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Casablanca n. 23: Donne

mar 27

Scritto da:
27/03/2012 21:19  RSS

Editoriale:

Giustizia, abusi, politica e diritti umani

 “A chi lo ha ucciso  spaccherò il petto con le mie mani e mangerò il cuore …” urlò disperata Leoluchina Sorisi,  fidanzata di Placido Rizzotto, sindacalista socialista rapito ed ucciso dalla mafia corleonese. Era 1948 il giovane combatteva a fianco dei contadini e li incitava a ribellarsi al grande latifondo in mano ai mafiosi capeggiati dal giovane Luciano Liggio.

Tuttavia, il giorno che arrestarono don Lucianuzzo, indicato quale assassino di Placido Rizzotto , lo trovarono nella casa di Leoluchina, nel suo letto, accudito e curato proprio da lei. Leoluchina non era solo la fidanzata di Placido, ne condivideva la passione, credeva nelle stesse cose, combatteva la stesa battaglia. Mentre Placido faceva i comizi e denunciava le malefatte e gli scippi di Luciano Liggio ai contadini, lei teneva in alto la bandiera rossa e la faceva sventolare. Che cosa fa cambiare idea a una donna innamorata e combattiva?  Cos’è che la fece passare dall’altra parte della barricata? 

***

Quando il branco la violentò Anna Maria aveva appena tredici anni, sognava l’amore, sperava nel futuro. Loro erano famelici e violenti. Lei piccola e sola. Impaurita. Per tre lunghissimi anni. “Domani porta pure tua sorella” le dissero una sera. Questo no pensò la piccola. Non l’avrebbe permesso. Arrivò il coraggio. La denuncia. Una splendida avvocata. Giorni durissimi. Le donne dei suoi carnefici giovanissime e meno, la guardano con spregio. Nell’aula del tribunale di Cinquefondi, la piccola famiglia è scrutata minacciosamente dall’esercito di parenti che sostiene gli stupratori. Come fosse lei la colpevole. Assieme alla sua avvocata, il suo angelo custode Anna Maria, a questo punto non si ferma più. Non si arrende. Sei dei suoi stupratori, sono stati condannati, ma il paese intero le è contro.

Quelle persone di genere femminile, mogli, figlie, madri, delle belve che hanno fatto violenza ad Anna Maria, che guardano i loro uomini come se avessero fatto chissà quale impresa meravigliosa, grandiosa, splendida; che ai loro compagni in catene mandano baci e mostrano i piccolissimi figli, una di appena tre mesi, come fossero trofei; incipriate e agghindate come stessero andando in discoteca e non in aula di tribunale, ecco quelle lì, cosa hanno in comune con la giovane Anna Maria? Il magistrato nei confronti di due imputati con le catene e relative compagne si ammanta di un’umanità che stona all’interno di quell’aula.

Nel frattempo, in un’altra città, in altro tribunale, una sentenza ci fa sapere che se lo stupro è collettivo, ai componenti del branco si applica una riduzione. Come si suole dire sconto comitiva.

***

Alcune donne in questo periodo occupano e svolgono un ruolo di rilevante importanza politica e sociale. Una consuetudine poco praticata qui in Italia. Personalmente non mi sento particolarmente vicina a nessuna di loro, ma, mi rendo conto della circostanza straordinaria. Tre donne in tre ministeri strategici. Elsa Fornero al ministero del lavoro, Paola Severino al ministero della giustizia e Anna Maria Cancellieri al ministero degli interni. Inoltre, da posizioni contrapposte, altre due donne, guidano due eserciti avversi: Emma Marcegaglia presiede l’Associazione Nazionale degli industriali, Susanna Camusso è a capo della CGIL. Orgoglio di genere ? orgogliose lo vorremmo essere. Invece, l’amarezza e la delusione serpeggia ovunque. Il clima è terribilmente teso, avanza la normalizzazione soprattutto nella recrudescenza delle violenze alle donne. L'offensiva conservatrice contro i diritti di tutti, ma, delle donne in particolare, è trasversale a tutti i poteri. Tutti i presupposti. Tutte le filosofie e le non ideologie. Le donne sono diventate più ricattabili. Le retribuzioni degli italiani medi sono molto sotto della media europea, ci dicono, le italiane, guadagnano ancora meno. Troppo poco. In tempi di depressione poi le donne, è risaputo, pagano un prezzo più alto. Siano crisi economiche e lavorative. Di meriti e talenti. O di valori come oggi.

Alle nostre donne autorevoli, ministre, segretarie o presidenti, diciamo, non guardate solo gli obiettivi a lunga scadenza. Non siate solo tecniche. Asservite alle “logiche”, alle questioni di principio, alle false esigenze europee. Al credo del mercato. Alla legge della precarizzazione. Al divieto sacrale.

Siate donne, cioè libere, competenti,sensibili, coraggiose.

Vorremo essere orgogliose di voi.

 

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