Mafia: Sos Impresa, in Sicilia 50 mila imprenditori pagano il pizzo
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05/04/2012 19:56
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Mafia: Sos Impresa, in Sicilia 50 mila imprenditori pagano il pizzo
03 Aprile 2012 - 16:14
(ASCA) - Palermo, 3 apr - La criminalita' organizzata continua a condizionare fortemente il tessuto economico della Sicilia.
Accanto ai reati tipici dell'estorsione e dell'usura, emerge un crescente protagonismo della cosiddetta mafia imprenditrice. E' quanto emerge dal Focus Sicilia di Sos Impresa, presentato oggi a Palermo, nel corso di un convegno organizzato da Confesercenti Sicilia. I numeri sono sconfortanti. In Sicilia sono circa 50 mila gli imprenditori costretti a pagare il pizzo. Quasi un un terzo dei 160 mila taglieggiati dell'intero Paese. Le statistiche dicono che i costi per la protezione dei boss variano da un minimo di 250 euro al mese per i negozi della periferia ai mille per le attivita' commerciali che hanno sede nelle vie del centro citta'. La cifra sale a tremila euro per un supermercato. Il 70 per cento circa dei commercianti e' vittima del racket.
Nei centri piu' grossi dell'Isola si sfiora il 90 per cento.
L'andamento delle denunce nel primo semestre del 2011 segna un leggero incremento rispetto all'anno precedente nelle province di Palermo e Agrigento. Una proiezione sui dati disponibili ci induce a ritenere che si ritorni al numero delle denunce del 2009. Numeri che comunque restano bassi.
Altra piaga e' quella dell'usura. Quasi trentamila persone in Sicilia si sono rivolte agli usurai. Un dato che dimostra la grave crisi economica che ha colpito la piccola e media impresa siciliana.
Nel triennio 2009-2011 hanno chiuso i battenti 100 mila attivita'. A conti fatti il costo complessivo delle attivita' illecite pesa sul sistema imprenditoriale regionale per cinque miliardi di euro, circa il 6% del Pil della Sicilia.
'' C'e' stato un aumento del fenomeno usura - ha spiegato Marco Venturi, presidente nazionale di Confesercenti - legato alla crisi che piu' si prolunga e piu' induce alcune imprese a mettersi nelle mani degli usurai con il risultato che l'impresa viene chiusa ugualmente. E' difficile salvarsi, per questo diciamo che occorre evitarlo''.
''Cio' che colpisce e' che questi dati - ha affermato Lino Busa', presidente nazionale di Sos Impresa - avvalorati da altre ricerche e da Centri Studi, attraversano il dibattito dei decisori politici, a Roma come a Palermo, come fossero acqua fresca''