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Sandro Marcucci: 2 febbraio 1992 - 2 febbraio 2019

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02/02/2019 14:30  RSS

Sono passati 27 anni dal quel maledetto 2 febbraio 1992. Sono passati 6 anni dalla riapertura delle indagini sulla sua morte (per noi omicidio). Sono passati governi, politici, movimenti... ma a noi no è passata la forza per ricordare che questo Paese è sempre più oblio oriented.
E anche quest’anno non abbiamo altre parole rispetto a quelle già scritte nei gli altri anni:
A te Sandro la nostra rinnovata promessa di lottare fino all'ultimo dei nostri giorni per consegnarti quella giustizia che meriti. Lotteremo per te, per Lorenzini, per Dettori e per tutti coloro che sono morti (uccisi?) dalla vergogna di Stato che si chiama "Strage di Ustica"o che si chiama "Segreto di Stato".
Lotteremo affinché il tuo Amico Mario Ciancarella possa avere giustizia rispetto ad uno Stato carnefice.
E proprio al tuo Amico Mario Ciancarella lasciamo la parola:
“L’amicizia tra me e Sandro nasce dalla comune avventura. Lo conobbi all’inizio del 1976 poco dopo il suo rientro a Pisa da Latina dove aveva svolto servizio come Istruttore Pilota presso la Scuola di Volo Avanzato per plurimotori, la scuola cioè che forma definitivamente il Pilota Militare per la specifica categoria “velivoli plurimotori”, cioè ad elica, per differenziarla dalle altre due, quella dei velivoli a Jet (ricognitori, caccia e cacciabombardieri) e quella degli elicotteri. In precedenza Sandro aveva svolto, nella Accademia della Aeronautica a Pozzuoli, un periodo come Ufficiale di Inquadramento ai Corsi. Tornava a Pisa, Sandro, preceduto dalla sua fama di Ufficiale lanciatissimo in carriera, di grande animatore di feste e galà, di uomo dal fascino particolare capace di suscitare interesse in ogni donna che incontrasse (un vero “tombeur des femmes”, si diceva di lui). Una fama che non lo avrebbe abbandonato anche dopo le sue profonde trasformazioni personali, se e’ vero che i colleghi mormoravano che avesse conquistato anche la attenzione di una attrice famosa con cui aveva avuto un incontro per le riprese cinematografiche aeree di cui la troupe della attrice aveva bisogno. Una necessità per la quale dovette servirsi della base e dei velivoli di Guidonia, l’ultima in cui Sandro avrebbe svolto il suo servizio militare. La moglie Maresa certo avrà vissuto con qualche ansia e qualche amarezza questa fama vera o presunta che fosse del marito; ma evidentemente rassicurata dall’essere moglie di un Ufficiale molto compreso del senso dei suoi doveri personali, riusciva ad essere o almeno ad apparire serena e presente accanto a quell'uomo vulcanico. Ma soprattutto Sandro era accompagnato dalla fama di essere Ufficiale e Pilota professionalmente preparatissimo (“con Marcucci si torna sempre a casa” era la reiterata certificazione degli uomini che lo avevano avuto come comandante di volo), e soprattutto capace di conquistare il rispetto e la fiducia più totali degli uomini ai suoi comandi. Cosciente e consapevole dei compiti attribuiti ad un Ufficiale non lasciava mai che i suoi sottoposti rispondessero per atti compiuti sotto il suo comando, dei quali assumeva interamente la diretta e personale responsabilità. E questo indubbiamente conquistava il rispetto di uomini abituati invece a subire costantemente la arroganza di superiori a volte meno preparati e certamente più inesperti di molti subalterni, e la loro costante deresponsabilizzazione per qualsiasi evenienza avvenisse nella propria sfera di comando. Forse proprio per questa fama Sandro era stato scelto dal Comando di Aerobrigata per “parlamentare” con i Sottufficiali che, con le loro mogli, una domenica (o un Sabato, non ricordo bene) avevano “occupato” il loro Circolo. Era in pieno svolgimento quella fase “rivoluzionaria”, che aveva portato i Sottufficiali di mezza Italia, e soprattutto di Pisa, a creare un Coordinamento Democratico che gestisse i propri momenti di fuori servizio in forme di socializzazione interna e di apertura alla Società Civile, per una reciproca “contaminazione democratica”, rifiutando i vecchi sistemi di gestione e di controllo totale sulla vita dei militari professionisti imposti dalle gerarchie.”

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