelta ci sono solo obiettivi di carattere economico e commerciale, farcite da programmi demenziali per promuovere televendite, telegiornali pilotati dalle segreterie di partito, pubblicità a fiumi, mentre viene ignorata la qualità di ciò che è trasmesso e la capacità di sapere stare sul territorio per leggerne la storia e documentarne i problemi. Niente più spazi liberi e libera espressione delle idee, niente rispetto per l’art.21 della Costituzione, perché mancheranno gli strumenti per poterlo fare.
La sopravvivenza di Telejato, con la sua storia, le sue battaglie, la sua valenza culturale, nel segno di Danilo Dolci, di Peppino Impastato, di Mauro Rostagno e di Giuseppe Fava è un segnale importante per la garanzia dell’esistenza di una libera informazione in un panorama controllato dalle mafie mediatiche.
Il comitato SALVIAMO TELEJATO, nato il 24 settembre 2011 a Partinico, si prefigge di unire nella protesta tutte le voci dei territori in pericolo di oscuramento; affinché le televisioni comunitarie e locali possano continuare a trasmettere e conservare il loro ruolo di strumento informativo locale; affinché sulle ultime redazioni libere, in particolare quelle impegnate in terra di mafia, non cali il silenzio e l’indifferenza, ovvero la certezza di essere eliminate fisicamente dalle mafie.

Durante la conferenza stampa il comitato presenterà un documento politico che verrà consegnato a tutti i gruppi parlamentari, al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica.

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