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A Proposito di MUOS e di Droni

giu 25

Scritto da:
25/06/2012 08:50  RSS

A PROPOSITO DI MUOS E DI DRONI

Non sappiamo se possa essere utile aggiungere la nostra voce all'ondata di sdegno e di contestazione che sta nascendo (ma nella societa' siciliana perche' nel resto della Nazione l'indifferenza e l'ignoranza regnano sovrane) per questo ennesimo atto di aggressione, del “Potere Militare” alla civile e pacifica convivenza, costituito dal progetto MUOS.

Non lo sappiamo perché il Potere ormai da anni sta ottimizzando la sua capacità di metabolizzare ogni protesta organizzata e, con l'aiuto di chi in questo Paese ha occupato i luoghi del potere politico e decisionale - indebitamente (per capacita' competenze ed onesta'); ma con l'ausilio del voto di Cittadini disattenti o conniventi -, sta riuscendo con sempre maggiore facilita' a distrarre le maggioranze da quegli “esagitati pacifisti"

che con pochi mezzi e risorse, vorrebbero farsi carico di tutto per restituire dignità alla Democrazia Costituzionale e senso alla Politica di questo Paese. Così il Potere delegittima i movimenti per la Pace e dei Pacifici, svuotandoli di capacita' comunicativa e di impatto sociale, in una parola disinnescandone il pericoloso potenziale esplosivo per le aspettative dei gestori dei poteri più occulti.

Ma vogliamo provarci ad esprimere anche il nostro dissenso e il nostro sdegno per non avere poi il rimpianto di non aver fatto la cosa giusta e nel momento giusto. Vogliamo provarci per dire anzitutto a noi, i militanti della Pace, dell'Antimafia e dell'Antifascismo, che dobbiamo inventare forme nuove, piu' efficaci e dirette di denuncia e di antagonismo. Continuando a rifiutare ogni logica di violenza che svilirebbe il nostro contributo e che, come sempre e' stato, si rivelerebbe solo funzionale agli obiettivi del Potere.

Non basta più, noi crediamo denunciare la incostituzionalità delle decisioni prese dentro e fuori il nostro Parlamento contro l'Art. 11 o per svuotare di senso la vocazione pacifica della Democrazia e della Costituzione. Non basta e sarebbe deleterio lasciare che la nostra rabbia monti fino a suggerirci, con l'astuto e velato suggerimento proprio dei nostri avversari, di utilizzare forme estreme di aggressione e violenza, contro persone o siti o installazioni. Ciò che infatti potremmo pensare come azione dimostrativa non farebbe altro che aggregare il distacco tra noi e le maggioranze dei Cittadini per lasciarli ancor più soli, vittime delle astute affabulazioni del Potere.

C'è bisogno di trovare ed inventare strade per portare efficacemente davanti alla Alta Corte Costituzionale - che davvero ci appare ormai come un avamposto isolato e ultimo presidio a difesa della Democrazia - le Leggi estranee alla natura e cultura della Costituzione come la L. 14 Lugliuo 2004 nr 178.

Quella Legge anzitutto mente, perché parla di droni che sarebbero di pertinenza delle nostre Forze Armate mentre tali tipi di armamenti sono gestiti direttamente ed esclusivamente dal Governo e dalle Forze Armate Statunitensi.

Con questa menzogna i legislatori hanno ritenuto di potersi sottrarre all'obbligo di concordare “parità di condizioni” per poter consentire a limitazioni alla propria sovranità, come recita l'art 11 della Costituzione. E non c'è dubbio che l'automatica limitazione della attività aerea civile, in aree impegnate da voli APR, costituisca una insopportabile limitazione di sovranità ove non sia finalizzata con chiarezza alla costruzione “di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”.

Era già accaduta una cosa similare con la passiva accettazione dei nostri rappresentanti politici alla NATO con l'inserimento tra le operazioni militari delle condizioni “non articolo 5” quando si era stravolta la finalizzazione delle operazioni alla risposta ad eventuali attacchi conclamati per pianificare piuttosto interventi bellici in aree di interesse a prescindere dall'aver subito preventive aggressioni di qualsivoglia avversario.

E' ora dunque che tutta la materia della militarizzazione culturale ed effettiva del nostro Paese nelle sue relazioni interne ed estere sia ricondotta ad esame preventivo della Corte Costituzionale prima che la scellerata volonta' politica di svendita del Paese e dei suoi valori costituzionali cancelli definitivamente l'art. 11 che avebbe dovuto essere l'orgoglio primario di un Popolo che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Se avremo capacità di realizzare un simile percorso, mobilitando sull'iter giudiziario della azione impugnativa la attenzione e la concentrazione delle forze sociali e politiche del Paese, riusciremo forse a riaprire il grande dibattito sulla Pace e sulla ricerca di strumenti non violenti per la soluzione dei conflitti sociali e internazionali.

Sarà nostro compito anche saper allargare i temi di un simile dibattito dalla pura analisi dell'installazione di strumentazioni militari al diritto alla salute, alla sicurezza sociale e ad una Società dei Diritti fondamentali, perché ogni attività che sottragga Democrazia e' una attività mafiosa, che caratterizza l'Antistato, ed è in se' fascista perché espropria la popolazione della sua sovranità sul proprio presente e sul proprio futuro.

Associazione Antimafie "Rita Atria"

oltre alla legge sopra citata, leggiamo nell'articolo di Antonio Mazzeo (L'invasione dei Droni in Sicilia) che:

Due anni fa, l’Aeronautica militare e l’ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) siglarono un accordo tecnico per l’attività di aeronavigazione nello spazio aereo italiano dei Global Hawk schierati a Sigonella nell’ambito dell’accordo Italia-Stati Uniti del 2008. Senza attendere una normativa europea che disciplini in via definitiva l’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto nel sistema del traffico aereo generale, l’accordo ha consentito l’impiego dei droni nell’ambito di spazi aerei “determinati” e con l’adozione di procedure di coordinamento tra autorità civili e militari “tese a limitare al massimo l’impatto sulle attività aeree civili”. All’Aeronautica militare è stata attribuita la “predisposizione degli spazi aerei necessari all’impiego operativo ed addestrativo dei velivoli militari a pilotaggio remoto”, mentre l’Enac dovrebbe curare in coordinamento con l’Enav (ente nazionale per l’assistenza al volo) gli aspetti di gestione e controllo del traffico aereo generale.

Il testo del documento è simile a quello che era stato siglato nel novembre 2008 per le operazioni di volo deiPredator in dotazione al 32° Stormo Ami di Amendola (Foggia), utilizzati nella guerra in Afghanistan e più recentemente in Libia. Secondo gli accordi, i profili delle missioni, le procedure operative, le aree di lavoro e gli equipaggiamenti, dovrebbero essere stabiliti “nel rispetto dei principi della sicurezza del volo”, anche se è poi precisato che in caso di “operazioni connesse a situazioni di crisi o di conflitto armato” l’impiego dei droni non può essere sottoposto a limitazioni di alcun genere. E questo nonostante i velivoli telecomandati rappresentino un rischio insostenibile per il traffico civile e le popolazioni che risiedono nelle vicinanze degli scali utilizzati per le manovre di decollo e atterraggio.

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