Archivio News dell'Associazione Antimafie Rita Atria Archivio News - Casablanca n.24: Storie dalle città di frontiera

Ricerca

View_Blog

Casablanca n.24: Storie dalle città di frontiera

mag 23

Scritto da:
23/05/2012 01:05  RSS

 l'Editoriale

 Scarica il giornale

Casablanca n. 24La realtà supera la fantasia. Pensavamo di ricordare Francesca Morvillo in modo diverso, e prima di inserire il pezzo, una sua lettera immaginaria al marito, ci siamo posti centomila domande. Abbiamo avuto un milione di dubbi. Sarà capita? Come potrebbe essere interpretata?   Volevamo esimerci dalle commemorazioni tradizionali, siamo stati travolti dalla realtà. La tragedia di Brindisi alla scuola Francesca Morvillo. Impensabile! Incredibile! Nessun commento. Tanto dolore. Tanto sgomento per i nostri ragazzini a scuola. I massimi sistemi, i teoremi, li lasciamo agli altri. Terrorismo? Mafia? Terrorismo mafioso?
Ognuno faccia la propria parte. Il proprio dovere. Abbandoni lo schermo e le prime pagine. Distraggono. Necessitano attenzioni, presenza, persone, strumenti. Questo paese è già molto pressato.
Su questo numero abbiamo voluto affrontare i vari modi dell’esser partigiani, ma una ragazzina, Melissa, ancora non aveva avuto il tempo di deciderlo, a quell’età, l’allegria e la leggerezza dovrebbero essere l’unico obiettivo. L’unico diritto. Il diritto alla vita. La sola partigianeria.

***

Questi due mesi dall’altro numero sono stati densi di avvenimenti. Tutti importanti. Tutti da segnalare. Tuttavia i nostri mezzi non sono all’altezza di seguire tutto. Ce ne scusiamo.  Bisogna selezionare. Scegliere. Evidenziare. Se non altro per manifestare da quale parte stare. Sicuramente stiamo dalla parte degli operai in via crucis, gli esodati, i disoccupati, i precari, le donne di Temini Imererse simbolo della lotta degli operai Fiat in difesa del posto di lavoro e contro la chiusura degli stabilimenti. Dalla parte di coloro che, di lavoro muoiono.

***

C’è bisogno d’informazione vera.  Approfondimento sul territorio soprattutto per l’informazione antimafiosa. Tuttavia, questo settore, è quasi totalmente sulle spalle delle piccole testate e televisioni. Avete pochi mezzi? Sembra dire il governo e i grossi gruppi editoriali, bene vi togliamo anche questi. E l’informazione sul territorio? E la democrazia? Vaff…. direbbe qualcuno, ma questo qualcuno come i grossi nomi del giornalismo se ne fregano. Telejato, la piccola televisione di Pino Maniaci e la sua famiglia, sta per chiudere. E’ il loro unico lavoro. Resteranno in mezzo alla strada. Telejato rappresenta tutti noi. “Siamo tutti Telejato” e non siamo d’accordo sul come vengono assegnate le frequenze. I piccoli vanno tutelati. Si chiama Democrazia. Chi di dovere, dovrebbe ricordarlo ogni tanto invece di dare solo numeri. Dietro ogni numero ci sono persone. La loro vita. Le loro dignità, le loro sofferenze, i loro diritti. Non si può usare solo il numero del dovere e dell’Europa vuole e dice. L’Europa dice anche che la nostra informazione è fra gli ultimi posti al mondo. Telejato assieme a tante altre piccole testate, per l’impegno e il coraggio che ci mette nel raccontare i fatti, dovrebbero essere patrimonio collettivo. Invece sono lottati. Ufficialmente e in modo sotterraneo. Santoro per fare un esempio, anziché dare visibilità ai figli dei mafiosi, dovrebbe mettere i riflettori su questo settore. Non solo lui.
L’Europa dice. Dice anche che in Italia il lavoro è remunerato poco, non esiste uno stato sociale adeguato, non ci sono servizi a sufficienza, gli stipendi in generale ma operai e insegnanti in particolare sono da fame e che solo da noi esistono persone con pensioni di oltre quaranta mila euro.

VERGOGNA 

Archivio

Archivio
<novembre 2019>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
Mese
Vai