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...Sulla sconcertante sentenza del Consiglio di Stato inerente il "caso" Mario Ciancarella

mar 23

Scritto da:
23/03/2019 14:47  RSS

Ci sono sentenze che lasciano senza parole e soprattutto senza fiato.In Italia è raro trovare un giudice a "Berlino". Questo lo sapevamo; così come sapevamo che la tappa del Consiglio di Stato si sarebbe conclusa con un'altra brutta pagina nella storia della giustizia italiana.

Mentre riflettevamo su come separare la rabbia dalla doverosa esigenza di fare un comunicato stampa, è arrivata l'email di Mario Ciancarella.   Riteniamo che il miglior comunicato stampa non possa che essere la totale condivisione delle parole di Mario.

Forza Capitano! La lotta continua.

Associazione Antimafie Rita Atria


Cari Amici,

Eccovi la sentenza del Consiglio di Stato che mi sembra abbastanza ignobile.

 Se la opzione e' tra acquiescenza e tardivita', ed e' l'unica alternativa trovata ed offerta dai magistrati, ebbene preferisco la tardivita' alla acquiescenza, che sa di complice connivenza con la tipologia di un provvedimento disciplinare infamante.

 Qui pero' nasce la natura pilatesca mi sia consentito di una sentenza che spaccia per perfezionato un provvedimento disciplinare mai giunto a conclusione perche' l'unico perfezionamento che sarebbe stato necessario era proprio la firma del Presidente della Repubblica.

 Rimane il fatto incontrovertibile di un decreto falsificato del Presidente della Repubblica. Come se potessero essere emanate leggi con una firma falsa del Presidente, si potesse dichiarare uno stato di guerra senza quella firma, si potesse dar corso ad un decreto governativo privo della firma del Presidente della Repubblica. Come se si potesse portare all'incasso un nostro qualsiasi assegno di cui fosse stata falsificata la firma.

 Beh in fin dei conti tutto torna al pro' dei malvagi che intesero liberarsi di uno scomodo capitano.

 Rimarrebbe forse una (poco sperabile) resipiscenza del Ministro della difesa che rinneghi la validita' di quella indagine disciplinare e ne sancisca la rimozione in virtu' dei metodi utilizzati nella indagine e delle limitazioni imposte all'inquisito nella propria difesa.

 Ma ormai e' un pour parler insignificante. Non mi aspettavo granche' dal Consiglio di Stato e cosi' e' stato. Non mi aspettavo nulla dal Ministro della Difesa (per quanto del M5S) e cosi' e' stato. E' stata di nuovo imposta una volonta' militare ad ogni altra diversa istanza di diritto ed Istituzionale.

 Ciancarella doveva essere radiato e tale deve rimanere anche a costo di firmare falsamente un decreto del Presidente ed anche a costo di costruire una pura cavillosita' giuridica sulla condizione e sulle conseguenze dell'accertamento di quel falso che urla vendetta al cospetto di Dio e degli Uomini.

 Non vanno disturbati i manovratori insofferenti ad ogni ricerca di responsabilita' e di accertamento democratico sul proprio operato, a partire dalle stragi del Monte Serra fino ad Ustica, per finire alle piu' ignobili procedure di falso in danno del pubblico erario.Solo questo chiedeva un allora giovane capitano: che la Costituzione avesse piena cittadinanza anche nelle Forze Armate. Quelle Forze Armate di cui si diceva - e lo ricorda il Procuratore Generale Militare nella prolusione 2000 dell'anno giudiziario - che fossero una "beata insula incontaminata dal contagio costituzionale". Per tutto questo, obbedendo ad una direttiva della Corte dei Conti che imponeva ad ogni Ufficiale in servizio di proporre rapporto su qualsiasi circostanza che "potrebbe determinare danno allo Stato", presento' esposti ai propri superiori per vicende di assoluta rilevanza.

 Tutto e' diventato materia di imputazione penale prima e di addebito disciplinare poi, in barba ad una direttiva del CSMA Aeronautica Gen. Mettimana, per la costituzione di una Commissione di Inchiesta che accertasse la rispondenza al vero di quanto denunciato dal Capitano Ciancarella. Una indagine i cui esiti, avendo dando riscontri concreti di ognuna delle denunce, sono stati costantemente stralciati da ogni forma e stadio di indagine penale o disciplinare.

 Non si perdono' al Capitano Ciancarella di essere risultato il piu' votato della categoria Ufficali che nel 1980 diede vita alla prima forma di Rappresentanza militare elettiva. Essi pensavano che il capitano fosse stato ormai rinnegato dalla propria categoria ma risultando il primo degli eletti si temeva che il virus Ciancarella potesse diffondersi ed attecchire proprio in quella categoria dalla quale si pretendeva una complicita' per la continuita' delle modalita' di un esercizio del comando ritenuto irresponsabile ed insindacabile.

 Sono pronto a rivendicare e riproporre ogni passaggio ed ognuna di quelle realta' denunciate a quei tempi dalla strage del Monte Serra fino alla vicenda Ustica come ultima e scatenante vicenda che fece rompere gli indugi ai miei superiori del tempo e si trasformo' in una serie di imputazioni che portarono alla carcerazione prima ed alla umiliazione di uno stupro subito la prima notte nel carcere di Forte Boccea

 Per quanto mi riguarda, a meno di altri diversi orientamenti dei miei legali difensori - cui va il mio ringraziamento e il mio profondo rispetto per quanto hanno potuto produrre - la vicenda si puo' anche chiudere qui, senza tentazioni di ricorsi internazionali o simili. Solo con la volonta' di non lasciarsi annichilire da una sentenza poco nobile e di non lasciare nulla di intentato per rivendicare il proprio operato, nelle forme e con le modalita' piu' opportune che i legali volessero consigliermi e suggerirmi ed alle quali mi riservo di adeguarmi.

Le sentenze vanno accettate per quello che dicono, anche se e' legittimo criticarle ed impugnarle nelle sedi idonee e, visto l'esito, nei tempi consentiti. Ma c'e' una istanza superiore, cui e' sempre possibile appellarsi che e' la coscienza civile e popolare dei Cittadini ed alla quale credo sia sempre lecito ricorrere rivendicando i principi della legalita' democratica e costituzionale che la lotta di Liberazione dal Naazifascismo e la Resistenza ci hanno lasciato come eredita' nella nostra fantastica costituzione.

 E d'altra parte anche a Pertini fu restituita da Craxi una benemerenza della prima guerra mondiale negatagli dal regime fascista. Ci sta che un giorno diversi gorverni, diversi ministri - forse nell'ambito di diverse alleanze - sappiano e vogliano riaffrontare il lodo Ciancarella. Forse solo alla memoria, ma va da se' che anche Cucchi sarebbe contento di veder rivisitata la sua drammatica vicenda ed i suoi familiari possono ben trarre conforto dalla nuova piega delle indagini giudiziarie. Ma questo forse non e' invocabile oggi. Oggi si puo' solo sperare di trovare le forme piu' giuste per chiedere alla Politica ed al Presidente della Repubblica una piena difesa delle proprie prerogative. tra cui la salvaguardia dei Diritti Civile di ogni Cittadino e' istanza predominante.

 Oggi si legge solo questa sentenza che Pilato avrebbe certamente sottoscritto: "Che cos'e' la verita'?" chiedeva egli a un Gesu' deriso e martoriato. "Non sai che io ho il potere di lasciarti in vita o darti la morte". "Tu non avresti nessun potere su di me se non ti fosse stato dato dall'alto" rispose l'Uomo a significare che i senza potere possono affermare liberamente la verita' pronti a pagarne il prezzo, contrariamente ai servi del potere che possono solo eseguire quanto venga loro richiesto o imposto da chi li sovrasta, non riuscendo ad apparire autonomi neppure nella gestione del potere conferito loro.

 Rimane la realta' di un decreto falso e dunque ignobile ed inutile. Rimane la convinzione di aver fatto quanto era giusto e doveroso fare. Anche senza divisa, anche senza il volo, rimane la volonta' di vivere da uomo libero. Cosi' scrissi nella mia memoria davanti alla Commissione di Disciplina. Cosi' credo che scrivero' ai Magistrati che sono tornati ad umiliarmi negando ogni verita' e stravolgendo il senso del diritto positivo.

 

E' impossibile pentirsi

.Mario Ciancarella


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