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Starge di Piazza della Loggia: TUTTI ASSOLTI... VERGOGNA DI STATO E' COMPIUTA!

apr 14

Scritto da:
14/04/2012 13:45  RSS

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci 

STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA... TUTTO COME PREVISTO ... NEL PIENO RISPETTO DELLA VERGOGNA DI STATO

 

Era evidente che sarebbero stati tutti assolti. La Piazza fu subito lavata e ripulita dai reperti dopo la strage di Piazza della Loggia, il perito racconta che andò in questura per due ore per un allarme bomba e poi si scoprì che nel pacco c'erano un paio di ciabatte al posto della bomba. Nessuno ha mai più potuto analizzare i reperti buttati in sacchi della spazzatura e portati chissà dove, nessuno ha mai pagato per aver fatto ripulire accuratamente la scena del crimine.

La domanda è chi aveva il compito di non far alterare la scena del crimine? Chi aveva interesse a che fosse ripulita la scena del crimine?

Se non si comincia a porsi tali domande almeno nel 2012 difficilmente si arriverà mai alla verità. Una risposta ce l'abbiamo già: chi permise che fosse ripulita la piazza prima di ogni indagine dei periti e della magistratura sulla scena del crimine è responsbile dell'impunità degli assassini e dei mandanti chiunque essi siano della Strage di Piazza della Loggia.

Il report delle udienze del processo d'appello x la strage di Piazza della Loggia di Febbraio e Marzo 2012 lo trovate già qui:
http://www.ritaatria.it/ArchivioNews/tabid/159/EntryId/155/Processo-dAppello-per-la-Strage-di-Piazza-della-Loggia.aspx

Laura Picchi associazione antimafie Rita Atria
 

La nostra Laura ci comunica così l'assoluzione per gli imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia. L'Associazione Antimafie "Rita Atria" è sempre stata attenta non solo al dolore dei famigliari delle Vittime di mafia (non solo a quelle definite tali dalle sentenze di tribunale) ma a tutti i dolori delle ingiustizie. Conosciamo i volti dei famigliari della strage di Piazza della Loggia... conosciamo la loro resistenza ma non immaginiamo, se non lontanamente, il loro dolore, la loro delusione, l'amarezza per una verità che si vuole accertare a distanza di troppi anni. Ma non ci stupisce tutto questo in un paese che ha ancora il segreto di stato sulla strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947). Sulla coscienza della politica e di una giustizia non giusta peserà storicamente la responsabilità di aver causato dolore per ragion di stato che non trovano giustificazione in nessun occultamento della verità e della memoria.

L'Associazione Antimafie "Rita Atria" si affida a Pasolini per esprimere il proprio pensiero in maniera compiuta... in un Paese dove la verità è solo quella accertata dalla magistratura e le vittime solo quelle definite da una commissione ministeriale.

 

IO SO

Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè
non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.

 Pier Paolo Pasolini

 ... e adesso la sentenza della "giustizia"

 

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