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Vergognosi attacchi mediatici e politici contro chi su Taranto e Ilva ha ribadito la realtà

mag 2

Scritto da:
02/05/2019 09:18  RSS

L’Associazione Antimafie Rita Atria, da anni impegnata nella difesa dei diritti, dell’ambiente e della legalità in tutta Italia, esprime il proprio sostegno e solidarietà ad Alessandro Marescotti, a PeaceLink e a tutti coloro che si occupano di ambientalismo nel tarantino.

I fatti sono noti: la settimana scorsa, durante la visita in città del vicepremier Di Maio, Alessandro Marescotti, davanti a tutta Italia, ha letto i veri e incontrovertibili dati sulle emissioni dell’ILVA e dell’inquinamento a Taranto denunciando che i dati vanno in direzione totalmente opposta rispetto alle promesse e alla propaganda del Movimento 5 Stelle.

Questa contestazione, a quanto pare,  per haters, sostenitori grillini e altri soggetti è una “colpa” e da giorni stanno scatenando contro Marescotti e gli ambientalisti tarantini una canea fatta di insulti, tentativi di delegittimazione e vera e propria riscrittura della storia della città.

Per noi, in prima fila in questi anni in tante lotte come quella contro il MUOS, è un film già visto. Dopo aver fatto il pieno di consensi e voti promettendo la chiusura dello stabilimento siderurgico e dell’avvelenamento della città, si attacca chi non si accontenta delle parole ma chiede fatti concreti e giustizia per una città troppe volte tradita dalla “politica” e da chi doveva tutelarla.

Questi sono i fatti:

-        L’immunità penale non è stata abrogata

-        Le emissioni sono ancora considerevolmente aumentate

 

A chi addirittura accusa PeaceLink di essersi svegliata solo ora e di cercare notorietà infangando il lavoro di Di Maio, oltre questi dati, ricordiamo la realtà vera e autentica:

 

-        La prima denuncia è del 1965, la prima manifestazione ambientalista del 1971, la città dal 1991 è “area a elevato rischio ambientale”, la prima condanna in tribunale per “getto di polveri” è del 1982 (quindici giorni di reclusione per il direttore dell’allora Italsider), la prima condanna per Emilio Riva arriva per i “parchi minerali” nel 2002, nel 2007 Emilio Riva e suo figlio Claudio furono anche interdetti dall’esercizio dell’attività industriale, e fu loro inibita la possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione.

-        Le biografie ci raccontano che Di Maio ha iniziato la propria attività “politica” nel 2007, le prime denunce di PeaceLink sono di almeno due anni prima, quelle stesse denunce che dieci anni fa Grillo portava sui palchi dei propri “spettacoli”. Esposti come quelli di PeaceLink e del suo presidente Alessandro Marescotti hanno portato al processo “Ambiente svenduto”, che vede imputati insieme ai Riva alcuni grandi protagonisti della vita istituzionale pugliese degli ultimi lustri come anche l’ex presidente Vendola.

 

Quello stesso Vendola che anni fa, in difficoltà di fronte alle inchieste della magistratura e alla diffusione della famosa telefonata con Archinà (resa nota la prima volta, un anno prima de Il Fatto Quotidiano, proprio da PeaceLink), definì isterico l’ambientalismo di Alessandro Marescotti e lo minacciò di querela per aver – anche allora – riportato la verità dei fatti rispetto alla propaganda politica allora di Sel.

 

Taranto merita di tornare a vivere, Taranto merita aria pulita, salute e lavoro, Taranto merita un futuro migliore e di avere garantito il diritto alla salute ed è un fatto incontrovertibile che finora solo le associazioni ambientaliste e i cittadini hanno, in questi anni, svolto i compiti di tutela pubblica e di analisi ambientale che spettavano alle Istituzioni.

 

 

Associazione Antimafie Rita Atria

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