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Processo Rostagno: udienza del 28 settembre 2011

set 28

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28/09/2011 09:52  RSS

Carla Rostagno siede davanti ai giudici, la testimonianza comincia dopo che le parti hanno concordato l’acquisizione dei verbali delle sue testimonianze rese durante le istruttorie delle Procure di Trapani e Palermo per il delitto Rostagno. “Mauro era mio fratello” , ricorda che Mauro a Trapani si trovava dal 1981 e della sua conoscenza con Francesco Cardella, l’ex guru della comunità Saman (appena deceduto, lo scorso agosto, in Nicaragua) che aveva conosciuto  Mauro ancora prima della Saman. Furono due intelligenze che si incontrarono e si divertivano a inventare determinate cose.

I rapporti tra i due sono stati buoni. Cardella era una persona affascinante, Mauro però non ne parlava in modo ossequioso, la prima volta che me ne parlò me ne parlò in modo divertito, con tono divertito, non ossequioso, al massimo paritario. Buono il rapporto tra la Roveri e Mauro, cita alcune lettere scritte dalla’India dove mi parla del suo amore per Chicca.  Quando Mauro tornò dall’India lo reincontrai per la prima volta nell’estate del 1981, ero in vacanza a San Vito e andai a Lenzi (il baglio di Saman), vi tornai nel 1983 e poi nel 1985 e poi non ebbi più occasione di tornare se non il 27 settembre del 1988, l’indomani del delitto.

 

Non c’era tensione dentro la comunità, dapprima era una comunita dei cosidetti “arancioni”, poi divenne una comunità di recupero per i tossicodipendenti. L’impegno contro la droga Mauro se lo portava appresso da anni, quando era a Macondo  aveva già preso posizione. Credo, dice Carla Rostagno, che l’impegno per il recupero fosse una naturale conseguenze del suo impegno sociale. Non era un proibizionista, anche se con me non ha mai sviluppato questo argomento più di tanto.  Lo sentivo dire, “la droga può essere leggera  ma la storia è sempre pesante”.  Adesso Carla Rostagno risponde alle domande sul lavoro di Mauro a Rtc, L’editore era Puccio Bulgarella ma della tv se ne occupava la moglie di questi, Caterina Ingrasciotta. Inizialmente si occupava di redazionali poi via via cominciò a interessarsi della quotidianità, dei problemi politici cittadini, la sporcizia che c’era in città, cercava di ridare una coscienza civica ai cittadini,mettendo insieme una mappa della criminalità locale, di capire i comportamenti degli amministratori pubblici, si interessava a capire che vento tirava e ne parlava in tv. Di quedta terra si era innamorato e combatteva con le armi che aveva, ossia con la parola. Quello che lui diceva l’ho visto dopo la sua morte, quando abbiamo raccolto con Alberto Castiglione le registrazioni. Sapevo che era un grande oratore, credo che non sapesse il pericolo che correva, non aveva forse la percezione, ricordo che il figlio di una mia amica di origine traoanese che stava a Torino, venne a Trapani, e quando tornò gli chiesi se aveva visto Mauro in tv, mi disse che era bello, come era lui, parla un po’ troppo liberamente, non mi disse molto di più, io avvertii in quelle parole un certo senso di paura, ma non avevo fino ad allora e non vidfi nulla per tanto tempo ancora, se non dopo il delitto. Certamente quel ragazzo parlava per avere sentito parole di altri venendo a Trapani, è bello, l’ho guardato, l’ho visto, poi mi buttò quella parola lì, parla troppo liberamente. Per quello che ho saputo dopo le trasmissioni di mio fratello erano molto seguite.

 

Quella di Rostagno era una attività di controinformazione (definizione del pm Francesco Del Bene), sul contesto giornalistico trapanese, mi hanno detto, dice Carla Rostagno, che Rtc era l’unica tv che faceva una forte attività di denuncia. Mauro era più avvincente, più chiaro, tra virgolette più divertente e ironico. Tra i temi affrontati da Mauro nell’ultimo periodo, ma sono fatti che ho appreso dopo, so che si occupò del processo per il delitto del sindaco Vito Lipari, dove era imputato il capo mafia Mariano agate, delle logge massoniche coperte, di una indagine sul bilancio parallelo al comune di Trapani, su uno scandalo a Marsala dell’ente teatro mediterraneo. Sono informazioni che non ho avuto subito dopo il delitto di Mauro, ma dall’anno successivo quando ho cercato di capire di cosa si occupava Mauro a Trapani. Ne parlai con i ragazzi della tv, con il maresciallo Cannas, con Gianni Di Malta, con gli avvocati Nino Marino e Salvatore Cusenza. Cannas era il maresciallo dei carabinieri, Chicca mi riferì che Cannas in un colloquio con Cannas gli avrebbe detto che Mauro gli disse che gli avevano regalato un mese di vita. Ne chiesi ulteriori spiegazioni a Cannas, mi raccontò di quello che aveva fatto dopo il delitto, di avere fatto un guanto di paraffina a un certo Salvatore Barbera (soggetto del quale Rostagno aveva parlato in tv per un delitto), ma poi a quanto pare non era vero, mi disse che quella frase non era vera, fu molto fumoso nel colloquio, anzi mi disse che aveva capito male, mi ha negato la frase detta in quei termini. Nello specifico so che fece un verbale su questo incontro con me, io da parte mia scrissi degli appunti sulle cose che lui aveva detto a me. Mi disse che poco prima che Mauro morisse incontrò Natale L’ala, (boss di Campobello di Mazara, ammazzato negli anni 80). Cannas mi disse che Rostagno da quell’incontro uscì sconvolto. Il discorso di L’Ala uscì casualmente. Mi disse, ripete, che Mauro aveva incontrato Natale L’Ala e che da quell’incontro ne uscì sconvolto, quasi inserendo quell’incontro in un periodo in cui Mauro si occupava di capire qualcosa sulla loggia segreta Iside 2. Il pm chiede se Cannas le parlò dell’interesse eventuale di Mauro per i fatti di mafia. La rispiosta di Carla Rostagno è un non ricordo, ma fa riferimento ai suoi appunti che potrebbero ontenere qualcosa, io parlai con lui soprattutto delle modalità del delitto, poi sono venute fuori una serie di cose che nascevano da mie domande. Non mi indicò alcuna pista. A quresto punto Carla Rostagno viene autorizzata a leggere gli appunti di quell’incontro:  in questi appunti c’è scritto che le modalità del delitto non erano chiare, Cannas le parlò di un incontro con Chicca e Roveri e con l’avv. Esposito, in quella occasione mi disse che Mauro si era interessato dello scandalo marsalese dell’ente teatro e che aveva attaccato per questo Pietro Pizzo, senatore socialista, ma Francesco gli disse (così Cannas le avrebbe riferito facendo riferimento ad un suo incontro con Mauro Rostagno) di rientrare nei ranghi. A proposito della Iside 2 Mauro era convinto che c’era un giro di miliardi. Tornando a Cardella Cannas disse che grazie a Mauro era a conoscenza del fatto che Cardella aveva una tessera che gli permetteva di salire in aereo senza prenotazioni.

 

Carla Rostagno riassume la ricerca che fece delle cassette contenenti  delle registrazioni  degli interventi di Rostagno. In una di queste parlava della loggia massonica Iside 2 dicendo che all’interno c’era una cerca voglia di Oriente.  Ai primi di settembre del 1988 ascoltai per telefono mio fratello, dopo che era uscita la notizia dell’indagine che riguardava anche lui per il delitto Calabresi.  Non l’ho sentito come le altre volte, era un po’ sottotono, triste, non saprei come dire, gli chiesi se c’era qualcosa che non andava, il senso della risposta fu quella che voleva dire che c’è sempre qualcosa che non andava, non approfondii, perché quello era il nostro comportamento, non c’era mai stata la volontà di entrare prepotentemente nella vita dell’altro.  La cosa che seppi dopo che aveva contattato l’avvocato Canestrini e l’avvocato Giuliano Pisapia perché presto venisse sentito dal giudice che lo aveva indagato per il delitto Calabresi. Voleva capire per quello che ho saputo perché era stato tirato per i capelli in quella storia. Carla Rostagno incontrò il giudice Lombardi che indagò Rostagno, ricorda di essere stata molto sgarbata, forse non mi sono resa conto subito di avere calcato troppo la mano, quando si trattava di Mauro i miei comportamenti erano questi. Incontro sgarbato perché ritenevo quella indagine su Rostagno qualcosa di violento e ingiustificato, poi seppi che la posizione di Mauro sarebbe stata archiviata, perché il pentito Marino non parlava di lui, nasceva da una supposizione del pm Pomarici, che quella comunicazione giudiziaria doveva rimanere riservata e divenne pubblica dopo una conferenza stampa di Boato. Più persone mi hanno detto che Mauro era amareggiato per quella comunicazione giudiziaria, tra quelli che me ne parlarono Massimo Coen e Salvatore Cusenza. Carla Rostagno riferisce di un incontro tra l’avv Giuliano Pisapia e il giudice Lombardi proprio per sollecitare che Mauro venisse sentito. Ma Mauro non fu mai sentito. Il pm torna a fare domande sul lavoro di Mauro a Rtc. Lui cominciò a lavorare in tv forse eprchè fu Francesco Cardella a proporlo a Bulgarella, qualcun altro dice che fu Bulgarella a chiamarlo direttamente. Bulgarella e Crdella si dovevano conoscere da antica data. Bulgarella so che era soddisfatto del lavoro di Mauro, ricordo un articolo scritto da Puccio Bulgarella dedicato a Mauro, scrisse delle cose che non si possono scrivere se non si sentono. All’epoca in cui Mauro lavorava a Rtc, parlando con Alessandro Riccomini, dice Carla Rostagno, questi mi disse che c’era una intenzione di estendere il bvacino di >Rtc a palermo e Agrigento e di fare una sorta di gemellaggio con Tele Lombardia.

 

Adesso le domande riguardano la gestione della Comunità Saman. Le risposte non sono molto approfondite, generiche rispetto a notizie acquisite nel tempo. Adesso a fare le domande è il pm Antonio Ingroia.  Chiede che tipo di frequenza di contatti aveva con suo fratello durante la pemanenza a Trapani di Mauro,. Carla Rostagno ripete che non erano frequenti, che talvolta era lei a spostarsi da Torino a Trapani, d’estate. Gli telefonavo soprattutto lui, se fosse stato per me lo avrei chiamato ogni giorno ma non lo facevao per non mandarmi a fare benedire. Gli mandai una volta una cartolina dove protestavo perché seppi che più che con me si sentiva con Renato Curcio, ma mi risposte con una lettera in modo scherzoso. Mio fratello non è che era riservato, non amava scrivere delle lettere, ovviamente un altro conto  erano i contatti con Curcio. Quando arrivai a Saman il 27 settembre del 1988, incontrai maddalena e Chicca forse dopo i funerali,  e le chiesi di potere andare nella camera di mauro e mi indicò dove era la stanza di Mauro e seppi che non era nella struttura del Gabbiano 8rservata ai dirigenti della comunità). Cercai tempo dopo di capire cosa era successo nell’ultima parte di vita di Mauro, mi licenziai lasciai il mio lavoro e cominciai ad occuparmi del delitto di mio fratello. Seppi della ragione dell’uscita di Mauro dal Gabbiamo sentendo così diverse persone, seppi della litigata tra Rostagno e Cardella e Mauro era uscito dal Gabbiano, pare per una intervista al giornale King. Ma secondo altri le ragioni potevano essere anche altre, come il fatto che Rostago voleva accogliere Curcio in comunità, e Cardella non l’aveva preso bene. Seppi così che c’erano stati degli scontri.  Io l’ho sentito tra fine agosto e primo settembre 1988, lo sento sotto tono, non era il solito, gli chiesi se c’era qualcosa che non andava, e lui restò vago. Non mi fece cenno  a vicende importanti ma la cosa non mi lascia sorpresa, era il suo carattere. Credo che a quel tempo c’era stato già una sorta di sganciamento da Cardella sociologico ed economico, Mauro a quanto pare voleva andare ad abitare altrove, fuori da Saman. All’inizio era una bella amicizia, viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda , maqno mano sono insorti i contrasti, qualcosa è successo per interrompere quei rapporti.

 

Chicca Roveri, riferisce Carla Rostagno, le disse che origine della loite era l’intervista a King, ma io non ne sono convinta, lui non parlò di Cardella non per sua scelta ma perché le domande di Claudio Fava faceva domande su di lui, doveva scrivere parlando di lui, non vedo niente di pericoloso in quella intervista, non ce lo vedo che intenzionalmente non parlò di Francesco Cardella. Ma di queste cose con cardella dice di non avere mai parlato, i nostri erano rapporti ai minimi termini, non credo che lui avesse voglia di vedermi, di parlarmi. Carla Rostagno ricorda il fax inviato da Cardella a mio fratello. Riassme così: andando a vedere il luogo dove abitavano  Chicca Mauro, dentro un armadio dei miei trovai un fax sostanzialmente falso, inopportuno, pericoloso e ingeneroso, ti invito a lasciare il gabbiano e cercare un altro alloggio. Non credo che questo fax poteva riferirsi   a quell’intervista a King. Se Cardella ritiene che quell’intervista è pericolosa la prima cosa che fa è mettere fuori Mauro, isolarlo è il segnale, questo non sono riuscita a capire. Sui rapporti tra Chicca Roveri e Cardella credo che siano rimasti buoni, fino all’88 e per unc erto periodo sono rimasti buoni, quando sononstati coinvolti nelle vicende economiche, Cardlela se ne è andato e credo da quel momento in poi Chicca quando si è sentita scaricata ha interrotto i rapporti con Cardella. Carla Rostagno riferisce di un colloquio con Monmica Serra che la sera del 26 settembre 1988 era in auto con Mauro quando fu ucciso. La prima volta si parlarono nell’ottobre del 91 lei mi disse che il sabato precedente con Di Malta erano stati a Mazara e di un colloquio di Mauro con Canino e Santoro (deputato Dc e sindacalista Cisl), mi parla di una cassettina chiusa cion la scritta nion toccare che non si trovò più. Mi disse che non aveva visto nessuna, non ha visto macchine davanti e dietro, ma non mi spiega perché Mauro si fermò. Mi disse che erano dei professionisti e che quel pezzo di fucile trovato sul luogo del delitto era stato lasciato apposta per depistare,. Che da qualche tempo c’era una macchina che seguiva Mauro,. La sua attenzione si era spostata su Marsala. Mi disse che Mauro era una variabile impazzita. Le sue posizioni erano in contrasto con Cardella. Poi mi disse una frase sibillina, smetti di gaurdare la cornice e gaurda il quadro. Su Saman era una bel paravento e dietro c’era un grande giro di soldi. Mauro negli ultimi tempi era teso e nervoso, riferisce sempre leggendo gli appunti presi dopo i colloqui con Monica Serra.  Riferisce poi di un suo colloqui con Alessandra faconti che le isse di un incontro tra Mauro e il giudice Falcone, di documenti che andò a prendere al centro Impastato. La Faconti mi disse che non sapeva del perché Rostagno voleva incontrare Falcone, ma non era per una intervista, ma perché lui voleva dire qualcosa a Falcone, la Faconti mi disse che lui uscì deluso da quell’incontro con Falcone. Aggiunge però di non ricordare se questo in effetti lo apprese dalla faconti.  La Faconti era come i gamberi diceva una cosa e poi si tirava indietro.  Carla Rostagno dice di non avere mai avuto conferma diretta dell’incontro tra Mauro e Falcone se non dagli atti del processo.  Umberto santino del centro Impastato mi disse che Mauro voleva ricostruire i delitti eccellenti in Sicilia, i traffici di droga, altre eprsone come Salvatore Cusenza mi disse che Mauro voleva ricostruire una mappa della criminalità trapanese. Si interessò ai lavori per glia eroporti di Pantelleria e Birgi, dei lavori eseguiti dalle imprese dei cavalieri catanesi, e questo lo seppi da fogli che mi diede l’avv. Nino Marino. Fa riferimento alla probabile esistenza di un aeroporto riservato dove sarebbe atterrato Licio Gelli. Racconta ancora dell’incontro con Sergio Di Cori che aveva contattato una giornalista, mi pare Valeria Gandus, questo arrivava dagli Stati Uniti per deporre sul delitto di Mauro, ed era disposto a rilasciare una esclusiva a Repubblica, al giornalista Giuseppe D’Avanzo,. Lo incontrai con Chicca Roveri in una saletta, Chicca le chiede come mai sapeva di coe che lei non sapevam le rispose dicendo che Mauro non si fidava o non la voleva mettere inm pericolo. Quando adammo a cena dopo, dopo che lui era stato sentito dai magistrati, e c’era Giuseppe D’0Avanzo, era un torrente in piena, io non avrei voluto voglia di sentirlo, poi mi disse che questa storia, quella che lui raccontò, svilupperà la vanità di magistrati e giornalisti e metterà tranquilla lei e lei, indicando me e chicca roveri. Nessuno ha mai confermato o mi ha detto della conoscenza tra NMauro e Di Cori,. Una volta mi chiamò anche per chiedermi dei soldi.  Mi disse che aveva difficoltà economiche. Il pm chiede dell’esclusiva dell’intervista a Repubblica. Carla Rostagno non sa se è mai uscita. Si tratta in effetti di una intervista non realizzata. Non ci fu alcuna pubblicazione.

 

L’interrogatori viene ripreso dal pm Del Bene. Chiede della scoperta del giro di droga tra ospiti della Saman. Di una visita di Mauro presso un luogo di Villa Rosina di proprietà dei fratelli Mione dove sarebbero avvenuti i passaggi di sostanza stupefacente.

L’interriogatorio adesso è dell’avv. Lanfranca, parte civile. Il 26 settembre del 1988 Carla Rostagno ricorda che quasi subì una sciabolata, non c’era più lui, non c’erano più radici, il fatto di dovere accettare quell’idea drammatica era un fatto pesante. Ricorda che lavorava in una azienda dell’indotto Fiat. Dopo il delitto di Mauro ho continuato a lavorare per un anno e mezzo, nel 90 mi sono licenziata perché volevo occuparmi di capiure perché mio fratello era stato ucciso, ho cercato di ricostruire quello che era successo, chi era stato che aveva deciso che lui non doveva più vivere. Ricorda di un colloquio telefonico con una certa Rita Lipari e questa mi disse che ilm suo compagno era angelo della notte a Saman, Mauro Moioli, mi disse che Mauro fece segnali con i fari dell’auto per avere alzata la sbarra d’ingresso a Saman. Lanfranca chiede nuovamente dell’incontro con il maresciallo Cannas. L’avv. Marino mi parlò che Mauro aveva anche contatti con due finanzieri, il capitano Borgia era uno di questi.

Parola alla difesa. Avv. Galluffo. Chiede se la teste sapesse chi dormiva nel Gabbiano. Cardella, Chicca e Mauro. Risponde Carla erano i fondatori della comunità. Negli altri locali c’erano i tossicodipendenti. Gallugffo chiede dell’uscita di Mauro dal Gabbiano. Prima me ne parlò Chicca, ma, precisa, non era questo a crearmi problema esistenziale. Chicca per quello che è il ricordo  mi disse semplicemente che Mauro non dormiva più lì, la cosa mi colpisce perché mi sembrò strana, ma al momento non era il fatto principe della mia vita, lei non mi disse altro, percghè io non le chiesi nulla.Galluffo contesta alla teste un verbale a sua firma dove la ricostruzione dei fatti è diversa, come se Chicca aveva avuto imbarazzo a dirle dell’uscita di Mauro dal Gabbiano. Carla Rostagno  ritiene che  il verbale cambia il senso delle cose da lei dette. In quel periodo volevo capire perché era morto mio fratello non mi interessava perché dormiva fuori dal Gabbiano. Di questa circostanza me ne occupai anni dopo dopo che mi licenziai Le domande dell’avv. Galluffo insistono su questo aspetto. Le risposte della teste sono empre le stesse. Aggiunge. “io volevo sapere come era la situazione”. Parlando venne fuori che c’era stata una litigata che aveva fatto uscire Mauro dal Gabbiano. Sui rapporti tra Cardella a Mauro, la tste ritiene che i rapporti si incrinarono dopo che era stata pubblicizzata la corrispondeza tra Mauro e Curcio e sulla intenzione di Mauro di fare venire a Saman Renato Curcio. Sempre però si tratta di vicende riferite a lei dopo il delitto. Cardella non parlò più con Maurofino alla sua miorte.

 

 La litigata con Cardella non è temporalmente collocabile secondo Carla Rostagno. Secondo Riccomini a fine luglio, qualcun altro a settembre, la famosa intervista su King uscì ad agosto.   L’avv. Galluffo difensore di Vito Mazzara continua le domande. Carla Rostagno rispondendo dice che un anno dopo il delitto trovò nascosto nell’armadio nella stanza di Mauro  il fanmoso fax inviato da Cardella, era un originale, feci una fotocopia.  L’avv. Galluffo chiede se le pagine del fax erano una o due. Lei dice che le sorprese solo che quel fax cominciava con quei 4 aggettivi. Mi pare, dice, che era scritto a mano. Non ho avuto dubbi che fosse stato scritto da Cardella anche per la qualità delle  parole usate, ma non k’ho ricondotto a Cardella per la grafia perché non conoscevo il siuo stile di scrittura. La difesa fa ancora contestazioni rispetto a verbali di interrogatrorio resi dalla teste, Carla Rostagno risponde negando il contenuto di quei verbali, di una ricostruzione di fatti non corretta. Non nega comunque che l’uscita di Mauro dal Gabbiano lei stessa l’aveva letta come una punizione, lui, Mauro, credo che non l’abbia preso bene, ma se ne è fatto una ragione. Sulla frase di Monica Serra, smetti di guardare la cornice e guarda il quadro, non capii cosa voleva dire, le chiesi di essere più chiara, ma non mi disse altro. Non legai questa frase alla dinamica del delitto. L’avv. Galluffo fa ancora contestazioni per dichiarazioni di vecchi interrogatori. Ribadiusce che era disorientata dalle parole dette dalla Serra, ad un certo punto mi disse guarda a Like (Luciano Marrocco, uomo della comunità). Rispetto ai verbali ribadisce di avere riferito quello che le aveva detto Serra. Carla Rostagno a domanda ancora dell’avv. Galluffo ricorda un incontro con Massimo Coen, ancora una contestazione. Nel verbale Carla Rostagno avrebbe detto che Coen era stato consigliato da Cardella e Roveri a non mettere in cattiva luce la Sa,man. Oggi risponde dicendo che probabilmente quell’invito era rivolto all’indagine sullo spaccio di dorga scoperto dentro la comunità. Di Luciano Marrocco  ne parlò anche Alessandra Faconti (ora deceduta)  dicendo che questi aveva avuto pagate costose cure in Brasile e che era stato ai caraibi, sempre garzie a soldi resi da Rioveri e Cardella. La risposta di Carla Rostagno sottolinea che si tratta di circostanze dette dalla Faconti. La difesa si sposta sui rapporti tra Mauro Rostagno e Chicca Roveri,. Se c’erano liti. “Mi preoccupo quando litigi non ce ne sono” risponde carla Rostagno. Carla Rostagno ammette che un ospite di saman le disse che Rioveri era schierata con cardella e per questo litigava con Mauro.

Cotninuano le domande della difesa. Adesso tocca all’avv. Salvatore Gallufgfo anche lui difensore di Mazzara. Le domande continuano a vertere sui rapporti tra Cardella e Mauro Rostagno. Sulle liti dentro la comunità.  Lei dice che gliene parlarono Monica Serra, Coen, Riccomini. Le domande della difesa sono puntata anche su eventuali forti liti tra la Roveri e Mauro Rostagno.  Ma i contenuti dei verbali contestati vengono dalla teste ancora negati per come sono stati riassunti. Carla Rostagno espone poi alcune seu convinzioni sul possesso di Mauro di cassette partiocolari contenenti immagini importanti, se uno se la portava appresso, un’altra sarebbe stata tenuta in posto segreto. So che fu trovata una chiave di una cassetta di sciurezza, continua, quando fu fatto l’accertamento erano passati tanti anni, se qualcosa doveva sparire era stata fatto sparire. La chiave era relativa ad una cassaforte dentro saman e la chiave era quindi nella disponibilità di chi si occupoava Saman, Diu Malta mi disse che nessuno aveva mai aperto quella cassaforte. Le domande dell’avv. Galluffo (Salvatore) si riferiscono anche ad una vicneda che vede protagonista il defunto Bettino Craxi che allepoca in cui era presidente del Consiglio coprì presso le autorità elvetiche avrebbe coperto un soggetto (mai condannato) per traffico di armi. La figlia di questo soggetto anni dopo fu avvocato della Saman di Milano. Domandfe che ovviamente portano sulla psita della possibile scoperta da parte di Mauro Rostagno di un traffico di armi nel trapanese, circostanza nella quale poteva essere coinvolto Cardella con aiuti eccellenti.  Altra domanda è stata fatta ancora sul famoso fax inviato da Cardella a Rostagno, la cosidetta cacciata dal Gabbiano. Se si era semrpe sentito dire che Carla Rostagno lo aveva scoperto in un sottofondo dentro un armadio nella stanza occupata da Mauro, adesso si è specificato che il foglio cadde da un cofanetto, una sorta di cofanetto dal quale si staccò il fondo. Quindi nessun sottofondo e nessun nascondiglio particolare. Adesso l’udienza è stata sospesa per una pausa.

 

Anche l’avvocato Mezzadini, difensore di Vincenzo Virga, punta con le sue domande a capire secondo le conoscenze della teste Carla Rostagno l’entità dei contrasti tra suo fratello, cardella ed altri esponenti della comunità. Mauro ha cambiato molte vite, ha risposto Carla, forse per questo n0on aveva più voglia di stare in comunità, ed aveva voglia di occuparsi a tempo pieno dell’attività giornalistica, qualcuno, dice Carla Rostagno, mi disse che Mauro aveva spostato il suo interresse alla tv, a dirmelo possono essere stati ospiti della comunità, quelli che lavoravano con lui. Massimo Coen avrebbe detto a lei che Mauro era odiato dentro la comunità Saman persone come un certo Giovan Battista Genivese lo avrebbe affrontato con minacce, perché allontanato dal suo ruolo di angelo della notte (sorveglianti della Saman) dopo la scoperta del giro di droga dentro la comunità. Probabilmente a parlare di questa circostanza sarebbero state la Serra o la Faconti. Ma di più dava fastidio la sua attività giornalistica e certamente all’etserno della comunità erano questi fastidi. Carla Rostagno viene sollecitata a ripetere il suo incontro con Monica Serra, questa le disse che l’auto dei killer arrivò poco prima, allora, dice, le chiesi come facesse a sapere che quella macchina era arrivata poco prima. Ora dice io non so – dichiara – se questo me lo dice, e siamo nel 1991, perché all’epoca si conoscevano alcune cose, io fino allo spasimo ho cercato di farmi spiegare questa cosa ma non mi disse nulla. La Serra le avrebbe detto che qualcuno da Rtc avrebbe avvertito i killer della partenza dell’auto con lei e Rostagno. Interviene l’avv. Ingrassia, anche lui difensore di Vincenzo Virga. Anche lui pone domande sul colloquio nel 1991 tra lei e Monica Serra, e ancora sulla circostanza che la Serra parlò dell’auto dei killer. L’avvocato chiede se ci sono stati altri incontri, si, risponde Carla Rpostagno, lei ha ripetuto sempre le stesse cose, che non c’era nessuna macchina che la seguiva, non so come faccia a dire che da Rtc partì una telefonata. E’ rimasta irrisolta la mia domanda come lei faceva a sapere che i killer erano arrivati poco prima al bivio di Lenzi dove fu commesso il delitto. Non escludo che lei potesse dire queste cose per conoscenza che aveva degli atti. Le domande tornano ad essere fatte sui rapporti tra Mauro Rostagno e Cardella. Buoni dapprima, cattivi dopo. L’avv. Ingrassia sollecita la teste a ricordare il contrasto tra lui e Cardella sulla liberalizzazione della droga. Poi ripete e ripercorre il suo impegno a capire quello che era successo, in questo contesto ha appreso anche di questi contrasti, come dire nella vita di Mauro non c’era, di brutto, accaduto solo questo, ma sulle altre denunce, quelle contro la mafia, la difesa non ha fatto donmade, che continuano ad essere fatte sui rapporti e i contrasti dentro Saman poco prima del delitto Rostagno. L'avv. Ingrassia riferisce di una dichiarazione di Massimo Coen, circa una colpa di Mauro che era quella di rovinare i rapporti tra Cardella e il partito socialista. La Rostagno conferma che questi rapporti col Psi c'erano, con Craxi in particolare, probabilmente i contrasti cui fa riferimento Coen si riferiscono a problematiche del Psi trapanese.

Il presidente Pellino chiede notizie sul rinvenimento del famoso fax inviato da Cardella contro Rostagno. Lei spiega che si trattava di un mobile appartenuto alla sua famiglia, l’anno preciso di rinveinimento non lo ricorda o nel 91 o nel 92, dentro una specie di piccolo forziera. Il presidente mostra la fotocopia del fax, lei conferma che è questo, i segni, le sotto,lineature non esclude che può averli messi lei dopo, il foglio non fu trovato in un sottofondo ma in fondo a quel forziere, l’originale fu rimesso al suo posto, lei, dice,. Ho fatto solo una fotocopia. Il presidente chiede se suo fratello condivideva le frequentazioni politiche di Cardella. Lei esclude che Mauro avesse le frequentazioni politiche come quelle di Cardella. A livello locale la sorella ricorda un rapporto intimo con l’allora consigliere provinciale enzo mauro che qualche giorno prima della uccisione di Mauro lo andò a trovare in comunità e gli disse abbracciamoci fin che siamo in tempo. Ricorda poi un brigadiere dei carabinieri che chiese a Mauro come va, e lui gli rispose fin che ci fanno vivere va bene. Carla Rostagno dice che ci sono alcuni segnali che si muovono attorno a Mauro e quello di pericoloso che è acacduto è certamente successo negli ultimi tempi ed è lì che io, dice, ho cercato dfi guardare. Il presiudente Pellino ricorda che in possesso di Mauro al momento del suo delitto c’era un libro, il principe di Macchiavelli con la dedica di Bettino Craxi, ma escludo afferma Carla Rostagno che tra i due potevano esserci rapporti.. Sull’uso di telecamere, Mauro secondo Carla Rostagno dice che una vicdeo caamera amatoriale certamente sapeva usarla. Il presidente chiede ancora del suo incontro con Cannas, da quello che abbiamo appreso, ironizza il giudice, fu lei a interrogare il brigadiere. Pellino chiede sui temi affrontati, l’incontro di Mauro con il boss Natale L’Ala, me lo disse incidentalmente, dice Carla Rostagno, quando andai a parlare con Paolo Borsellino, sapevo che la moglie di questi, nel frattempo ucciso, collaborava e chiesi a Borsellino di chiedere a questa Giacoma Filippello se sapeva qualcosa dell’incontro di mio fratello con suo marito. Conferma che Cannas le collegò l’incontro tra Mauro Rostagno e il boss mafioso alla vicenda della loggia segerta della massoneria Iside 2. E riparlando del lavoro giornalistico del fratello, non era retorico, non aveva riguardi, scuoteva le coscienze, mi colpiva il modo con il quale li raccontava, lo ascoltai quando acquisii copie delle registrazioni dei suoi interventi televisivi. Sul possesso di una tessera da parte di Cardella per salire in aereo senza prenotazione e pagare biglietto, Cannas mi disse che Cardella era in possesso di una carta speciale per imbarcarsi senza prenotazioni.

 

L’avv. Greco (associazione della stampa), pone domanda sul colloquio con Cannas, congferma che il brigadiere le disse dell’incontro tra suo fratello e il boss mafioso e glielo disse in fondo al colloquio, come se non fosse importante, non so dire come arrivammo a quel punto, ma ci arrivammo alla fine. Avv. Lanfranca (parte civile familiari Rostagno), sull’incontro con Mauro precisa che probabilmente poteva riferirsi al fatto che Mauro voleva disegnare la mappa della mafia trapanese.

Controesame della difesa, avvocato Galluffo. Chiede notizie su questo Mauro. Soggetto trapanese, era Mauro, Enzo, esponente del Psi, consigliere provinciale, genero del senaotre del Psi, Francesco De Nicola.

 

La testimonianza termina.

I pm producono alcuni documenti come i verbali di sommarie informazioni rese da Carla Rostagno, c’è opposizione sulla produzione delle difese perché sono documenti non rappresentano fatti. La difesa insiste nella produzione, vviace scontro dialettico tra pm e difesa. Se i documenti non vengono ammessi, sono memorie sottoscritte dalla signora Carla Rostagno, la difesa anticipa che chiederà nuovamente di sentire la signora Rostagno. L’avv. Lanfranca deposita 17 dvd che contengono gli interventi giornalistici di Mauro Rostagno, si tratta della ricerca fatta da Carla Rostagno presso l’archivio di Rtc.

 

Riprende il processo. La difesa, avv. Galluffo, insiste per sentire nuovamente la signora Carla Rostagno, considerato che i documenti riguardano una attività investigativa condotta dalla signora a proposito del delitto del fratello. Chiede di volerla risentire perché ha ritenuto non sufficienti le indagini portate avanti in ordine alla cosidetta pista interna (oggetto del memoriale) per il delitto,. Il pm Del Bene osserva che si tratta di una opposizione alla concomitante richiesta di archiviazione. La signora Cardella, riprende la difesa, ha posto quesiti sulla mancata esecuzione di rogatorie internazionali, nel memoriale sono indicati, continua la difesa, i nomi di tre soggetti minacciati per non dire alcune cose sulla saman. Nel memoriale Carla Rostagno fa riferimento a soggetti dei servizi, Elmo, Narracci e Di Maggio, indica il maresciallo Ciuro, e alcune circostanze registrare la sera del delitto. La difesa vuole sapere le fonti dalle quali ha appreso queste cose, e da chi ha appreso l’esistenza di una cassetta intestata a Mauro Rostagno presso un ufficio postale, da chi ha appreso  che mauro Rostagno sapeva di essere seguito.  Il pm ribadisce l’opposizione osservando che basterebbbere leggere attentamente gli atti, non sono memorie ma sono atti di opposizione sulle domande avanzate dalla difesa, il pm osserva che la teste ha risposto e su quegli atti non si tratta di certezze ma formula dubbi, ipotesi, sono suoi accertamenti personali, supposizioni, non sono atti di pg.

La corte torna a ritirarsi per decidere.

 

La Corte respinge la richiesta della difesa sia in ordine all’ammissione dei cosidetti memoriali della signora Carla Rostagno sia per un suo eventuale nuovo interrogatorio. Il pm Del Bene chiede di sentire nuovamente il maresciallo Cannas che per ben tre volte escusso dalla Corte non ha mai fatto riferimento alla confidenza rivelata oggi dalla signora Rostagno. Non esclude il pm la necessità di un confronto. L’avv. Lanfranca illustra il contenuto dei 17 dvd che intende produrre alla Corte. Tre le immagini contenute anche quelle relative all’auto usata dai killer di Rostagno trovata bruciata in una cava poco distante dal luogo del delitto. La corte si riserva su queste ulteriori produzioni, la prossima udienza sarà il 12 ottobre (successive 19 e 26) prossimi testi Linares, e gli ispettori Palumbo e Pettorini

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