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Processo omicidio Mauro Rostagno, udienza del 29 febbraio 2012

mar 1

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01/03/2012 16:17  RSS

OMICIDIO ROSTAGNO: CRONACA DELL'UDIENZA DEL 29 FEBBRAIO

 

di Rino Giacalone

Il presidente della Corte di Assise comincia l'udienza invitando il tecnico a presentare una relazione circa l'ennesimo incidente che ha provocato ritardi alla fissata udienza, perchè così - dice - non si abbiano più a ripetersi. Il presidente Pellino inoltre informa le parti della nomina del nuovo giudice a latere, dott. Samuele Corso, che sostituisce il giudice Genna trasferito ad altra sede. Come da procedura le parti procedono alla riassunzione del dibattimento fin qui svolto in tutti i suoi atti. Il pm Gaetano Paci annunzia alla Corte di Assise che le parti , accusa, difesa, parti civili, hanno concordato l'acquisizione dei verbali di interrogatorio resi dalla signora Caterina Ingrasciotta Bulgarella, persona informata dei fatti, del 30 settembre 1988, processo verbale di acquisizione materiale, 14 ottobre 1988, processo verbale del 6 luglio 1989, verbale di dichiarazioni del 21 ottobre 2009. Le parti ascolteranno la vedova dell'editore di Rtc, Puccio Bulgarella, solo per alcune domande aggiuntive. Alla fine l'accordo che sembrava raggiunto tra le parti rischia di saltare. I pm non appena annunciano l'intenzione di non fare domande alla teste Ingrasciotta, le difese degli imputati dichiarano di volere fare altrettanto e così le parti civili si trovano impedite a potere intervenire. L'avv. Elio Esposito (Saman) chiosa: "Prendiamo atto che le difese hanno paura delle domande delle parti civili". I pm a questo punto fanno marcia indietro, e dichiarano la volontà a porre domande. In aula arriva il teste Ingrasciotta. La prima domanda riguarda la conoscenza con Angelo Siino, oggi pentito, cosidetto ministro dei lavori pubbolici di Cosa Nostra. "L'ho visto insieme a mio marito (Puccio Bulgarella editore Rtc ndr) alcune volte, forse 30 anni fa". Il pm Del Bene chiede rispetto al delitto Rostagno a quando risalivano gli incontri, "prima e dopo" dice la teste. "I rapporti erano originati dal lavoro di imprenditore edile svolto da mio marito, non so cosa facesse Siino. La mia presenza in alcuni incontri è stata sempre occasionale, qualche volta a Palermo, una volta a Roma....Mai si è parlato del delitto di Mauro Rostagno...Non so se mio marito ha mai parlato con Siino del delitto Rostagno...Una volta a Roma con Siino c'era un'altra persona, molto tempo dopo ho saputo che era Giovanni Brusca...l'ho appreso dai giornali...Mi risulta che a mio marito fu notitifcato disagio per gli interventi tv di Rostagno. Mauro non denunciava fatti nuovi ma un costume, di queste lamentele informammo Mauro. Siino parlò di lamentele con mio marito per gli interventi tv di Rostagno...Io questo solo ho sentito...Mauro Rostagno commentava quello che già era cronaca incideva molto sul costume non denunciava afatti nuovi era una scelta sua quella di fare cambiare costume..Conferma che Rostagno seguiva in particolare il processo per l'omkcidio del sindaco di Castelvetrano Lipari,m dove imputato era il boss di Mazara Agate....Mauro sapeva comunicare e quindi la forza della comunicazione era grande e costituiva novità, era un tratto nuovo di fare giornalismo, difficile da rintracciare in altri...Era nelle intenzioni della tv di estendere il bacino di utenza, oltre la provincia di Trapani, ma mancavano le forze economiche....Con mio marito di questa vicenda ne abbiamo parlato anche in presenza di tanti, la spiegazione era sempre quella che era stata la mafia a volere morto Rostagno...eravamo convinti di una matrice mafiosa del delitto...l'origine di questa convinzione scaturiva dall'analisi della faccenda, anche una sorta din intuizione per l'esperienza di vita quotidiana". La parola alle parti civili. Esposito per Saman. L'Ingrasciotta ricorda di essere stata docente di storia e filosofia, e che si ocupava della gtestione della tv ma non dal punto di vista amministrativo, una sorta di supervisione la sua a Rtc. Esposito chiede se Cicci Cardella ha mai chiesto al marito di fare abbassare i toni degli interventi di Rostagno? No la risposta della teste che ribadisce invece che ci sono state altre sollecitazioni per moderare gli interventi di Mauro in tv ripetendo che Rostagno ne fu messo a conoscenza. Avv. Miceli. "Il messaggio di Mauro era quello di invitare chi ascoltava ad avere consapevolezza del fenomeno mafioso, con la forza di Mauro c'era solo lui a fare il giornalista in quel modo.....Lui prima di essere ucciso doveva preparare un nuovo programma Avana, aveva fatto la sigla, non avevo però mai parlato con lui dei contenuti, sapeva che ci stava lavorando, mi fece vedere la sigla....con me non parlò mai di gerarchie mafiose....non so se ne parlò con altri dentro Rtc...parlava con gli altri giornalisti ma non so di cosa....Ho conosciuto Falcone - continua la teste - so che Rostagno doveva incontrarlo e credo che lo abbia incontrato". La difesa si oppone alla domanda. "Nei verbali non c'è traccia di conoscenza tra la teste e il giudice Falcone". Il pm Paci evidenzia:


"Vincenzo Sinacori fece riferimento proprio ai rapporti tra la signora Ingrasciotta e il giudice Falcone, ricorda ancora che il sig. Bulgarella non era ben visto dentro Cosa nostra per i suoi rapporti di conoscenza con Falcone. E quindi la parte civile non aveva fatto domande che si basavano su possibili segrete conoscenze. Domanda ammessa. So che Rostagno - dice la teste - mi disse di avere incontrato Falcone ma non so i contenuti, io non chiedevo se non mi si diceva spontaneamente....Non ricordo quanto tempo prima rispetto alla morte, forze alcuni mesi prima, i periodi mi sfuggono...So di interviste di Mauro a Paolo Boprsellino non ricordo i contenuti i temi non li ricordo erano servizi giornalistici......Sulle auto che si davano cambio davanti sede Rtc, la teste dice di ricordare qualcosa del genere, esattamente i dati furono comunicati al momento, oggi non ho chiaro il ricordo...." Avv. Lanfranca. Con l'arrivo di Rostagno a Rtc ascolti aumentati? "Gli ascolti aumentarono moltissimo ....letrasmissioni erano molto seguiti....gli editoriali...lo so perchè si percepiva questo parlando con la gente in giro". Sull'incontro con Brusca: "A Roma era con una signora e con Siino...". Avv. Crescimanno: "Attività di Rostagno era retribuita non ricordo esattamente quanto, mensilmente, dopo il delitto tante discussioni con mio marito, con altri,....dopo il delitto ci preoccupammo....non so se mio marito temeva per la sua incolunmità non ne abbiamo parlato siamo rimasti sconvolti dal dleitto come una carroarmato che ci fosse passato sopra.....non ricorda la teste chi fisicamente li invitò a fare allentare il alvoro in tv di Rostagno...."NOn ho nomi da potere fare - risponde la teste - me li faccia lei i nomi.....". Nel verbale c'è scirtto: "Questa richiesta c'è stata fatta da molti a Trapani...tante voci....se avessimo dato ascolto Rostagno non sarebbe stato ucciso"......L'avvocato Crescimanno chiede i nomi e i cognomi: "E' un discorso di opinione pubblica" risponde la teste "c'era clima pesante ma non le posso dire questo o quest'altro...una persona specifica non mi viene....è un'atmosfera....ambienti della normale borghesia trapanese...ambienti normali.....non ricordo dei nomi particolari". Il presidente interviene ricordando gli obblighi di testimone. Nel verbale vengono citati pressioni particolari con richiesta sdi interrompere rapporto con Rostagno, ma non sembra che siano questi sussurri e voci...."La mia dichiarazione è stata trascritta in un modo che non volevo dire io....Non c'è stata mai minaccia...forse mi sono espressa male...è stato sentire comune....Non voglio nascondere nulla era allora una intenzione.....non è possibile fare nomi.... mi dispiace che a suo tempo non ho percepito la gravità dlele cose...Avv. Greco. Scambio di opinioni sui servizi tv? "Qualche volta ci sentivamo niente di particolare l'ultima volta che ci siamo visti mi disse che aveva qualcosa di particolare che non poteva essere detto televisivamente e questo qualche ora prima del delitto...Credo che riguardasse una inchiesta che stava facendo su Marsala....Gli chiesi io notizie su Marsala....era qualcosa che non poteva essere detta televisivamente....l'ultima cosa che stava facendo...Ricordo che dopo il delitto consegnai molto materiale ad una ispettrice di Polizia giunta da Roma...consegnai anche cassette e lettere anonime, trovato in emittente nella stanza di Rostagno....Mauro aveva una borsa che portava sempre dietro. Avv. Rando. La reazione della società civile a favore di Rostagnbo era fatta da opinoini personali....risponde così la teste a specifica domanda...molta partecipazione ci fu ai funerali...una perdita così grande si sente.... Le domande della difesa. Avv. Vito Galluffo. "Gli interventi di Rostagno - dice la teste - erano contro la coruzione, la massoneria, i servizi deviati, i traffici di droga, sulla criminalità comune". La domanda dell'avv. Galluffo è stata quella se gli interventi di Rostagno erano solo contro la mafia. "Mai Rostagno mi disse di sue preopccupazioni". L'avv. Galluffo torna a parlare delle indagini giornalistiche su Marsala. "Un primo servizio in tv lo fece, parlò di corruzione, tangenti, di politica però non ne abbiamo parlato". Vito Galluffo chiede sulla comunicazione giudiziaria delitto Calabresi. La teste dice che ne era a conoscenza, Mauro doveva andare a Milano, aveva preparato un memoriale che portava sempre con se in borsa...". Ma nella borsa al momento del delitto non fu trovato...."Io il memoriale non l'ho mai visto". Che fine ha fatto il memoriale? "Non lo so". Avv. Salvatore Galluffo. Cosa voleva dimostrare con quel memoriale? "Aveva preparato articolata memoria scritta per estranietà di sofri...questo mi disse.....Quell'estate erano venuti fuori degli articolòi su questo caso....Parlando di questi articoli mi disse di questo memoriale....Non ho mai cercato copia di memoriale...non ho avuto mai sentore che vi fosse qualcosa di simile nell'ufficio.....Il memoriale credo lo preparò nello stesso mese di settembre 1988....i primi di

settembre......A questo memoriale ci pensai molto molto tempo dopo era una conoscenza che avevo rimosso....Aldo Ricci lo conosce? "Lo incontrai dopo delitto Rostagno...del delitto se ne parlava sempre....non ricordo se di fatti balistici del dleitto ne parlai io con Ricci e mio marito....con amici di Mauro ne parlammo ma non ricordo in che termini.,...niente di specifico mi ricordo..... La teste Ingrasciotta Bulgarella adesso sta rispondendo alle domande del presidente della Corte di Assise Angelo Pellino su alcune circostanze emerse nel corso del processo, il contrasto con Gianni Di Malta dopo che questi scoprì epidosi di spaccio di droga tra chi a Rtc seguiva Rostagno dalla comunità, per il lavoro in tv, Di Malta e Mauro ebbero un duro scontro....Tra le cose ricordarte dalla signora Ingrasciotta c'è il fatto che Rostagno in tv fu portato dal giornalista Enzo Tartamella. Dalle domande della difesa era emersa la circostanza di un memoriale sul delitto Calabresi che Rostagno formulò dopo avere ricevuto una comunicazione giudiziaria, sparito dalla sua borsa. In effetti come ha fatto rilevare alla corte l'avv. Carmelo Miceli non c'è nessun giallo, il famoso memoriale fa parte già degli atti processuali. Di seguito riportiamo il relativo passaggio comparso su un resoconto pubblicato da Libera Informazione: La fine dell’udienza ha visto il pm Gaetano Paci produrre documenti trovati nell'appartamento di Rostagno: è saltato fuori una sorta di «memoriale» sul delitto Calabresi, indagine che vide Rostagno indagato, ma i magistrati di Milano non fecero a tempo a sentirlo perchè fu ucciso. Lui voleva parlare e quello che voleva dire lo aveva scritto: escludeva che Lotta Continua, il movimento di cui aveva fatto parte, mai avrebbe potuto compiere delitti. Le difese vorrebbero portare il delitto forse verso questo versante, ma il pm li ha anticipati, «pista sondata, niente riscontri». In quel memoriale Rostagno un cosa l'ha scritta a chiare lettere: "il delitto non fa parte della mia concezione di vita". regola che purtroppo non vale per tutti Tocca al pm Gaetano Paci interrogare il pentito Angelo Siino. La storia di Siino. "I rapporti con Cosa nostra si sono sviluppati nella seconda metà anni '80 su richiesta di Totò Riina mi occupavo di appalti in provincia di Palermo e poi in sede regionale, mi occupavo degli appalti indetti in Sicilia...Appalti anche di interesse nazionale. Io non appartenovo alla mafia ma ero vicino mi avevano cooptato giocavo con l'equivoco con alcuni che pensavano fossi un mafioso....Conobbi gli odierni imputati a loro non sono stato presentato ritualmente....Virga l'ho conosciuto in occasione di un preciso invito da parte sua quando chiese alla famiglia di San Giuseppe Jato di essere a lui presentato...A Vito Mazzara fui presentato al campo di tiro a volo di Palermo....C'erano sguardi di intesa con Mazzara niente di formale o di preciso battutine per intendersi....Io non ero inserito formalmente in Cosa nostra ma posso dire che ne facevo parte per dimistichezza con l'ambiente, per famiglia, accompagnavo un mio zio a degli incontri, accompagnavo persone cui andavo solitamente in giro come Giovanni Brusca, mio zio era il capo della famiglia mafiosa di San Cipiriello, lui si chiamava Salvatore Celeste....Riina nmon voleva che facessi parte di Cosa nostra per non compromettermi, sennò diceva Riina non possiamo più utilizzarlo, anche mio zio non voleva perchè non voleva che le mie buoni condizioni finanziarie potessero suscitare attenzioni...io volevo entrare in famiglia....mio zio mi sconsigliava....mio zio mi diceva che mi sarei creato obblighi morali che mi avrebbero rovinato...La difesa interviene...chiede la sospesa dell'interrogatorio e il rinvio perchè, osserva l'avv. Vito Galluffo, le domande poste non trovano rispondenza negli atti depositati.....Galluffo chiede acquisizione di tutti i verbali che riguardano Siino anche relativamente all'esame della rilevanza delle dichiarazioni di Siino...La Corte sospende l'udienza per decidere sull'opposizione......Ritorna in aula Opposizione respinta....il processo prosegue con la testimonianza di Angelo Siino il cosidetto ministro dei lavori pubblici di Totò Riina...La Corte però invita i pm a condurre l'esame su temi che non siano strettamente attinenti all'unico verbale depositato nei limiti indispensabili a una verifica generale della attendibilità o credibilità soggettiva del dichiarante Siino riprende a rispondere alle domande ricordando di essere stato condannato a 8 anni per avere pilotato appalti nell'interesse di Cosa nostra. Il pm Paci chiede i suoi referenti per gli appalti dentro Cosa nostra. "Persinaggi di vertice come i capi mandamento i capi delle provincie siciliane anche le persone che erano più operative sul territorio". "Io ero geometra e imprenditore - dice Siino -avevo una impresa che concorreva all'acquisizione dei lavori pubblici.....contattavo imprenditrori e li mettevo in condotta con Cosa nostra, gli imprenditori avevano comunque comportamenti criminali

e Cosa nostra si interrogava perchè la mafia era criminale e gli imprenditori da soli no...gli imprendiotri prima subivano ma la mafia cominciò a diventare più pregnante e le cosa non andava bene ad imprenditori e politici.... A Trapani conoscevo Virga e imprenditori dell'ambito Confindustriale come Sciacca e Bulgarella...Virga mi chiese se io ero amico del barone Giuseppe Maurici con il quale avevo in comune l'hobb delle corse...Virga mi disse che doveva ammazzare Maurici perchè aveva acquisito una impresa senza permesso mafioso...Io avvisai il Maurici per dirgli il pericolo che stava correndo e Maurici non si occupò più di questa impresa... "Non c'erano riunioni della provincia di Trapani in cui non venivo invitato". "Virga mi disse che voleva uccidere Maurici alla prima occasione in cui ci incontravamo, nonostante noi due non ci conoscevamo lui subito mi disse di questa intenzione poteva farlo solo se lui sapeva chi ero io in realtà...l'episodio risale alla seconda metà degli anni '80, tra il 19877 e il 1988, l'incontro avvenne in un locale di Partinico che aveva un nome arabo.....Io parlo di Vincenzo Virga.....Siino ricorda i rapporti con il boss mafioso di Mazara Francesco Messina detto Ciccio Messina u muraturi....lui aveva grandi agganci al ministero di Grazia e Giustizia....Ho conosciuto Giovan Battista Agate fratello di Mariano Agate..... "Ho conosciuto un certo Saverio che era vicino a Ciccio Messina Denaro...Ciccio Messina Denaro l'ho conosciuto prima di Virga...Riina mi mise a disposizione della famiglia mafiosa di Trapani per interessarmi di appalti e far fare alla cosca guadagni illeciti....Siino spiega inoltre cosa era la "messa a posto", la chiedevamo agli imprenditori e anche ai politici e lì si è fregato Riina, quando ha chiesto soldi ai politici era come se andava a chiedere il "pane ai bambini"....Chiedemmo soldi ad un onorevole di Castelvetrano, onorevole socialista Leone, Enzo Leone La messa a posto era di solito il 3 per cento del valore dell'appalto controllato....i politici gestivano e dovevano anche loro pagare alla mafia.....i politici non erano sempre gloi stessi....Siino ricorda come trattava con gli imprenditori....erano contenti con me perchè io garantivo loro sotto tanti profili, la messa a posto, pagando non c'erano obblighi di forniture, in un primo tempo mi occupavo di chi doveva prendersi l'appalto, le cose cominciarono a complicarsi quando personaggi di Cosa nostra che faceavno vaccari, agricoltori, si intromettevano su chi doveva prendersi i lavori anche lavori di grande imp'ortanza come il depuratore di Trapani...c'erano determinate cose che venivano stabilite in maniera vessatoria anche nei confronti dei politici certi mafiosi si sentivano i padroni....io cercavo di miitgare queste pretese...Bulgarella chi è chiede il pm. E' Bulgarella Giuseppe, Bulgarella era una persona molto estrosa a dire poco, personaggio allegrone e conduceva la sua impresa e la televisione che aveva Rtc, non aveva timori di sorta nè problemi, accomodante, facciamo tutto, l'ho conosciuto nell'ambito della buona società trapanese, lui aveva una barca, anche io, ci incontravamo a mare, e aveva un bel seguito di personaggi interessanti, ho avuto modo di conoscerlo bene, figlio di un vecchio imprenditore amico di mio padre, avevo avuto modo di vedere che era un imprenditore inserito, conoscenza specifiche tra i politici locali nella zona del Belice in particolare....Bulgarella mi disse che aveva avuto problemi con un soggetto di Gibellina un certo Fuinaro che gli aveva distrutto impianto di calcestruzzi….Messina Denaro Francesco mi disse che Bulgarella non era affidabile…nell’88 prendemmo un lavoro insieme forse nel 1989…. Con Bulgarella prendemmo appalto per l'area artigianale di Castelvetrano....Siino continua: "Francesco Messina Denaro mi diede il permesso di prendere quei lavori, il permesso mafioso, il permesso politico lo avevao avuto dall'on. Leone che era sindaco....Per questo appalto io e Bulgarella pagammo il 2 per cento alla mafia, il 5 per cento ai politici...A proposito dell'attentato subito da Bulgarella a Gobellina mi interessai per cercare di avere una certa pax meno si agitava il territorio meno si agitavano i carabinieri e mi rivolsi a Francesco Messina Denaro per non avere più attentati..gli attentati cessarono....consigliai a Bulgarella di pagare.....Non c'erano rapporti diretti tra Bulgarella e Messina Denaro, Messina Denaro diceva che Bulgarella era uno sbirro, poi era uno che aveva rappoirti con "fimmini" e Messina Denaro mi diceva perchè io ci andavo appresso....Messina Denaro diceva che era sbirro perchè lui a Rtc aveva un giornalista era uno terriboile che gli scappava di tutto dalla bocca...questo giornalista era ....era....quello chew poi fu ucciso....non lo ricordo.....ah Mauro Rostagno..Messina Denaro mi faceva gossip su Puccio Bulgarella a me on

interessava e tagliavo corto...Messina Denaro mi disse "ave a uno che ci fa un giornalista si tu lo senti parlare t'arrizzano li carni"...è un cornuto...al pverop Rostagno lo faceva diventare una pezza nterra...ipotizzava rappoirti dentro la tv tra Rostagno e non so chi...parlava a mezze parole perchè io ero infastidito Messina Denaro per conquistare la mia attenzione contro Rostagno mi disse che questo dalla tv parlava degli appalti, lo faceva per farmi intervenire in questa situaizone e io intervenni. Parlai con Puccio Bulgarella e gli disssi se lui voleva mettermi nei guai, vedi che devi fare...una prima volta lo scopo fu raggiunto ma poi subito dopo si scatenò di nuovo Rostagno Messina Denaro non voleva toccati gli appalti perchè per lui era un buon business...Mi faceva capire che c'erano minacce serie nei confronti di Rostagno se io non intervenivo presso Bulgarella...Con Messina Denaro ci vedevamo in una casa di proprietà della figlia, quella sposata con Filippo Guttadauro, che sono certo era uomo d'onore, fratello di Guttadauro capo della famiglia mafiosa di Roccella, Peppino Guttadauro, il medico....Partecipai ad un incontro con Messina Denaro assieme a Balduccio di Maggio appartnente alla famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato, c'era anche Biagio Montalbano...Si parlò di Bulgarella ...in quella occasione Messina Denaro nei confronti di Rostagno disse "gli rompiamo le corna"...dissi a Bulgarella il pericolo che correva non solo lui ma sopratutto il giornalista I verbali di Siino sul delitto Rostagno risalgono a 17 anni addietro, "collaboravo da un mese" dice Siino....Immaginavo dopo gli incontri con Messina Denaro che Rostagno da un giorno all'altro avrebbe fatto una brutta fine.....Dissi a Bulgarella che la minaccia era seria tanto che gli dissi che veniva da una persona impoirtante, non gli dissi che era Francesco Messina Denaro....subito dopo l'omkcidio Rostagno ero a Roma con Brusca e Bulgarella e gli accennai la cosa e Bulgarella mi disse di non parlarne in presenza della moglie...."non ne parlare davanti a mia moglie perchè sennò siamo consumati"....Bulgarella parlando con me mi disse che Rostagno era un cane sciolto...parlai con Bulgvarella tre o 4 mesi prima dell'omicidio....A Roma mi trovai con Bulgarella qualche tempo dopo forse settimane, un mese, e registrati la reazione di Puccio che mi diceva di non parlarne, mi disse "ci metti nei guai", sua moglie era rimasta colpita dal fatto e giammai avrebbe approvato quel delitto...A Roma alloggiavo all'Ambasciatori, Bulgarella era al Carlotn Regina di via Veneto...nello stesso c'era Giovanni Brusca che era con la figlia di Badalemti Giacomo che veniva dall'america....erano fidanzati npn ufficialmente...Bulgarella si occupò di farlo alloggiare lì a Brusca...Brusca si arrabbiò molto quando seppe che io avevo parlato di questa circostanza...Del delitto Rostagno parlai con la famiglia mafiosa di Mazara con Ciccio Messina u muraturi e con Giovan Battista Agate, eravamo nella calcestruzzi Agate, a Mazara, dovevamo vederci per parlare di appalti, Battista Agate mi fece notare che qualunque cosa poteva essere fatta a qualsiasi persona che risultava dannosa agli interessi della famiglia, per Rostagno mi disse sa pi chissu cu fu, mi fece notare che era stata usata una scupitta vecchia, un vecchio fucile, che ero esploso, mi disse una scupittazza vecchia...>Questo me lo disse per calmarmi per farmi convinto che non era stata la mafia...tentevano tutti di calmarmi perchè ero agitato per quel delitto non perchè Rostagno mi faceva simpatia.... A me sembrava strano che per uin delitto di tele rilevanza veniva usato un fucile vecchio...E però in quella occasione mentre Agate tendeva ad escludere colpe della mafia, Ciccio Messina fece un segno quasi a smentire Agate...Siino sull'atteggiamento di Agate spiega, "sempre un omicidio era per cui bisognava sempre stare attenti quando se ne parlava, io ero un borghese in mezzo a mafiosi di rango". Per cui secondo questo ragionamento lui nojn poteva conoscere tutto e certamente non poteva apprnedere responsabilità mafiose così nette... Bulgarella al Gourmands a Plermo mi presentò un giornalista credo toscano e Puccio mi disse che quello era il nuovo direttore di Rtc dopo la morte di Rostagno.....Quel giornalista fece cenno che il delitto Rostagno poteva essere maturato dentro Saman, Bulgarella si infastidì, io cercai di mostrare disinteresse al discorso....Bulgarella mi disse che ne pensavo di quel giornalista...non gli dissi nulla...Bulgarella mi fece conoscere Cardella ma io lo tenevo distante era un imbroglione, Cardella non aveva contattoi con soggetti di mafia...Bulgarella mi disse che Cardella voleva fare un villaggio assieme a padre Eligio...era come se proponesse Cardella delle imbroglionerie, il villaggio doveva sorgere sull'isola di Formica, una ex tonnara.... Mi sono pentito ma non ho avuto sconti di pena...anzi quando ho chiesto benefici durante la detenzione mi fu detto che non me ne spettavano

perchè avevo parlato troppo nel processo Andreotti...Ilo pm Paci torna a fare domande sulla conoscenza con l'imputato Vito Mazzara al campo di tiro a volo di Palermo...Mazzara si annacava qualcuno mi chiese se volevo conoscerlo...questo avviene prima della chiusura del campo di tiro....anni '80....il questore fece chiudere il campo perchè mal frequentato Vito Mazzara non mi fu presentato ritualmente, me lo prsentò Alessandro San Vincenzo, poi lo incontrai alla Mont'Erice...non era una persona cui attribuibvo rilievo...la mont'Erice era una gara automobilistica alla quale avevao partecipato anche io....come ho detto prima Vito Mazzara era uno che si annacava...cioè uno che si dava delle arie...tipico delle persone ntise, cioè che si facevano sentire (affermazione per indicare boss mafioso) Il pm Del Bene prosegue l'interrogatorio di Siino con le ultime domande poi cominciano le domande delle partim civili. Per primo l'avv. Elio Esposito che chiede ulteriori spiegazioni sulle affermazioni di Agate a propoisito del delitto Rostagno come fatto di corna. Io - risponde Siino - avevo sentito parlare Francesco Messina Denaro in modo violento contro Rostagno, per cui le spiegazioni di Agate non mi convicnevano, mi preoccupai ascoltando Messina Denaro e non mi tranquillizzai quando ascoltai Agate, avevo notato che poi Agate e gli altri parlavano con difficoltà del fatto, e così per scludere ruoli a Cosa nostra mi dissero quel fatto dell'impiego del vecchio fucile...ma io avevo ascoltato Messina Denaro Francesco parlare in un certo modo....ricordo che dissero...doco u sannu, questioni di corna...come a volere chiudere il discorso....Messina Denaro non aveva simpatia per Bulgarella lo chiamava Bulgarello chissu mi fa iri fora di testa diceva sempre....e però lo faceva lavorare a Castelvetrano...mi autorizzò a lavorare con lui perchè gli avrei fatto versare più degli altri.... Domande dell'avv. Carmelo Miceli. Messina Denaro pemnsava che Rostagno potesse dare fastidio al tema degli appalti pilotati, l'avv. Miceli chiede di Rendo, Costanzo, Graci: "li conoscevo, loro erano dentro orizzonti nazionali...sapevo che loro a Trapani avevano come riferimento Totò Minore negli anni '80, primi anni '80.....Messina Denaro Francesco non vedeva bene Vincenzo Virga perchè questo era molto amico di Provenzano, mentre Messina Denaro era vicinissimo a Riina.... Gelli a Trapani preparava il Golpe. Avv. Lanfranca. A Trapani qualche volta ho avuto frequentazioni con ambienti della massoneria - dice Siino rispondendo ad una domanda - io stesso ero massone....a Trapani non c'erano mafiosi e massoni assieme, altrove si. a Roma, Milano, Palermo...Non ho conosciuto Natale L'Ala boss di Campobello di Mazara....Licio Gelli ha avuto rapporti con mafiosi trapanesi? Nel finto sequestro Sindona Gelli venne a Palermo e per un giorno sparì, e ilprof. Barresi mi disse che erano andato a Trapani per cercare appoggi tra i fratelli di Trapani Parola alla difesa. Avvocato Galluffo (Vito). Vhiede come sapeva chi fossero gli imputati del processo. Dai giornali,dall'impatto mediatico, nell'atto di citazione sono indicati....A Trapani venivo spesso al circolo dei nobili, ero buon amico della Trapani bene...Le domande dell'avv. Vito Galluffo puntano a comprendere la differenza di identità tra Francesco Messina e Francesco Messina Denaro come se nel corso della deposizione Siino abbia confuso i due soggetti, circostanza che però le parti interloquiscono in modo accavvalato per contestare.....Paci: "certamente non è Siino a essersi confuso" chiosa il pm....A domanda dell'avv. Vito Galluffo, Siino precisa che ha avuto per la sua collaborazione lo sconto di pena, non ha usufruito invece della scarcerazione anticipata. Dpmanda dell'avv. Vezzadini, difensore di Virga (Vito e Salvatore Galluffo difendono Vito Mazzara). Siino dice che spesso si incontrava con Virga, tante volte a San Vito Lo Capo dove Virga si incontrava con un altro pro console di Castelvetrano, Pino Lipari. Virga quando ci incontrrammo per la prima volta fu perchè Genovese Salvatore mi aveva detto di mettermi a disposizione di Virga per i lavoratori del depuratore di Trapani, Virga in quella occasione mi disse che il mio amico Maurici era stato sgarbato con lui e voleva ucciderlo, io cambiai le carte in tavola, gli dissi che Peppone Maurici mi aveva detto che aveva stima di luui...In quella occasione Vincenzo Vurga aveva una camicia con bottoncini di brillanti Domande dell'avv. Giuseppe Ingrassia, difensore di Virga. Ancora domande su un delitto non commesso quello del barone Giuseppe "peppone" Maurici.....Ne parlammo in un locale di Partinico ripete Siino. Domanda su Gelli presente a Trapani. "Il golpe che voleva fare Gelli erano tanti a volerlo fare, il dott. Miceli di Salemi, gli americani, ma in realtà era un finto golpe per depistare l'obiettivo era semmai ricattare Andreotti....c'erano ricchi premi e cotillons per chi partecipava a quel golpe Virga, dice Siino, aveva impresa vicina quella di Spezia Nino che aveva molti lavori a Pantelleria, Virga mi diceva di fargli prendere tanti lavori, faceva anche lavori stradali...un'altra volta mi raccomandò un certo Coppolla...Siino a proposito del campo di tiro a volo dove conobbe Vito Mazzara ricorda che fu chiuso dopo le confessioni di un pentito che poi fu detto che era un pazzo e quando uscì dal carcere fu ucciso...morì quando tutti gli davano del pazzo...ma non era pazzo...fece anche il mio nome (Vitale ndr).....nel campo venivano usati piccioni, c'era il tiro al piccione, piccioni che venivano usati per fare trasportare ingente somme di denaro.....il tiro al piccione era uno sport molto dispendioso...Vito Mazzara era uno bravo a sparare..."avvezzo al coito"....il campo di tiro a volo era all'Addaura...dopo la taverna del Basile....campo di tiro al volo notissimo in tutto il mondo....poi i Verdi hanno deciso che era uno sport crudele...uno dei soci era Michele Greco, il papa della mafia......Ancora domande dell'avv. Vito Galluffo e Siino se ne esce con una colorata afermazione poetica...Galluffo chiede dove lui incontro Francesco Messina Denaro quando questi gli parlò maledi Rostagno, "era in una casa di Castelvetrano, in campagna, di proprietà di Filippo Guattadauro, dove c'era un bellissimo odore di aranci... Ancora Siino viene sototposto a domande delle parti, ora tocca all'avv. Ingrassia, difensore di Virga. E Siino commenta a non tanta basso voce, "meno male che erano due paginette di verbale" facendo riferimento a quello da lui sottoscritto e che è stato oggetto del suo esame dibattimentale che oramai va avanti da diverse ore davanti alla Corte di Assise di Trapani....Domande per meglio approfondire alcune risposte. A questo punto l'esame di Siino si è concluso....

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